1- FINALMENTE GIULIETTO S'INKAZZA E SUL CORRIERE ESCE LA FAMOSA "LETTERA SEGRETA DELLA BCE ALL'ITALIA". E SI CAPISCE PERCHE' IL CAVALIER POMPETTA SI SIA MESSO LE MANI NEI CAPELLI DI ANTRACITE QUANDO L'HA LETTA. CHIEDEVA IL PAREGGIO DI BILANCIO NEL 2013, ANNO DEL VOTO, E UN RAPPORTO DEFICIT/PIL ALL'1% GIA' NEL 2012 2- LA COMMEDIA DI VIA NAZIONALE ECCITA ANCHE I GIORNALI, OGNUNO CON IL SUO BRAVO CANDIDATO (‘REPUBBLICA’ VUOLE SACCOMANNI, IL ‘CORRIERE’ GRILLI O IN SUBORDINE TABELLINI, ‘LA STAMPA’ TIFA PER SINISCALCO E BINI SMAGHI), DIMENTICANDO PERÒ CHE VIA NAZIONALE NON CONTA PIÙ NIENTE SULLA POLITICA MONETARIA O ECONOMICA 3- MA VE LI VEDETE GRILLI O L''INTERNO" E QUINDI RASSICURANTE SACCOMANNI FARE LA VOCE GROSSA CON UNICREDIT PER IL SALVATAGGIO DI LIGRESTI? O INCAZZARSI CON IL PARLAMENTO PERCHE' NON APPROVA LA PROPOSTA DI LEGGE DELL'ANTITRUST SUI DOPPI INCARICHI NEI CDA DELLE BANCHE? ECCO NO, ALLORA DI CHE STIAMO PARLANDO? 4- MA IL GIAVAZZI CHE PRENDE POSIZIONE SU BANKITALIA DALLE COLONNE DEL CORRIERE È LO STESSO CHE STA PER ENTRARE NEL CDA DI MEDIOBANCA "SOSTENUTO DAI FONDI"? E SE SÌ, IL SOLONE NON FAREBBE MEGLIO AD ASTENERSI DAI PUBBLICI CONSIGLI?

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

1- IL DETTATO IL DETTATO!...
Finalmente Giulietto Tremendino s'inkazza e sul Corriere delle banche creditrici esce la famosa "lettera segreta della Bce all'Italia". Mario Sensini svela "le condizioni di Francoforte: liberalizzazioni, flessibilita' del lavoro, misure sulle pensioni" (pp. 2-3). Viene pubblicato il testo integrale, piuttosto ruvido per le liturgie dei Signori del Denaro, e si capisce perche' il Cavalier Pompetta si sia messo le mani nei capelli di antracite quando l'ha letta. Chiedeva il pareggio di bilancio nel 2013, anno di campagna elettorale, e un rapporto deficit/pil all'1% gia' nel 2012.

Bella anche la grafica con cui il Corsera impagina la lettera in italiano e in inglese dei governatori d'Europa Trichet e Draghi. Divertente che la versione in italiano si concluda con la formula "con la migliore considerazione" assente in inglese. Potenza delle lingue.

2- LA COMMEDIA DI VIA NAZIONALE...
Guerra di potere allo stato impuro, cioe' senza alcuna attenzione per la sostanza, intorno alla successione di Drago Draghi alla guida di Bankitalia. "Silvio tieni duro o perderai la faccia'. La fronda incita il premier ad andare contro il ministro del Tesoro" (Stampa, p. 3, bel pezzo di Carlo Bertini). Ma si eccitano anche i giornali, ognuno con il suo bravo candidato (Repubblica vuole Saccomanni, Il Corriere Grilli o in subordine Tabellini, la Stampa tifa per Siniscalco e Bini Smaghi), dimenticando pero' che via Nazionale non conta più' niente sulla politica monetaria o economica.

La poltrona di governatore pesa solo per la vigilanza bancaria. E nessuno dei candidati ha nel curriculum o nel dna la capacita' di non arrivare sempre a buoi scappati sul luogo del delitto. Ma ve li vedete il pallido Grilli o l''interno" - e quindi rassicurante - Saccomanni fare la voce grossa con Unicredit per il salvataggio di Ligresti?

O incazzarsi con il Parlamento perche' non approva la proposta di legge dell'Antitrust sui doppi incarichi nei cda delle banche? Ecco no, allora di che stiamo parlando? Gli imprenditori e le famiglie di questo paese sanno che chiunque diventi governatore per loro non cambiera' un cazzo e che la famosa "stabilita' bancaria", perseguita come un dogma in via Nazionale, continuera' a coincidere con la stabilita' delle poltrone dei vari Bazoli, Palenzona, Passera, Ponzellini e dei sedicenti "banchieri popolari".

Ultima notazione: ma il Giavazzi che prende posizione su Bankitalia dalle colonne del Corriere e' lo stesso che sta per entrare nel cda di Mediobanca "sostenuto dai fondi" (Stampa, p. 37)? E se si', il Solone non farebbe meglio ad astenersi dai pubblici consigli per l'augusta nomina di via Palazzo Koch? Penoso anche questo titolo-pompa: "Cosi' Bankitalia ha saputo tenere lontana la politica" (Stampa, p. 5).

3- NELLE MANI GIUSTE...
"Salvo il ministro accusato di mafia. Non passa per 21 voti la sfiducia a Romano. I radicali si astengono, si apre un caso nel gruppo Pd". "La vendetta dei radicali per il no del Senato all'amnistia. Bossi accanto al ministro accusato di mafia. Tremonti, saluto romano ad Alemanno" (Repubblica pp. 1-2). "Miracolato ma nel gelo tutti gli siedono lontano" (Stampa, p.12). Bella la foto in prima del Secolo: si vede la Brambilla che stringe la mano a Romano sotto il titolo "Baciamo le mani".

Istruttivo il commento da "ministro della malavita" scappato al Banana dopo il voto e riportato dal Corriere: "Bene il voto, ora inchiesta sui pm". Il premier abbraccia il ministro. Poi si sfoga: andro' in tv a spiegare quel che accade" (p. 9).

Sul Corriere, pero', la vera sorpresa e' il bell'editoriale di Aldo Cazzullo che critica la maggioranza per i voti su Milanese e Romano. "Siamo al paradosso per cui Tremonti finisce imputato nel suo stesso partito non per aver mal riposto la fiducia nell'ex braccio destro, ma per non aver contribuito a "salvarlo" (...).

L'opposizione ha la credibilita' morale per condurre questa battaglia in nome dell'intero Paese? La risposta e' no. Il caso Penati e' gravissimo, e finora non sono venute risposte convincenti ne' dall'interessato ne' dai vertici del Partito democratico. E, quando fu chiesto l'arresto del senatore Tedesco, nel voto segreto prevalsero le ragioni dell'impunita'. E' l'opinione pubblica, e' l'intera classe politica che deve porsi la questione. Costruire un sistema giudiziario equo ed efficiente, che NON PUNISCA CON LA CARCERAZIONE PREVENTIVA - tutti i cittadini, non solo i parlamentari - ma accerti le responsabilita', e' un'urgenza cui nessuno puo' sottrarsi".

Scusate le maiuscole e la lunghezza della citazione, ma dopo anni di "emergenza sicurezza", soldati per strada, immigrati carcerati e criminalizzazione di qualunque forma di antagonismo sociale (perfino fischiare Bonanni), e' commovente vedere il Corriere delle Elite corrucciate chiedere l'abolizione della galera preventiva. Bienvenido, compagno Cazzullo!

4- COMPAGNO EDILE, PRESENTE!...
Altro segno dei tempi: "Costruttori, urla e fischi a Matteoli: "Vergogna, non fate nulla, andate a casa". Governo sotto accusa: "Opere a costo zero? Una presa in giro" (Repubblica p. 10).

Pompiere della Sera:
"I fischi dei costruttori. Matteoli: non ci sono soldi. Contestazione all'Ance" (p. 10).

5- AGENZIA MASTIKAZZI!...
"Adinolfi lascia il Pd: partito senza speranza. Il blogger e l'annuncio su Internet" (Corriere, p. 11). Va a lavorare? Dimagrira' lui o il partito? Grande booohhh.

6- LAVITOLA E' QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO...
Valter Lavitola, l'unico latitante che quando i servizietti segreti lo troveranno ci andranno a cena e basta, ieri sera ha fatto uno show meraviglioso. E senza dire sostanzialmente una cippa. "Resto latitante perche' ho il terrore dei pm. Volevo fare con il Cavaliere. Massone dall'84. Tarantini? Un po' fesso" (Repubblica, p. 13).

"E Lavitola appare in tv: a Tarantini soldi miei. Nessun bonifico dal premier a me" (Stampa, p. 13). In sovrimpressione appariva il suo codice iban. Il Giornale gode: "Lavitola in tv: "I magistrati hanno ignorato le telefonate che mi scagionano" (p.1).

7- MAI PIÙ' MINORENNI PER IL CAVALIER POMPETTA...
il fantasioso Paolo Berizzi s'imbarca come un mitragliatore per Podgorica e sfodera un signor sguub! "La versione di Miss Montenegro: "La mia storia con Silvio e' cominciata a diciott'anni". Ma certo, cara. "Katarina Knezevic: vivo spesso con lui ad Arcore". Una sorella della fidanzatina di Silvio si chiama Slavica, ha 32 anni "e' stata anche lei Miss Montenegro e un tempo era vicina al boss montenegrino Ratko Djokic, ucciso a Stoccolma il 5 maggio 2002" (Repubblica, p. 12).

Ma ve lo immaginate un finale cosi': Papi Silvio "sparato" in un ristorante di Panama da un boss montenegrino geloso di Katarina? Troppo pulp, ma almeno coronerebbe il suo sogno: entrare nei libri di storia.

8- COSI' UGUALI COSI' DIVERSI...
"Puglia, appalti pilotati nella sanita'. "Tedesco finanziava illecitamente il Pd". Chiusa l'inchiesta dei pm di Bari: c'era un'associazione a delinquere". "Penati, ai Ds di Modena i soldi dell'affare Falck" (Repubblica, pp. 14-15). Scossetta in arrivo, caro Mago Dalemix.

9- DISECONOMY...
Continua la farsa popolare della Bpm di Paraponzo Ponzellini, braccata da Mediobanca e dintorni. Oggi il premio dell'ipocrisia va a questo titolo della Repubblica: "Vertici in bilico per lo scandalo delle carriere pilotate" (p. 28). No perche' adesso le carriere non si devono più' pilotare?

 

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