franco ziliani

TARALUCCI E VINO - IL GIORNALISTA E BLOGGER FRANCO ZILIANI SI COSPARGE IL CAPO DI CHAMPAGNE E CHIEDE SCUSA PER IL PUGNO RIFILATO AL COLLEGA ANDREA GORI: “HO SBAGLIATO, CHI METTE LE MANI ADDOSSO AD UN’ALTRA PERSONA HA SEMPRE TORTO”

Da http://www.lemillebolleblog.it/2015/10/12/giornata-champagne-2015-le-mie-pubbliche-scuse-ad-andrea-gori/

 

FRANCO ZILIANIFRANCO ZILIANI

Costa sempre moltissimo, soprattutto a chi è molto orgoglioso (ed io lo sono al cubo) riconoscere quando si sbaglia ed in particolare chiedere scusa per i propri errori. E’ un esercizio faticoso, che causa malesseri interni, mal di pancia, esami di coscienza (tutte cose che preferiamo evitare) e ci rimette giocoforza in discussione.

 

Perché preferiremmo e ci garberebbe molto di più un mondo nel quale ci si senta sempre dare ragione, dove ci schieriamo sempre dalla parte giusta e soprattutto non facciamo sciocchezze.

 

FRANCO ZILIANI  FRANCO ZILIANI

Però, come dicevano i latini, errare humanum est, e agli umani può capitare di fare qualche sciocchezza. L’importante è avere la lucidità necessaria per accorgersi di averla fatta, e una volta acquisita questa consapevolezza (che se non sei un pirla ti rode dentro) compiere il passo successivo, il più faticoso, ovvero chiedere scusa.

 

Mezzo mondo (del vino e non) sa, se n’è occupato persino Dagospia, qui e poi ancora qui, che giovedì scorso, nell’ambito della Giornata Champagne che si è svolta in quel di Milano, mi sono reso protagonista (eppure ero lì per degustare, mica per fare show da saloon del Far West) di un episodio che anche restituito alle sue reali dimensioni costituisce un brutto episodio.

 

E una cosa sbagliata, da qualsiasi angolazione la si osservi, anche ricordando i suoi antecedenti e le attenuanti del caso, come mi è stato signorilmente consentito di fare da Davide Gangi, che ringrazio. Insomma, una vera e propria “ca….a”, un errore, senza se e senza ma, da parte mia.

 

Andrea Gori aggressione Andrea Gori aggressione

Ho sbagliato tirando uno sganassone (beh, diciamo un leggero pugno, come documentano le foto prontamente messe on line da alcuni siti, che mostrano all’universo mondo la leggera escoriazione al labbro che gli ho procurato) al sommelier fiorentino Andrea Gori, con il quale ero molto “incavolato” per le accuse che tempo fa mi aveva rivolto, accuse per me infamanti e diffamatorie, di essere “un parassita” e un “pensionato baby”. Cosa che assolutamente non sono, perché non sono in pensione, lavoro, pago le tasse, come possono attestare la mia dichiarazione dei redditi ed il mio commercialista.

 

Ho sbagliato perché chi mette le mani addosso ad un’altra persona ha sempre oggettivamente torto, perché dovevo avere la lucidità e la prontezza di spirito per capire che colpendo Gori avrei colpito prima di lui me stesso, perché in una società civile (e purtroppo questa, a mio modesto modo di vedere non lo è più da tempo, e non per causa mia…) i dissapori e le questioni dialettiche tra le persone, anche quando una delle due offende l’altra oppure uno dei due ritiene di essere stato offeso, dovrebbero essere risolti a parole, confrontandosi, e non ricorrendo alle mani.

 

Andrea GoriAndrea Gori

Ragione per cui, per chiudere il cerchio già aperto con le mie scuse immediate a Domenico Avolio, responsabile del Bureau du Champagne Italia, e a Thibaut Le Mailloux responsabile della Comunicazione del Comité Champagne, per il disagio ed il trambusto creato con il mio comportamento nell’ambito di una loro manifestazione cui ero ospite, e dove avrei dovuto comportarmi veramente da ospite, e proseguito con miei reiterate ammissioni di aver sbagliato, pronunciate sui social network (dove, va ricordato en passant, sono stato sottoposto ad un “simpatico” tentato linciaggio mediatico, e non da parte della vittima, che magari ne avrebbe avuto anche le ragioni, ma di personaggi vari che hanno colto la palla al balzo…), devo assolutamente porgere le mie pubbliche e formali scuse ad Andrea Gori.

 

E dirgli che mi dispiace davvero del mio gesto e che sono sollevato al pensiero di non avergli causato seri danni. Anche se la cosa era piuttosto difficile, essendo lui un quarantenne robusto e ben piantato e io un 59enne non certo con il fisico e la cattiveria di un Mike Tyson…

 

FRANCO ZILIANI FRANCO ZILIANI

Ci tengo a sottolineare che questa presa di posizione, che ho lungamente meditato in questi giorni, e che presto ho capito rappresentasse la naturale cosa giusta da fare (ma sapete quanto l’orgoglio possa funzionare da freno…), non vuole essere in alcun modo una captatio benevolentiae, e non è una trovata tattico – strategica, un’operazione affannosa di “recupero immagine”, ma corrisponde esclusivamente ad un’esigenza interiore, a qualcosa che ho maturato dentro e che dovevo “buttare fuori”. E che è autentica. Le persone più care che mi sono state vicine da giovedì pomeriggio lo sanno bene…

 

Non sono un violento, anche se a volte sono stato verbalmente molto “vivace”, non ho mai messo le mani addosso a coloro che mi criticano o scrivono cose assurde e prive di fondamento su di me. Giovedì, colpendo Andrea Gori, ho lasciato emergere una parte di me di cui, scusate il gioco di parole, orgoglioso come sono, non sono di certo orgoglioso.

 

Cospargo il capo di cenere e torno ad occuparmi di quello che è il mio lavoro, non dare “cazzotti” al prossimo, ma scrivere, come faccio da oltre trent’anni, di vino. Ancora le più sentite scuse ad Andrea Gori….

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!