fuortes

FUORTES & CORAGGIO - IL NUOVO BOSS RAI ANNUNCIA IN PARLAMENTO LA FINE DEL POTERE DEI CIARLATANI NEL TALK DI APPROFONDIMENTO GIORNALISTICO – BASTA INSOMMA AGLI “IMPROVVISATORI”, ALL’ORA DEL DILETTANTE: “SI TORNI ALLA STAGIONE DEI BIAGI E DEI ZAVOLI” – E NIENTE PIU’ OSPITATE A PAGAMENTO: “PER ME DOVREBBERO VENIRE TUTTI GRATIS” – RIUSCIRA’ NELLA SUA IMPRESA IMPOSSIBILE? RESTA IL PROBLEMA DEGLI ESPERTI DOPO IL “CASO” DI ORSINI CHE TIENE CATTEDRA IN TV PER MERITI ACCADEMICI MAI ACCERTATI DALL’ATENEO DELLA LUISS – E CROZZA SI RASSEGNI: L’ORIGINALE ORSINI SUPERA IN COMICITA’ ANCHE LA SUA ESILARANTE IMITAZIONE

DAGONOTA

 

CARLO FUORTES

“Penso che il format talk show per approfondimento giornalistico in un’azienda che fa servizio pubblico non sia il format ideale. Negli ultimi decenni c’è stato un abuso di questa forma, che invece è molto adatta all’intrattenimento ma su temi leggeri, non sui temi, non sui temi importanti come quelli politici o culturali”. 

 

Una stroncatura così netta dell’informazione somministrata negli ultimi anni da Mamma Rai non si leggeva neppure ai tempi della lottizzazione selvaggia nei telegiornali. Ma a bocciare la politica spettacolo nei salotti nobili (o, meglio, nelle bische spesso frequentate dai soliti bari di idee tanto per fare audience) non è il critico televisivo del “Corriere”, Aldo Grasso.

 

urbano cairo enrico mentana

Lo storico accigliato delle langhe la sa lunga. Da quando presta la sua opera ermeneuta sia per il padrone del quotidiano di via Solferino sia della rete tv “la7”, Urbanetto Cairo, ha cominciato a mancare molte volée di valutazione nella sua rubrica “A fil di rete” (ahimè bucata). “Se uno fa il mestiere del critico televisivo per un certo periodo (per esempio otto anni) finisce per sentirli addosso. Per incontrarli”, ammoniva il sublime Beniamino Placido nel suo libricino chechoviano “La televisione del cagnolino” (il Mulino).

 

aldo grasso

No, la dura requisitoria contro i ciarlatani che inquinano i talk show nelle cupe stagioni di pandemia e di guerra è del nuovo amministratore delegato dell’azienda, Carlo Fuortes. Un manager ed economista della cultura molto apprezzato che ha fatto del Teatro dell’Opera di Roma una eccellenza. E tutto lascia sperare che alle sue parole, messe a verbale l’altro giorno davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza, seguano i fatti nell’ultimo monopolio pubblico finanziato con la tassa iniqua del canone.

 

ENZO BIAGI E MICHELE SINDONA

Già, perché a Montecitorio, Fuortes ha praticamente bombardato il quartier generale in cui è stato messo a comandare. E non capita tutti i giorni. “L’idea di giornalisti, operatori, scienziati, intellettuali chiamati a improvvisare su qualsiasi tema non credo che possa fare servizio pubblico. È l’opposto – ha spiegato - di quello che la Rai ha fatto per lungo tempo con Biagi e Zavoli”. 

 

Infine, ha toccato il tema dolente delle ospitate “a pagamento” spesso gestite dai potenti manager televisivi (con fatturati milionari) che da anni, indisturbati e con programmatori condiscendenti, hanno stravolto e condizionato i palinsesti della Rai. “Per me dovrebbero andare gratis”, ha detto il capo azienda promettendo discontinuità con il passato.

 

ALESSANDRO ORSINI

Riuscirà Fuortes nella sua impresa impossibile? Quella di ripristinare nell’informazione tv le regole minime professionali che si sono perdute anche nei grandi giornali il cui valore aggiunto erano, appunto, i collaboratori esterni e di chiara fama. Oramai siamo a Cetto La Qualunque. 

 

Nell’era dell’incompetenza, il discorso sugli “esperti” o dei giornalisti competenti (e se vedono anche nei talk show) nella stagione dei new media e dei social, però, è già partito con il piede sbagliato. Se il direttore de “la7”, Enrico Mentana, rivendica il diritto di non invitare nei suoi programmi l‘”ideologia” dei NoVax e non le sue presunte ragioni secondo scienza medica, gli piove addosso l’accusa meschina di censore.

 

Maurizio Crozza Orsini 3

Il “caso” più emblematico sotto la lente di Carlo Fuortes è quello del professor Zelig, alias Alessandro Orsini, docente alla Luiss, che prima di chiamarlo in cattedra almeno avrebbe dovuto leggere i suoi lavori pubblicati. A cominciare dal “Gramsci e Turati”, in cui annuncia, con la solita modestia, che nel suo saggio si opporrà a tutte le altre interpretazioni degli illustri storici che l’hanno preceduto. Per passare a “Il rivoluzionario benestante” sulla storia del terrorismo rosso (sic) con sottotitolo “strategie cognitive per sentirsi migliori di altri”. 

 

carlo fuortes foto di bacco

Infine, quando il nostro decide d’indossare la tuta mimetica del Von Clausewitz “alle vongole” dà alle stampe il volume “Isis, i terroristi più fortunati del mondo…” in cui sentenzia che “sarebbe molto facile sconfiggere in un tempo relativamente breve” i terroristi jihadisti. Lì dove hanno fallito Putin, Obama, Clinton, Biden con Cia, Fbi e Kgb. Non c’è Crozza di “Fratelli d’Italia” capace di tenere testa in comicità al dottor Stranamore Orsini. L’originale è assai più divertente dell’imitazione.

 

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)