LA CANCELLIERA DEL TUCA TUCA - GIGI VESIGNA, FA A PEZZI LA CARRÀ – “UNA DONNA FORTISSIMA, PERMALOSA, DIFFIDENTE, ASSOLUTISTA. TACCAGNA. CHE VUOLE SEMPRE COMANDARE. NON SOPPORTA LE RIVALI. SOFFRE DI ESSERE BASSA. GLI UOMINI SONO SOCI NON FIDANZATI”

Mina e Raffaella Carra Mina e Raffaella Carra

Andrea Greco per “Oggi

RAFFAELLA CARRA BANANA RAFFAELLA CARRA BANANA

 

Un pezzo su Raffaella Carrà lo inizierei così: “Se fosse nata in Germania, sarebbe l’avatar della Merkel”». Gigi Vesigna, mitico direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, l’uomo da 3 milioni di copie, è a letto con la spalla rotta, dopo essere scivolato in una buca, ma appena gli si fanno domande sulla star della tv, che sta per tornare in onda su Rai 1 col talent Forte Forte Forte, si rianima: «La Carrà è come la cancelliera tedesca: una donna fortissima, permalosa, diffidente, assolutista. E ama vincere».

 

Lei l’ha conosciuta bene?

«Praticamente è mia sorella».

 

Perché è stata la più amata dagli italiani?

«Perché è una donna qualunque, però più bella».

Raffaella Carra Raffaella Carra

 

Una donna qualunque? Negli anni Settanta ha convissuto con un uomo sposato, Boncompagni, poi è stata con Sergio Japino, senza mai sposarsi, e non ha mai avuto figli. Mi sembra una donna molto anticonformista…

«Diciamo che i suoi uomini, più che essere stati amanti, o fidanzati, erano soci. Ancora oggi Carrà, Boncompagni e Iapino abitano, in appartamenti diversi, nello stesso condominio e pranzano insieme a casa di Raffaella. Sono soci d’affari in una società di cui, a occhio, direi che Raffaella detiene la maggioranza. Lei lo sposerebbe un socio? Lo sposerebbe Boncompagni, o Iapino?».

 

Non saprei, sono un maschio...

«Sarà. Ma ha capito benissimo. La Carrà si affidò completamente a Boncompagni. Tutto quello che faceva lo discuteva con Gianni. Si ricorda Pronto Raffaella?».

 

Certo, i leggendari fagioli.

sergio iapino e raffaella carra sergio iapino e raffaella carra

«Ecco, arriva la prima telefonata, la Carrà alza la cornetta e dall’altra parte si sente: “Raffaella, vaffan…”».

 

Una trovata di Boncompagni?

«Sì».

GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA GIANNI BONCOMPAGNI E RAFFAELLA CARRA

 

Reazione?

«Non fece una piega. C’è passata sopra come un panzer».

 

Per quale motivo Boncompagni organizzò questo scherzetto?

«Ebbe i titoli di tutti i giornali. La più amata dagli italiani mandata a quel paese fa notizia».

 

E la Carrà fu vittima o complice?

«Una domanda che mi sono fatto tante volte. Credo complice, ma non ho le prove. È rimasta impassibile, vero. Però è vero anche che mai abbiamo visto la Carrà stupita. È un ufficiale delle panzer divisionen, esce un attimo dalla torretta e poi tira dritto. Chi la incontrava sulla sua strada doveva scansarsi».

Gianni Boncompagni Gianni Boncompagni

 

E se non si scansava?

«Veniva travolto: tritato dai cingoli».

 

Era una donna molto moderna?

«Già, ma era anche la classica donna forte romagnola. Io la conobbi da bambina, perché andavo in vacanza a Bellaria. La nonna aveva una gelateria sulla piazza, e organizzava spettacolini tipo il musichiere. Raffa li guardava dal terrazzo di casa sua».

MARCO TRAVAGLIO RAFFAELLA CARRA E GIANNI BONCOMPAGNI resize x MARCO TRAVAGLIO RAFFAELLA CARRA E GIANNI BONCOMPAGNI resize x

 

Torniamo alla sua teoria dei “soci”. Perché si separò da Boncompagni  se la loro ditta andava così bene?

«Si mise con Iapino per un rigurgito di noia, di stanchezza. Boncompagni era uno schiavista: geniale, ma duro. Però, finché le indicava la strada, Raffa non ha sbagliato un colpo. Boncompagni era l’unico a farla ragionare.

 

Il problema era che lei voleva comandare e così si sono allontanati. Poi, quando è rimasta sola, ha fatto scelte bizzarre. Per esempio, ha fatto un varietà Rai a New York, Buonasera Raffaella. Lei abitava all’Hotel Pierre, nello stesso appartamento di Sindona. Immagini la barca di soldi che ha speso. Ma Raffaella voleva sempre il meglio per sé».

 

Quindi era una donna che spendeva volentieri?

«Spendeva volentieri i soldi non suoi, voleva il meglio se pagavano gli altri. Con il suo denaro è sempre stata molto oculata».

Lorella Cuccarini Lorella Cuccarini

bambola di raffaella carrabambola di raffaella carra

 

Ora torna in tv con Forte Forte Forte. Fa bene?

«La polemica con la Cuccarini non mi è piaciuta. Raffaella non ha mai amato Lorella perché era quella che l’avrebbe potuta sostituire. Averla in trasmissione sarebbe stato un colpo. E non mi sembra proprio che il livello della giuria sia siderale…».

 

La Carrà farà il giudice, non condurrà il programma.

«Non cambia molto. Io penso che una star come lei dovrebbe essere capace di sparire in un pulviscolo magico».

 

Diventare invisibile come Mina?

RAFFAELLA CARRA RAFFAELLA CARRA

«Proprio così. Tra lei e Mina ufficialmente non ci fu mai rivalità. Però quando fecero insieme Milleluci, io feci una copertina di Tv Sorrisi e Canzoni con loro due, e metterle d’accordo fu una via crucis».

 

Perché?

«Raffaella soffriva il complesso dell’altezza, e così per avvicinarsi a Mina mise degli zatteroni con una zeppa pazzesca. Mina, che non voleva dargliela vinta, si infilò delle scarpe altissime, e si innescò una corsa al rialzo; in più il fotografo usò degli obiettivi che allungavano. Alla fine le foto erano assolutamente sproporzionate».

VESIGNAVESIGNA

 

Come finì, chi vinse la sfida in tv?

«Vinse Raffaella. In termini di popolarità ebbe la meglio. E guardi che Mina era un osso duro, e un talento cristallino».

 

Qual è invece il maggior talento di Raffaella Carrà?

«La forza di volontà. Fatto 100 il suo successo, la caparbietà conta 95. Ha sempre avuto un solo obiettivo: essere la prima fra nessuno. Per questo in questa nuova trasmissione avrà difficoltà a scoprire una nuova showgirl. Anche oggi non ama le rivali».

 

Secondo lei non ha mai avuto figli per non trascurare la carriera?

«Lei era terrorizzata dalla famiglia. Una volta la volli in copertina con un bambino, e la trattativa non fu semplice. Penso che si sia resa conto di aver fatto un errore troppo tardi, e ora rimpiange di non aver avuto figli. La mia è psicologia da libro di scuola, ma penso che ora il suo impegno, meritorio, nelle adozioni a distanza, trovi giustificazioni nella scelta fatta tanti anni fa».

 

Lelio Luttazzi e Raffaella Carra Lelio Luttazzi e Raffaella Carra

Ma la Carrà è diventata un’icona gay per via della sua storia sentimentale?

(Ride) «Sinceramente credo lo sia diventata più per i suoi costumi di scena. Ho saputo che alcuni poi, finiti gli spettacoli, li regalava ai gay che lavoravano con lei, contribuendo a incrementare la sua popolarità».

 

E invece, politicamente, che posizioni aveva?

«Non sono mai riuscito a capirlo. Assistetti però al suo primo incontro con Silvio Berlusconi».

 

Fu divertente?

«Macché, terribile. Silvio sfoderava tutte le sue qualità di seduttore, Raffaella non rimase insensibile, ma Boncompagni, che era presente, e che non vedeva di buon occhio Berlusconi, faceva il guastatore e cercava di far deragliare ogni discorso».

 

Quando la Carrà non fa la Carrà, cosa fa?

«Sta a casa a guardare la televisione e a giocare a carte, in pantofole. Nel suo guardaroba ci sono solo pantaloni e pullover o costumi di scena. Casa e lavoro, il resto non esiste»

 

RAFFAELLA CARRA' E PAOLO DE ANDREISRAFFAELLA CARRA' E PAOLO DE ANDREIS

 

fotomontaggio raffaella carra con il mensile di barbara d ursofotomontaggio raffaella carra con il mensile di barbara d urso

Mina e Raffaella Carra Mina e Raffaella Carra raffaella carraraffaella carraRAFFAELLA CARRA VIDEOPOKERRAFFAELLA CARRA VIDEOPOKER

 

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…