massimo giletti

GILETTI CONFESSIONS: ''SONO ANDATO IN TV PER COLPA DI MIO PADRE, CON CUI NON PARLAI PER DUE ANNI'' - ''MATRIMONIO? ALBERTONE MI DISSE: 'SEI COME ME, NUN TE SPOSA' MAI. NEI RAPPORTI, QUANDO FINISCE LA PASSIONE, NON RIESCO A SOSTENERE LA ROUTINE. SOLO A UNA COMPAGNA HO DATO VERAMENTE TUTTO…'' - QUELL'ALBA CON ANDREOTTI, LO STALKING DI MINOLI, LA CHIUSURA DELL''ARENA': ''ORFEO È STATO IL COMPLICE, MA IL MANDANTE…''

 

 

Luca Telese per la Verità

 

Massimo, la tua vita è cambiata in una notte.

GILETTI

Dalla tessitura alla televisione, per via di un incidente ad un motore e delle sue conseguenze.

«(Sospiro) Non ci avevo mai pensato in questi termini. Però è vero. Lavoravo nella impresa della mia famiglia, potremmo dire che ero qualcosa di meno di un dirigente e qualcosa di più di un caporeparto. Ed ero il figlio del padrone».

 

Quanto lavoravi?

«Sempre. Dalla mattina alla sera, e anche con grande soddisfazione, se così si può dire».

 

Poi, una notte...

«Una notte mi telefonano dalla fabbrica e mi dicono: "Dottore, si è verificata una catastrofe"».

 

Ed era vero?

«Assolutamente sì. Si era rotto il cuore dell' impianto, la sfilacciatrice. È la macchina con cui si disfano le balle dei tessuti. Senza di quella la produzione non può partire. Bisognava rimetterla in moto prima che si aprissero i cancelli».

 

E allora?

«Tiro giù dal letto due tecnici e corro in fabbrica, per provare a ripararla».

 

Difficile?

Massimo Giletti

«Immagina di doverti arrampicare su una cattedrale d' acciaio alta sei metri, con due motori in spalla, tirati su con le catene».

 

Come va a finire?

MASSIMO GILETTI

«Apparentemente con un trionfo. Ci mettiamo tre ore. Alla fine tutto intorno a noi è macchiato di grasso e di olio, siamo sporchi, stremati, ma i due meccanici riescono a riavviare la sfilacciatrice. Dal basso parte un applauso. "Dottore, puliamo?", mi fanno loro. E io dico loro: "Ragazzi, andate a dormire che ve lo siete meritato!"».

 

La mattina presto arriva tuo padre, il vero sovrano della fabbrica.

«Bisogna capire che tipo d' uomo era, ed è: ancora oggi, a novant' anni, va tutti i giorni in ufficio a lavorare».

 

«Giletti, dal 1882». L' industria tessile che ha cambiato Ponzone Biellese, il paese dove sei cresciuto, e un' intera provincia.

«Tre generazioni prima di me: l' ospedale Giletti, la scuola Giletti, le case Giletti, e persino il cimitero Giletti, gratis! Un bisnonno accusato di essere "socialista" per le troppe concessioni ai lavoratori, un nonno di essere "di destra", per troppa durezza, e poi questo padre: straordinario, impeccabile, mai soddisfatto di noi figli».

 

berlu e giletti

E cosa ti dice lui, quella sera?

«Sulla macchina riparata, nulla. Non una parola di soddisfazione per il lavoro fatto. Con una espressione gelida mi guarda e mi fa: "Dove hai imparato che alla fine di un lavoro non si pulisce e non rimette a posto?"».

 

E tu?

BERLUSCONI DA GILETTI

«Sono fuori dalla grazia di Dio. Non è un singolo episodio. È la sintesi di un intero rapporto, il nostro, che si concentra in questo dialogo surreale. Gli dico: "Ciao papà, me ne vado". E lui, ti giuro, mi risponde: "Stai dando le dimissioni? Sappi che nei luoghi seri le dimissioni non hanno valore se non si danno per iscritto"».

 

E tu?

«Non ho detto più nulla. Me ne sono andato, non ci siamo parlati per due anni. Ero laureato in giurisprudenza con il massimo dei voti, la fabbrica mi piaceva, ma quel giorno ho pensato: "Devo fare televisione"».

GILETTI FERITO E RICUCITO

 

Permettetemi di scrivere questa intervista dando del tu all' intervistato.

Conosco Massimo Giletti da anni, siamo diventati colleghi a La7, spesso sono ospite del suo programma, ma solo durante una giornata che abbiamo passato insieme in Veneto, ospiti di una bella rassegna letteraria - «Sorsi d' Autore» - Massimo mi ha raccontato il punto di svolta della sua biografia, una delle più atipiche che si possa immaginare tra quelli che lavorano nel mondo della televisione italiana. Una gavetta d' autore.

 

Come è avvenuto questo passaggio dal tessile alla tv?

«In un modo stranissimo. Io non avevo la vocazione, non sognavo di fare il giornalista da ragazzo. Vivevo in questa bellissima provincia, studiavo, lavoravo».

 

MORETTI GILETTI

E cosa è accaduto?

«Guardavo la tv da spettatore. Ero appassionato di Mixer, quello degli anni d' oro, condotto da Giovanni Minoli. Il mio unico rapporto era che nelle sere in cui mi appassionavo a quei reportage pensavo: "Come mi piacerebbe girarli..."».

 

E così, abbandonato tuo padre te ne vai a Londra, ma inizi una attività tutta particolare.

giletti clerici

«So che i lettori penseranno che fossi matto: ma tutti i giorni - e intendo proprio 300 giorni l' anno, escluse solo ferie e feste - bombardo di telefonate Doria Ricci, la segretaria di Minoli dicendole: "Sono Massimo Giletti, vorrei un appuntamento con il dottore"».

 

E la signora Dora?

«Un giorno, estenuata, mi chiede: "Dottor Giletti, scusi, ma a lei chi la sostiene?". E io: "Come chi? Nessuno"».

 

Fantastico. E poi?

«Deve essersi convinta che fossi un matto, penso di averla presa per sfinimento. Immagino che un giorno abbia detto a Minoli: "Dottore, la prego, gli parli, sennò questo non mi lascia più in pace". Ed era vero».

 

massimo giletti e sara tommasi si abbracciano

Quindi ti ci fa parlare e inizi a lavorare?

«Magari. Facciamo un primo colloquio, mi dice: "Ti metterò alla prova"».

 

Bene. E il provino con chi lo fai?

«Con un mostro sacro della Rai, Michele Guardì. Mi fa simulare dieci interviste una dietro l' altra. Partiamo lenti, poi, mentre mi chiede di immaginare che lui sia di volta in volta un personaggio diverso, acceleriamo. Gli piace il mio ritmo. Alla fine mi dice: "Sei bravo"».

 

Perfetto.

«Mica tanto. Minoli mi rimanda di mese in mese. Avrò fatto 12 incontri, fino a un giorno in cui ero a Londra, dove nel frattempo stavo lavorando per una multinazionale, e mi arriva una ennesima chiamata della Rai».

 

giletti perego

Non mi dire che esiti.

«Ci penso su, perché il biglietto per Roma, dato il preavviso, mi costava mezzo milione di allora. Sono stanco. E quando vedo Minoli lo esprimo nel modo peggiore».

 

Cosa gli dici?

«Parliamo pochi minuti. Capisco che lui mi sta congedando ed esplodo: "Mi perdoni, dottor Minoli! Ma questi dieci minuti mi sono costati mezzo milione di lire"».

massimo giletti vs mario capanna 3

 

E lui?

«Si mette a urlare, e forse giustamente dal suo punto di vista: "Lei è un arrogante! Un maleducato. Qui c' è gente che farebbe la fila per un colloquio!". Però quell' arrabbiatura è il punto di non ritorno. Mi spiego: "L' esame è durato abbastanza, mi dia solo una opportunità"».

massimo giletti

 

E?

«E incredibilmente Minoli mi guarda e mi dice: "D' accordo". Giovanni è stato un grande maestro».

 

Battesimo del fuoco, con Giulio Andreotti, il giorno della sua condanna. Minoli ha raccontato che dormisti davanti a casa del Divo Giulio, in macchina.

«Sapevo che andava a messa alle sette del mattino, da solo, era chiaramente quello l' unico momento in cui si poteva intercettarlo. Però la stessa idea l' avevano avuta altri due colleghi. Solo che la prendono molto larga e gli fanno domande del tipo: "Lei la prossima settimana sarà a un convegno sulla cultura cattolica». E tu?«"Presidente, cosa si prova ad essere condannato per mafia?"».

 

Una bomba atomica.

RENZI GILETTI

«Sì, anche se sono stato un po' ingenuo. Mentre chiude il portone di casa, Andreotti mi chiede: "Scusi, lei come si chiama, per chi lavora?". E io, tutto orgoglioso: "Massimo Giletti, Rai Mixer!". Accadde un putiferio e capii che in alcuni casi bisogna contenere i propri ardori».

 

Dalla Rai te ne sei andato con molta sofferenza.

«È vero. Non hanno avuto il coraggio di dirmelo fino alla fine. Speravano che con poco preavviso non trovassi un' alternativa. Sbagliavano».

giletti baciato da raffaella mangini

 

Perché è stata chiusa L' Arena?

«Per volontà di una persona. Mario Orfeo è stato il complice, ma il nome del mandante, che io so, non lo dico nemmeno sotto tortura».

 

È passato un quarto di secolo, ma la tua passione è intatta.

«Vero».

 

Ho assistito a un tuo svenimento a Non è l' Arena perché stavi male ma non volevi mollare il programma.

massimo giletti e mara venier

«A volte esagero. Quella sera ho perso addirittura conoscenza. Mi risvegliai in ambulanza, in tempo per sentire un infermiere che diceva, con un bell' accento romano: "Portiamolo di corsa all' Umberto I perché questo sta messo così male che non arriva vivo". Ah ah ah...».

 

Resti a La7 malgrado a ogni uscita pubblica arrivi un dirigente della Rai a corteggiarti.

MONTEZEMOLO - GILETTI - RENZI

«Magari sono amici... Quando sono andato via mi avevano proposto il doppio dello stipendio per non lavorare. Ma a me piace lavorare, e a La7 lavoro molto bene».

 

Presenti ancora le tue fidanzate a tua madre?

checco zalone da massimo giletti 5

«No, per due motivi. Il primo è che vedo che lei ci soffre. Si affeziona alle persone, e poi quando una storia si interrompe le dispiace di più. Quando ne incontra una la saluta così: "Sei tu la prossima vittima?"».

GILETTI

 

Capisco. E poi?

«Mamma è molto riservata. Ma i giornalisti no. Ricordo una volta che un collega chiamò a casa, le parlò e le promise riservatezza».

 

Risultato?

«Un titolo di copertina: "Antonella Clerici è la nuova fidanzata di Massimo. E io le voglio bene"».

 

Ah ah ah. Ma non ti preoccupa restare "signorino"?

GILETTI

«Ti rispondo con un aneddoto. Una volta, anni fa, mi ritrovo a Gallipoli, dove dovevo ritirare un riconoscimento, con altri due premiati: un mostro sacro del cinema, Alberto Sordi, e una giovanissima e verace ragazza: Sabrina Ferilli. Come capita in queste occasioni, diventiamo in breve una compagnia di viaggio. Ci vengono a prendere a Bari, con un furgone Mercedes un po' scassato, Sabrina fa battutacce in romanesco, Sordi è incredulo: "Ma lo sanno chi sono? Me portano co' 'sto catorcio?"».

john elkann roberta pinotti massimo giletti claudio graziano

 

E poi?

«Ore in macchina insieme, si parla di tutto, e alla fine Sordi mi fa: "Massimo, fidati, tu sei fatto come me. Nun te sposa' mai!"».

 

Esilarante. Ma mica mi vorrai convincere che non ti sposi per tenere fede ad un consiglio che ti ha dato Albertone a Gallipoli!

savino giletti gramellini

«Penso di poterti dire una cosa molto personale, se prometti di non raccontarla a nessuno... Nei rapporti, quando finisce la passione, non riesco a sostenere la routine. È un mio limite personale, lo riconosco, non mi piace fingermi quello che non sono».

 

Perché?

«Ho trovato solo una compagna nella mia storia personale a cui ho dato veramente tutto. E con cui sono fidanzato per la vita».

MASSIMO GILETTI

 

E chi è?

«(Sorriso gilettiano col sopracciglio alzato) «La televisione».

 

INTERVISTA A MASSIMO GILETTI SUL CORRIERE CON FOTO CON URBANO CAIROmassimo giletti al mareMASSIMO GILETTIselfie giletti coronaSCONTRO TRA MASSIMO GILETTI E ITALO BOCCHINOselfie giletti corona corona gilettiFABRIZIO CORONA E MASSIMO GILETTI massimo giletti corrado formiglimassimo gilettiMassimo Giletti e Fabrizio CoronaMassimo Giletti e Fabrizio CoronaMASSIMO GILETTI

 

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