IL FINE GIUSTIFICA I MAZZI - IL DIRETTORE ARTISTICO DI SANREMO, GIANMARCO MAZZI, ARRIVÒ NEGLI AMBIENTI CHE CONTANO GRAZIE ALLE SUE CONOSCENZE, FRA CUI LA RUSSA E GASPARRI - HA UNA SOCIETÀ MUSICALE MILIONARIA ED È "DIRETTORE OPERATIVO" DI ARENA EXTRA, LA SOCIETÀ DEL COMUNE DI VERONA CHE GESTISCE GLI SPETTACOLI DELL’ARENA - MA QUANDO GLI SI CHIEDE SE ESISTANO INTERAZIONI FRA LE DUE SOCIETÀ (UNA PUBBLICA, L’ALTRA PRIVATA) CHE GLI FANNO CAPO, TACE...

Paolo Biondani e Alberto Dentice per "l'Espresso"

Dal pallone alla canzone, passando per la politica. È una vita da mediano, giocata con il tradizionale modulo all'italiana, quella che ha trasformato Gianmarco Mazzi da piccolo impresario di provincia, nato a Verona il primo luglio 1960, nell'uomo d'oro della canzone italiana: direttore artistico per la quarta volta consecutiva del Festival di Sanremo. La sua scalata alla tv-spettacolo parte da lontano, ma il decollo arriva nel 2004, l'anno di Tony Renis e Simona Ventura, grazie alla sponsorizzazione di due ex ministri del calibro di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa. Appoggi dichiarati da Mazzi, che ha definito i due politici "miei amici".

Poco o nulla conosciuti sono invece i suoi interessi privati, che lo vedono in società con un altro veronese, Gaetano Morbioli, uno dei più affermati registi di videoclip e spot musicali. E che tra i suoi clienti vanta molti dei protagonisti del Sanremo di ieri e di oggi.

Un sodalizio d'affari che riconferma la straordinaria abilità di Mazzi nel tessere alleanze professionali: da Mogol, che gli affida la nascente Nazionale cantanti, a Caterina Caselli, che tramite la Cgd lo aiuta a lanciare Francesco Baccini; dall'amicizia decennale con Adriano Celentano e Claudia Mori, all'alleanza con Lucio Presta, il manager di Roberto Benigni, Paolo Bonolis e Antonella Clerici, fino al legame con Maria De Filippi, la regina del talent show di Mediaset, che ha visto i suoi pupilli di "Amici" trionfare nelle ultime edizioni del Festival targato Rai. Una rete di relazioni che sta alla base di quella specie di cerchio magico, con Mazzi al centro, che ora circonda Sanremo. Una storia che inizia trent'anni fa nei campi di calcio.

A Verona non passava inosservato, il giovane Mazzi, con il suo metro e 95 d'altezza e il ciuffo alla Beautiful. "Giocava in difesa, stopper o centromediano", ricordano i reduci di una delle sue prime squadrette di vip, quella degli artisti veronesi: "Non era certo un campione", però sapeva mettere in braghe di tela "personaggi come l'attore Fabio Testi, il comico Franco Oppini, la rockband del figlio di De Andrè e perfino Gianfranco Zigoni", lo scapestrato ex bomber dell'Hellas. Già nei primi anni '80 Mazzi diventa il factotum della Nazionale cantanti. Ci giocano "Tozzi, Mingardi, Giacobbe, Gianni Bella... E Gianni Morandi, naturalmente", rammenta un altro calciatore.

A inserire Mazzi in quel giro è Giulio Rapetti, in arte Mogol. È lui a fare di quel ventenne della buona borghesia veronese l'organizzatore-pioniere del calcio a sette note. Campi poveri, poco pubblico, tanto fango.

Ma con gli esordi della Nazionale cantanti Mazzi stringe il sodalizio con Morandi, che dura tuttora. Tanto da imporsi anche in questa 62esima edizione, in attesa del prossimo Festival. Partendo dal calcio-spettacolo, Mazzi a 28 anni fonda a Milano la sua prima impresa musicale, chiamata Cartoons, in società con il cantautore Baccini, conosciuto proprio grazie a Mogol. Due anni dopo, insieme alla sorella, apre a Verona una società di persone che porta il suo nome e rappresenta tuttora l'impresa di famiglia.

La sede è accanto alla piazza principale di Borgo Trento, il quartiere-bene della città. Per anni Mazzi resta un piccolo imprenditore ai margini dello show business. Ma intanto tesse rapporti con i parlamentari veronesi, soprattutto di An. E tra il 2003 e il 2004, di punto in bianco, fa il grande balzo a Roma: consulente artistico dell'allora direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo. Che gli spalanca le porte di Sanremo.

Con la benedizione di Gasparri. E di La Russa, che nel 2010 arriva a nominarlo superconsulente del ministero della Difesa per le celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia. Negli stessi mesi dello sbarco alla Rai, Mazzi fonda un'altra società, molto più fortunata delle precedenti. Si chiama Run Multimedia srl. Produce spot e videoclip per decine di cantanti. Compresi molti dei protagonisti di Sanremo.

Il capitale è diviso in due: l'altro 50 per cento è di Gaetano Morbioli, anche lui veronese, un bravo regista pubblicitario e musicale. La sede operativa è in un capannone in cemento con le vetrate arancioni a pochi chilometri da Verona. In quello stradone tra fabbriche e centri commerciali, i vicini non possono dimenticare l'arrivo di cantanti famosi "come Laura Pausini, Ferro, Renga, Tatangelo e molti altri".

La società ha ricavi rispettabili: solo negli ultimi tre anni ha incassato più di 4,3 milioni di euro. Questo non significa che quella ditta privata possa nascondere una corsia privilegiata per Sanremo: Morbioli è un regista che non ha bisogno di raccomandazioni e i suoi prezzi sono giudicati "molto convenienti". Ma neppure le imprese concorrenti sanno che a fare affari con decine di stelle della canzone, tramite quella società veronese, è il direttore in persona del Festival di Sanremo.

Ora, dopo aver veleggiato per anni oltre la boa del milione e mezzo di fatturato annuo, anche la Run Multimedia soffre la crisi. Ma per il 2012 tira già aria di ripresa: "Per il futuro, nuove collaborazioni con enti cittadini ci portano a ipotizzare risultati in sicuro miglioramento", scrive infatti l'amministratore Morbioli nella nota di bilancio approvata dal socio Mazzi. Quali "enti cittadini"? Il bilancio tace. Ma trovare una risposta non è difficile: Mazzi è diventato il "direttore operativo" di Arena Extra, la società creata dal Comune di Verona per gestire gli spettacoli non lirici dello storico anfiteatro.

E in almeno due show, trasmessi dalla Rai, ha trovato lavoro anche lo staff di Morbioli. Inutile, però, chiedere a Mazzi se davvero quell'azienda pubblica diretta da lui abbia firmato contratti con la sua società privata. A domanda il Nostro non risponde. Ed evita anche di chiarire se sia stato proprio lui a inserire Flavio Tosi nella cerchia dei sette sindaci italiani che potranno destinare ai poveri della città il super-cachet di Sanremo, generosamente offerto in beneficienza da Adriano Celentano. Regalando così al leghista di Verona una spettacolare passerella televisiva in piena campagna elettorale.

Evita, lascia correre, il mediano Mazzi, nella ragionata speranza che anche questa volta il trionfo di pubblico metterà a tacere ogni polemica. Di certo l'arrivo a Sanremo dei vincitori dei talent show ha riportato molti giovani a guardare il Festival. Ma è anche vero che il meccanismo del televoto rischia di favorire i cantanti provenienti da "X Factor" o "Amici". Del resto basta vedere chi ha vinto le ultime edizioni.

Ma nessuno sembra farci caso, come se fosse normale giocare di sponda con trasmissioni in teoria concorrenti. O il fatto che a portare Celentano a Sanremo non siano stati i vertici della Rai, ma il suo amico Mazzi. Che è stato anche suo partner d'affari, come conferma perfino il sito della Run Multimedia. Tutto si tiene, insomma, nella carriera del superdirettore del Festival. E alla fine conta il risultato, come nel calcio e nella politica. In un ambiente non facile, tutti gli riconoscono doti di mediatore instancabile, grande tenacia, straordinarie capacità dialettiche e maniacale attenzione ai dettagli.

Ne sanno qualcosa gli autori, i conduttori e i collaboratori costretti a sorbirsi le sue interminabili riunioni di lavoro. E se sotto l'aspetto musicale Sanremo conta sempre meno, dal punto di vista dei risultati televisivi Mazzi ha mietuto un successo dopo l'altro: l'edizione 2011 si era attestata su una media di 11,5 milioni di spettatori, più dell'annata 2010 condotta da Antonella Clerici (quasi 11 milioni) e di quella targata Bonolis (poco meno di 10,5). Evidentemente l'Auditel giustifica i mezzi.

A condurre le danze ormai sono personaggi abili e disinvolti come Mazzi e Presta, mentre la struttura pubblica abdica al proprio ruolo. Non a caso nei giorni del Festival Rai e Mediaset hanno sospeso qualsiasi serio tentativo di contro-programmazione. E così l'edizione 2012 sembra quasi una sfida di Mazzi con se stesso. Impermeabile alle critiche e alle polemiche, il direttore del Festival aspetta solo il risultato televisivo. Tra tanti cantanti in gara, l'unico vincitore annunciato è lui: il veronese di Sanremo.

 

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