CITTADINO: LO STIPENDIO DI RUBINI è UNA DECISIONE POLITICA, NON TECNICA -GLI EX ALUNNI ITALIANI DELLA “LONDON SCHOOL OF ECONOMICS” CONTRO “IL GIORNALE” - SE DE FALCO VIENE PROMOSSO AD EROE PER AVER DETTO “TORNI SULLA NAVE, CAZZO”, È IMPROPRIO DIRE CHE SI TRATTA DI UN EROE DEL CAZZO? - NEL CASO DI SCHETTINO PIÙ DI PISTOLA FUMANTE HANNO TROVATO IL PELO DI FICA - CHIUDETE I "MONEY TRANSFER" - SEVERGNINI SPUTTANA L’ITALIA E FA L'INCHINO ALLA STAMPA INGLESE - COSA ASPETTA LO PSEUDO MINISTRO DEGLI ESTERI, A PRENDERE PROVVEDIMENTI SU VATTANI?...

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1

Oggetto: Articolo pubblicato sul sito "www.dagospia.com"del 17 gennaio 2012.

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/quanto-e-bonus-lenit-rubini-precisa-ho-letto-su-dagospia-una-notizia-che-riguarda-34494.htm

Si fa riferimento alla notizia apparsa on-line, in data 17 gennaio, nel sito in oggetto indicato, con la quale il Dott. Paolo Rubini, in relazione agli emolumenti previsti per la carica di Consigliere delegato della società Convention Bureau Spa, asserisce che il compenso pari ad euro 80.000 annui, oltre un importo da erogarsi al raggiungimento del risultato di bilancio in utile, di ulteriori 50.000 euro, sarebbe stato stabilito dal Capo Dipartimento Caterina Cittadino.

Al riguardo smentisco categoricamente che tale importo sia stato stabilito dalla sottoscritta.
Infatti, la determinazione del quantum scaturisce dalla Direttiva del Ministro a firma d'ordine del Capo di Gabinetto Presidente Claudio Varrone del 4 agosto 2011 prot. nr MSCT 0002241 P-1.1.5 (Allegato n. 1) con la quale si chiedeva alla sottoscritta di dare comunicazione al Consiglio di Amministrazione di Convention Bureau "....che l'ammontare della remunerazione stabilita per le deleghe attribuite al Presidente del Consiglio di Amministrazione dovrà essere pari a euro 50.000 annui, oltre un importo da erogarsi al raggiungimento del risultato di bilancio in utile di ulteriori euro 50.000, mentre per le deleghe del Consigliere delegato tale remunerazione dovrà essere pari a euro 80.000 annui, oltre un importo da erogarsi al raggiungimento del risultato di bilancio in utile di ulteriori euro 50.000.

Il predetto provvedimento è stato trasmesso dalla sottoscritta alla Corte dei Conti ai fini del vaglio di legittimità.
A seguito di rilievi da parte della Corte dei Conti il Ministro per il Turismo On. Michela Vittoria Brambilla ha firmato una propria direttiva di analogo contenuto in data 6 ottobre 2011 (Allegato n.2). Anche tale decreto è stato oggetto di rilievi da parte degli Organi di Controllo e quindi ritirato.

Tenuto conto che il Dott. Rubini era stato reso edotto degli atti in questione, anche direttamente dalla sottoscritta, con note del 5 agosto 2011 prot. 11697, dell'8 settembre 2011 prot. 12581 e del 15 dicembre 2011 prot. n. 17042 (Allegati n. 3, n. 4 e n. 5), che evidenziano, - per tabulas - che il compenso in questione era stato determinato dall'autorità politica, si evidenzia che la dichiarazione pubblicata non solo non è veritiera, ma anche resa in malafede con l'intenzione di addossare alla sottoscritta la responsabilità della determinazione e dell'attribuzione di un compenso che è stato, peraltro, oggetto sui giornali di numerose polemiche.

Il sito Dagospia è invitato a pubblicare la presente nota di smentita.
Si fa riserva di ogni azione legale nelle competenti sedi giurisdizionali

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
Caterina Cittadino

Lettera 1
Gentile Roberto D'Agostino,
Siamo a scriverLe in merito all'articolo "A Londra fa scandalo il tempio chic dell'economia", a firma Luciano Gulli, pubblicato da Il Giornale ieri e ripreso dal Suo sito con il titolo "LONDON SCHOOL OF FREAKONOMICS". Infatti, la London School of Economics Alumni Association of Italy (l'associazione degli ex studenti LSE in Italia) non può che sentirsi chiamata in causa quando la sua alma mater viene dileggiata, alla stregua di una infimo diplomificio.

Le confessiamo, però, che la prima tentazione che abbiamo avuto è stata quella di sorvolare su quell'accozzaglia di informazioni giustapposte dal Suo collega (una delle cose che si apprende all'LSE è proprio quella di imparare ad organizzare le proprie argomentazioni, cosa che non sembra possedere appieno Luciano Gulli). Pur correndo il rischio, dunque, di dare credito a qualcosa che di credito non ne meriterebbe, di seguito troverà la nostra replica.

Per quanto riguarda lo standing della nostra Università, ci preme ricordarLe che il buon nome di una "research University" si basa sulla sua storia (cui l'articolo accenna appena), sulla qualità della sua ricerca e sull'impatto della stessa sul dibattito internazionale.

Tutte le statistiche vedono l'LSE occupare da decenni stabilmente i primissimi posti nel mondo e soltanto il mese scorso è stata incoronata dal quotidiano The Independent come la migliore "research Institution" del Regno Unito (davanti a Oxford e Cambridge). Non è un caso, allora, che il nostro Presidente del Consiglio Mario Monti (in visita in questi giorni a Londra), scelga proprio l'LSE per tenervi uno speech e non una delle altre insigni Università presenti nella Capitale britannica.

Viene poi citato l'affaire Gheddafi. A tal proposito, ci preme sottolineare come il management della scuola abbia ammesso le proprie responsabilità: il director Howard Davies ha rassegnato le dimissioni a tutela del buon nome dell'LSE nel marzo 2011 ed è stata creata una commissione d'inchiesta per indagare su quanto avvenuto e proporre delle azioni a riguardo (cui l'Università sta già dando seguito). A questo genere di cose, forse, non siamo abituati in Italia ed è forse troppo impegnativo, di conseguenza, darne riconoscenza.

In merito al riferimento "ilare" al Professor Romano Prodi, secondo il quale la sua accettazione tra le fila dell'LSE sarebbe un sintomo dell'"infiacchimento dei criteri selettivi" dell'Università, come risposta forse meriterebbe soltanto un divertissement: provi a pronunciare il suo nome ad uno straniero e ne attenda la reazione. Poi ripeta l'esercizio con quello di un altro statista nostrano a caso, ad esempio Silvio Berlusconi. Siamo pronti a scommettere in un risultato ben diverso.

Non sapendo se anche a Il Giornale siano adusi a del sano humor inglese, torniamo alla serietà e invitiamo a considerare che la competizione per l'ammissione all'LSE è sempre molto dura ed estremamente selettiva (come dimostrato da diverse ricerche condotte dai principali quotidiani quali The Times, FT, Sunday Times), tanto che non sono rari i corsi di laurea in cui il rapporto tra domande e ammissioni è 20 a 1.

Non ci stupisce, allora, ma anzi ci inorgoglisce che qualcuno diventato poi Presidente della Commissione UE e Presidente del Consiglio dei Ministri come il Professor Prodi sia un LSE alumnus come noi. La medesia scelta fu fatta dal Presidente della repubblica Giorgio Napolitano e da molte altre illustri personalità. Non UCL, London Businell School, King's College, SOAS, ... , ma LSE.

Infine, come già accennavamo, tutte le informazioni citate nell'articolo ci sono parse un modo di raccattare materiale tanto per dar corpo ad un articolo riguardante una notizia altrimenti poco notiziabile, ovvero quella del gioco in tema nazi cui hanno dato vita alcuni studenti LSE durante una settimana bianca organizzata dall'associazione studentesca sportiva.

Quest'ultima è, infatti, liquidabile con tre parole: una ingiustificabile bravata. Non è un caso che questa reazione sia stata la medesima tenuta proprio dalla LSE Students' Union, l'associazione che rappresenta gli studenti dell'Università. Il comportamento di un manipolo di studenti ubriachi non basta ad infangare la reputazione di un'Istituzione che resta di assoluto prestigio, austera, ma non certo di lusso né lussuosa né tantomeno chic. Forse a Luciano Gulli farebbe bene una visita alla sede della LSE e lei potrebbe fargli compagnia.

Fiduciosi che saprà dare a questa nostra replica lo spazio che merita, concludiamo citando il motto della nostra Università "rerum cognoscere causas" che può suonare come anche come un invito al suo collega Luciano Gulli ad approfondire la sua conoscenza dei fatti e delle cose, prima di sputare giudizi e sentenze.
Fabio Finazzer e Enrico Bellini
Presidente e Segretario della LSE Association Alumni Italy

Lettera 2
il responsabile ultimo è sempre il capitano. l'armatore può dire ciò che vuole, ma il capitano è chiamato a prendere le sue decisioni in base a ciò che vede sul posto.
l'armatore è chiamato a pagare i danni successivamente. non ci sono scuse. lui ha sbagliato rotta, lui ha causato il disastro. punto. poi se altri hanno collaborato, lo hanno fatto sempre sotto la sua giurisdizione, a meno che non si sia trattato di insubordinazione, o di manovre non autorizzate.
carlo a.

Lettera 3
Caro e ineguagliato Dago
Posso fare una battuta veramente pessima? Ma se l'ammiraglio De Falco viene promosso ad eroe per aver detto "torni sulla nave, cazzo", è del tutto improprio dire che si tratta di un eroe del cazzo?
Non pretendo che tu la pubblichi, anzi forse è meglio di no
Un abbraccio
Paolo

Lettera 4
Gentile redazione di Dagospia,
C'è voluto l'omicidio di una bambina di nove mesi per far capire che l'attività di "money transfer" è, per sua natura, indissolubilmente legata a quella del riciclaggio di denaro illecito. I "money transfer" dovrebbero essere chiusi immediatamente, con un bel decreto-legge (in questo caso sì che ci sarebbero i presupposti di urgenza e di necessità!). Le banche italiane potrebbero fare accordi di collaborazione con quelle degli altri Paesi affinchè gli immigrati possano, pagando un equo prezzo, inviare le proprie rimesse nei Paesi di origine in tutta sicurezza e trasparenza. Fatto questo, si dovrà pensare a bonificare anche l'altra palude rappresentata dai negozi "compro oro"...
Distinti saluti.
Il samurai

Lettera 5
Caro Dago,
vedrai che la prossima liberalizzazione che servirà a dare nuovo slancio all'Italia, sarà quella di vendere la legna di tutti i boschi demaniali
ilm'ot

Lettera 6
mitico!!
nel caso di Schettino più di pistola fumante hanno trovato il pelo di fica ....
finger in the ass

Lettera 7
Caro Dago,
ho sentito e letto in questi giorni i commenti della stampa statunitense, e mi è salita la rabbia! Questi ipocriti che per colpa di un capitano coglione, hanno sollevato un polverone contro gli italiani, non si ricordano cosa hanno combinato nel 1998 alla funivia del Cermis, quando un pilota altrettando coglione ha ucciso 20 persone, tranciando un cavo della funivia, in un gioco spericolato passando al di sotto del cavo stesso? Vigliacchi e ipocriti, andate a rileggervi come andò a finire per quanto riguarda le responsabilità e le condanne!
Nunzio

Lettera 8
Beppe Severgnini approfitta del suo solito articolo in inglese sul FT per denigrare e sputtanare ancora un po' l'italia. Schettino era solito fare l'inchino al suo vecchio comandante, Severgnini è solito fare l'inchino alla stampa inglese.
Sempre italiani sono.
Carlo Ramengo

Lettera 9
Caro Dago,
RIDENDO CON LE STELLE : Mentre era in pieno svolgimento la tragedia del Concordia, Milly Carlucci rideva, rideva, rideva. La Rai ha già trovato l'erede della Dandini !.
Salve
Natalino Russo Seminara

Lettera 10
Caro Dago, come si scrive Sciarelli al plurale ? Chi le ha viste. La bionda (rintracciata), e la moracciona (se esiste) ? Forse il comandante, alla o alle voleva far vedere e sentire la presenza (del Giglio). Pero' ci si domanda se, al pari del pc e smartphone, la/e donna/e faceva parte degli effetti personali o della dotazione di bordo del playcomandante. Saluti, Labond.

Lettera 11
Egregio direttore,
ho come l'impressione che la Palombelli quando parla di « casta » abbia una certa tendenza a chiamarsi fuori.
Paolo Ferraresi

Lettera 13
Caro Dago, ma Berti-Night che fine ha fatto? perchè non si fa più vedere e non esterna più....???
Un caro Saluto
Umberto

Lettera 12
Egregio Direttore,
coloro che hanno per mesi invocato la fine politica di Berlusconi e C., di fronte all'attuale governo ed al suo trasparente e sobrio operato, dovrebbero spiegarmi perchè in molti dicono: aridatece er puzzone! Ora è venuta fuori l'altra: aridatece Bertolaso! Si farebbe prima a dire: rivogliamo il meno peggio! Si, con le attenuanti e le aggravanti del caso, meglio Berlusconi e C. che tanti inchini alla Francia, Germania ed Inghilterra, per sentirci dire: Italiani, arrangiatevi! Si, quando leggo che la Germania ed altri dicono "L'Italia può farcela da sola", i figli delle mamme dei cretini dicono sia un complimento. Complimenti a che?

A morire di morte lenta o colonizzati dalla Germania? Non riuscì ad Hitler di aggregarci a lungo alla sua follia ed ora lo permettiamo alla Merkel? Quando la Germania però si trovò nei guai della riunificazione, l'Italia fu presente, vero signora Premier?Berlusconi l'aveva ...pesata bene e lo disse ( dicono): Fiorello l'ha ridimensionata ed è piaciuta la mimica. Cara Merkel, agli occhi di molti italiani resti sempre l'originale di Berlusconi, anche se comprendiamo che, in un certo senso, la tua è una vendetta per ...offesa ricevuta: va bene, faremo da soli, ma ride ben chi ....!
Grazie per l'attenzione e buon lavoro
Valeria Monteforte
Siracusa (Sr)

Lettera 14
Caro Dago,
Ai tedeschi indignati per la nostra disorganizzazione ricordiamogli il rave-party di Duisburg del 2010 (19 morti e 340 feriti) Ciao
Simone

Lettera 15
"Vada a bordo, cazzo, cosa aspetta ?".
Caro Dago, Schettino, pauroso, inadeguato,alticcio, aspirante "trombeur de femmes" e "tamarrone" - ma "Costa Crociere" come seleziona i suoi ufficiali ?- non ha ubbidito all'ordine, perentorio, del responsabile della Capitaneria di Porto di Livorno e ora sta a casuccia...Consentimi, tuttavia,gentil Dago, di ringraziare il Capitano Gregorio Maria De Falco e dirgli che il Paese, il nostro tormentato Mezzogiorno, la Campania, e anche la aspra Calabria, in tutti i settori, avrebbero bisogno di uomini con gli attributi, seri, corretti, con il senso del dovere,come lui.

Grazie, Capitano, per la lezione di coraggio, che ha impartito a tutti, non solo al collega in fuga dalle sue responsabilità. Lei ha dimostrato, da "ufficiale del fare e non delle chiacchiere", che il nostro Paese, e il Sud, non sono rappresentati,esclusivamente, da quelli, che Ennio Flaiano avrebbe definito "gli italianuzzi alle vongole", che tengono famiglia, e Leonardo Sciascia i "quaquaraquà".
Un cordiale saluto.
pietro mancini

Lettera 16
Caro Dago,
il sempre ottimo Pierluigi Battista ci mette in guardia dalla facile tentazione di esporre alla gogna mediatica il solito Schettino; Schettino del quale Battista stesso - fino a ieri - denunciava la viltà, l'irresponsabilità e l'incompetenza. Mi chiedevo: il giornale che Battista contribuisce a dirigere, e Battista stesso e i suoi colleghi, avrebbero resistito alla vituperata tentazione solo perché a "irresponsabile", "vile" ed "incompetente" non hanno aggiunto "stronzo"?
Cordiali saluti,
Millo

Lettera 17
Caro Roberto, Ti domandi : cosa aspetta lo pseudo ministro degli esteri, a prendere provvedimenti su Vattani?. Aspetta di guadagnarci qualcosa. Al ministero si susseguono proteste contro questo immobilismo e si ricorda a che il padre del ministro, era un potente notabile fascista di Bergamo. Finita la guerrra, sparì dalla circolazione per parecchio tempo.

Ora, Terzi stà imbastendo con Alemanno un discorso sul suo futuro. Se poi lo fa anche con Casini, vuol dire che con il sindaco le cose non marciano bene. D'altra parte, il fatto che il nano del campidoglio abbia aderito al partitito della Polverini,
- Città nuove - è la spia di una sua intriseca debolezza. Ci si poteva aspettare il contrario, ma così, vuol dire che è a pezzi.
Vittorio Pietrosanti

Lettera 18
Ciao Daghissimo,
Ieri sera mi sono goduto (eufemismo) lo spettacolo di Buno Vespa a Porta a Porta. Riporto due degli innumerevoli episodi di cafonaggine visti durante lo spettacolo:
1 - Non appena un ufficiale (con il Concordia alle spalle) iniziava a rispondere ad una domanda, in modo piuttosto sgarbato il nostro Vespone lo interrompeva più volte per evidenziare come dietro al Concordia stesse passando un'altra nave (ci ha tenuto a dire più volte) "gemella"della Concordia, dicendo che era uno "spettacolo" e mostrando l'eccitazione di un bambino di 5 anni. Ovviamente i tempi erano evidentemente studiati al secondo. Fossi l'ufficiale mi sentirei un po' preso per il culo;

2 - In altra occasione, appena terminata l'intervista ad una ragazza visibilmente devastata dalla perdita della madre, riferendosi sempre alla nave gemella, (sempre ripresa dietro il Concordia) diceva lo show must go on, (ma sopratutto il business deve andare avanti...). Ma non ti vergogni ? Lasciar passare almeno un paio di settimane.., no eh ?

Due riflessioni: Vespa avrà senz'altro un posto riservato (ovviamente gratis) alla prossima crociera della Costa, sempre che la stessa riesca a sopravvivere dopo le richieste di risarcimento che presto arriveranno; in secondo luogo Vespa ha dimostrato di non avere alcuna sensibilità né umanità. Vespa, sei trash quanto Barbara D'Urso.

Lettera 19
Egregio Direttore,
Sono giorni che leggo ed ascolto in silenzio i resoconti dell'informazione sul caso Costa Concordia. Questa mattina, una giornalista con gli "attributi" come Maria G. Maglie ed il suo Direttore, su "Libero", hanno finalmente affrontato il problema: "di fronte ad una tragedia così grande, non c'è mai un codardo solo"! Che il Comandante della Concordia sia stato quel che è emerso, non va nemmeno discusso, solo condannato: non credo però assolutamente che sia il solo a dover essere sul banco degli indagati.

Primo, il controllo marittimo del mare e dei movimenti ( cm per cm) che in esso, sopra e sotto, si svolgono compete alle strutture istituzionali preposte, spesso, molto spesso, non eroiche e non serve che lo siano.

Secondo, al di sopra del Comandante, a conoscenza del suo profilo professionale e caratteriale, c'è la compagnia e l'organizzazione che essa predispone per evitare incidenti evitabili ( come questo della Concordia) con azioni tempestive e decise.

Terzo, finora nessuno è venuto fuori ( il momento e ancora troppo caldo) a testimoniare le ripetute infrazioni che molte navi ( non solo da crociera) commettono in mare, nel silenzio di chi beneficia indirettamente di esse: pubblicità, immagine, interessi economici. Poi, al momento dell'incidente, c'è il ...fuggi fuggi dalle responsabilità. Aspettiamo indagini e processo, certo, com'è giusto, ma se quanto detto è la mia immaginazione, si potrebbe ancora affermare che le crociere sono veramente sicure?
Grazie per l'attenzione e buon lavoro
Leopoldo Chiappini Guerrieri
(Ufficiale della M.M. in congedo)
Roseto Degli Abruzzi (Te)

Lettera 20
Egregio Direttore,
a proposito di treni che non viaggiano, in pochi giorni sono accaduti episodi a danno dei viaggiatori (e pendolari) che meritano di essere evidenziati. Sulla linea Chivasso/Aosta il traffico di treni si è bloccato per causa dei soliti furti di rame. La stessa cosa è avvenuta
qualche giorno dopo alla stazione di Porta Susa di Torino con 8mila viaggiatori fermi e incavolati. Ma non basta. Oggi leggo che la linea Torino/Milano è stata bloccata per il troppo freddo come se il Piemonte fosse una regione del Polo Nord.

Ma come si può viaggiare con i treni in una Regione del genere? Come fanno le persone che devono usare il treno sopportare una situazione così assurda? Anche se Trenitalia restituisce i soldi di biglietti e abbonamenti, un DISSERVIZIO così continuo non può essere accettato come una anomalia del sistema ferroviario. Anche in questo caso gli altri Paesi della UE ci guardano e si meravigliano che una Regione così importante NON riesca a garantire un normale trasporto ferroviario. E i politici cosa fanno? Balbettano e pensano alle primarie.
Marino Bertolino

Lettera 21
Caro Dago,
i giornaloni si affannano a fornirci anticipazioni sulle cosiddette liberalizzazioni, ma non mi pare davvero che, così come sarebbero formulate, possano avere effetto per la
crescita dell'Italia. Le lobby, soprattutto a livello delle professioni, continuano ad imperare e non sarà siciramente la scatola nera sulle auto, il distacco dal marchio principale deli distributori di benzina o l'apertura senza orari delle farmacie che risolverà i problemi delle
nuove generazioni.

Per la crescita dell'Italia occorre ben altro.Anche il distacco annunciato della rete Snam dall'Eni,vcoluto fortissimamente da certa stampa, più o meno autorevole e da editorialisti di"grido", non porterà alla diminuzione del presso del gas. In questo modo il governo tecnico concretizza l'appoggio della grande stampa e continua felice e contento dando l'illusione a noi italica stirpe che si va verso la soluzione dei problemi, anche se tutto o quasi rimane come prima.
Cordiali saluti. Giovanni Attinà

Lettera 22
Signori di Dagospia, non finirò mai di sorprendermi. Siamo in uno Stato decotto, e completamente finito dal pun to di vista etico e morale, se mai qualcosa di buono in passato ci sia stato. Sono gli italiani fatti così, a parte una lodevole minoranza. E anche Voi preferite scrivere e far scrivere ogni puttanata piuttosto che pubblicare cose vere e provate. Quindi anche voi contribuite allo sfascio. Del resto perchè Voi non dovreste?

Ma la cosa che oggi mi ha fatto quasi piangere di sgomento e di rabbia è l'articolo a firma di Barbara Palombelli che voi pervicacemente ospitate e che è segnale inequivocabile della quota in cui siamo caduti. Una persona che vive nel benessere, sposata ad uno che rappresenta perfettamente il politico italiano nel suo spessore totale, di quelli che ci hanno governato sino ad oggi portandoci sul baratro, dà giudizi, formula pareri, dice un sacco di banalità che fanno venire il voltastomaco. E continua a farlo. Pietà. Non ammazzate
anche il buon senso.
Luciano.

 

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