1. OK, TUTTI IN GINOCCHIO DA RE GIORGIO. CERTO, SALVARE IL BERLUSCA DAI SUOI PROCESSI. ALLORA GRILLO, CHE NON VUOLE ASSOLUTAMENTE SPORCARSI COL CENTROSINISTRA, E I PIDDINI ANTI-INCIUCIO PERCHE’ NON CHIEDONO TUTTI IN CORO DI ANDARE A VOTARE? 2. PER CASO HANNO PAURA DI PERDERE LE PREBENDE MIRACOLOSAMENTE CONQUISTATE? 3. UN “GOVERNO DI SCOPO”, SU PRECISI PUNTI PROGRAMMATICI, COME L’INEFFABILE LEGGE ELETTORALE E LE MISURE SULLA DISOCCUPAZIONE, E’ UNA VERGOGNA NAZIONALE?

a cura di Colin Ward e Critical Mess

1 - IN GINOCCHIO DA RE GIORGIO
Come era prevedibile, ieri Re Giorgio II ha preso per le orecchie i partiti e li ha sgridati davanti alla nazione per lo spettacolo indecoroso offerto dalle elezioni a oggi. Continua così la sacra rappresentazione di un Bella Napoli che voleva tanto andarsene a casa e al quale tocca invece l'estremo sacrificio di un secondo settennato. Adesso c'è da portare a casa il risultato del governone-one-one, quello che piace all'Europa, al Socio Americano e a tutti i poteri marci della nazione. Re Giorgio farà il suo.

I principali partiti faranno i compiti e d'ora in poi tutto sarà concordia e armonia, armonia e concordia. Resta solo da salvare il Berlusca dai suoi processi, ma alle brutte basta una bella amnistia. Del resto, in un clima di "pacificazione nazionale", che cosa meglio di un'amnistia per Natale? Re Giorgio può anche questo. E ora vai con i giornaloni di Lor signori.

"Napolitano scuote i partiti: riforme e dialogo. Sotto accusa ‘l'inconcludenza' e "le sordità'. L'avvertimento: o si cambia o ne trarrò le conseguenze". "Applausi in cambio di una strigliata che ognuno pensa sia per il rivale" (Corriere, pp. 2-5). Su Repubblica, "L'accusa di Napolitano ai partiti. ‘Imperdonabile non fare le riforme, ora un governo con tutte le forze'. Il capo dello Stato avverte: trarrò le conseguenze se sarete sordi" (p. 2).

La Stampa va al sodo: "Napolitano: ‘Subito larghe intese'. Via alle consultazioni per il governo. Servono riforme: se i partiti non risponderanno, pronte le dimissioni". " I parlamentari presi a ceffoni rispondono con gli applausi (pp. 4-5). Il Giornale sbandiera il dividendo della nuova fase politica: "Parola di presidente: il Cav è presentabile. Via alle larghe intese" (p. 2). Perfido il titolo a tutta prima del Cetriolo Quotidiano: "Inciucio o vado via. Berlusconi: viva Napolitano".

2 - LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE
"Oggi che l'espressione ‘uomo del secolo scorso' suona quasi come un insulto, bisogna onorarla in Giorgio Napolitano (...) Perché è vero che i giovani sono il nerbo di una nazione, ma ci sono momenti in cui anche loro hanno bisogno della lezione dei padri della patria" (Antonio Polito, in prima pagina sul Corriere).

"La commozione di Giorgio Napolitano è la manifestazione della sua verità umana" (Emanuele Trevi, Corriere, p. 2).
"E' stato con ogni evidenza un discorso storico, di quelli che saranno a lungo ricordati e citati" (Giovanni Sabbatucci, in prima sul Messaggero).
"Tra Cincinnato e De Gaulle nell'aula dei flagellati" (titolo del Messaggero, p. 3)

3 - LA SCELTA DEL CAPO AMMUCCHIATA
Oggi si parte formalmente con la formazione del governissimo estero-diretto di Re Giorgio II. L'avanzo di garofano Amato Giuliato è sempre in pole position, ma mezzo Pd e i Repubblicones vorrebbero issare Matteuccio il Rottamatore a Palazzo Chigi. Sono le ore in cui si bruciano candidati premier e aspiranti ministri.

"Consultazioni lampo sull'agenda dei saggi. Pd diviso sui nomi. Con Amato le ipotesi di Gallo, Giovannini e Saccomanni" (Corriere, p. 9). Per Repubblica, "Incarico in pochi giorni: Renzi e Amato in pole. Il Quirinale attende il Pd. Ma nel Pdl resta la tentazione delle elezioni. L'esperienza del Dottor Sottile al momento lo fa preferire al sindaco di Firenze" (p. 8). La Stampa fotografa la situazione: "Renzi disponibile, ma in pole resta Amato" (p. 6). Il Messaggero traccia la squadra: "Governo, Amato verso l'incarico. Letta e Alfano vicepremier. La road map del Quirinale prevede la fiducia entro sabato" (p. 4). Il Giornale aggiunge un terzo vicepremier: Mario Mauro per Scelta civica (p. 4)

4 - REGALO DI BUON SETTENNATO
Quando si dice le combinazioni. "Distrutte le intercettazioni Quirinale-Mancino. Proprio ieri eseguito l'ordine dei giudici. Erano quattro telefonate con l'ex ministro" (Corriere, p. 6). Non sapremo mai che cosa si dicevano Mancino e Bella Napoli. Anche questa è "pacificazione". Amen

5 - UN, DUE TRE, GRILLINO
Dà sempre soddisfazioni la e-democracy del partito di Grillomao. "Cacciamolo, è andato in tv dalla D'Urso', gogna in streaming per il senatore grillino. Dai parlamentari sì all'espulsione di Mastrangeli, ora deciderà il web" (Repubblica, p. 14). Intanto, voti dimezzati in Friuli nel giro di due mesi: "Friuli, vince Serracchiani, tracollo M5S" (Messaggero, p. 11).

6 - COMPAGNI CHE SBAGLIANO
Il passato ritorna, e costa caro, per il compagno Penati. "Serravalle, operazione scellerata. Penati restituisca 118 milioni. La richiesta per 12 amministratori. L'ex presidente stupito, il prezzo era congruo. I pm della Corte dei conti: compravendita voluta dai vertici dei Ds" (Corriere, p. 24).

7 - AGENZIA D'INFORMAZIONI SCIABOLETTA
Dopo i guai per la villa sulle alture d'Imperia, nuove grane per Sciaboletta Scajola. "Carte segrete del Viminale a casa di Scajola, c'è anche il dossier sull'amante di Berlusconi (la Sanjust di Teulada, ndr). Indagato per ricettazione. I pm di Imperia: forse è lui il ‘corvo' che ha mandato ai giornali l'informativa sull'uso di cocaina da parte di un politico del Pdl. L'ex ministro: basta fango, se avessi avuto documenti riservati sarei stato ricandidato" (Repubblica, p. 20). Ricattatore mancato o spione a sua insaputa?

8 - FA SOSTA LA SUPPOSTA
Una (mezza) buona notizia arriva dalla riscossione delle tasse non pagate. "Equitalia frena sui pignoramenti. Stop ai prelievi dal conto corrente. Decorrenza immediata per stipendi e pensioni sotto i 5 mila euro. L'ente dovrà prima rivolgersi ai datori di lavoro per gli accertamenti, poi in banca e in posta" (Repubblica, p. 20).
L'altra mezza buona notizia arriva dai conti pubblici: "L'Italia centra il bersaglio: deficit al 3%. Eurostat certifica il risultato, quasi sicura l'uscita dalla procedura Ue sul disavanzo" (Stampa, p. 24).

9 - ALTRI OTTUAGENARI
Nel paese di Re Giorgio II non poteva mancare un nuovo mandato ad Abramo Bazoli, arzillo protettore dei destini di Intesa Sanpaolo. Corriere delle banche in festa: "Bazoli confermato, grandi soci compatti. ‘Al primo segno di difficoltà lascio, ma la rottamazione è grossolana'" (p. 33). In realtà, come racconta Repubblica, i fondi esteri hanno votato contro la sua nomina, passata in assemblea solo con il 62% dei consensi (p. 26). Poi uno dice che siamo il paese del Grande Vecchio.

 

 

GIORGIO NAPOLITANO Giorgio Napolitano con la bandiera italiana GRILLO A ROMAGRILLO A ROMAsilvio berlu occhiali SILVIO BERLUSCONIGIULIANO AMATO MATTEO RENZI IN BICIBERSANI luigi NICOLA MANCINO EQUITALIAGIOVANNI BAZOLI FOTO ANSA

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