1- GRRRRR, CHE GRINDR! IMPAZZA PER INTERNET UNA APP DA SESSORIMORCHIO-GAY CHE LA STAMPA ANGLO-AMERICANA HA DEFINITO GIA’ LA NUOVA RIVOLUZIONE SESSUALE 2- “TROVA UN GAY GRATIS VICINO A TE!”, PROMETTE GRINDR. PROMESSA MANTENUTA. “C’È SEMPRE UN GAY NELLE VICINANZE. SI ACCHIAPPA DI PIÙ SU GRIND CHE NELLA VITA NORMALE” 3- 4 MILIONI DI UTENTI IN 192 PAESI,UN MILIONE MEZZO NEGLI USA, CHE HANNO SCOPERTO LA LIBIDINE DI GEOLOCALIZZARE, ENTRO 200 METRI GRATIS, UN COMPAGNO DI SCOPATA 4- “GRINDR È NELLO STESSO TEMPO STRUMENTO DI FASCINAZIONE E GRANDE PIATTAFORMA DEL SESSO CHE APRE LE PORTE DI UNA NUOVA ERA, QUELLO DELL’INCONTRO IMMEDIATO E GEOLOCALIZZATO. ORMAI L’INCONTRO DIGITALE SI VIVE IN MEZZO ALLA STRADA!” 5- NEL 2011, JOEL SIMKHAI, IL FONDATORE DI GRINDR, HA LANCIATO BLENDR PER GLI ETERO

Dagoreport da Les Inrockuptibles - www.lesinrocks.com
Anne Laffeter e France Ortelli

Nell'era della velocità e della perfomance, bisogna saper fare una pausa e misurare il cammino percorso. Sarà per questo che milioni di persone hanno caricato delle app di incontri attraverso la geolocalizzazione. Oggi uomini e donne camminano a testa bassa sul loro smartphone per geolocalizzare il loro futuro compagno di scopata, il fucking-buddy. Il rituale "Ciao, dove stai?", ha preso tutto un altro significato.

Tutto iniziò il 25 marzo 2009 con il lancio di Grindr, una app per rimorchiare dedicata ai gay. Il Santo Graal del sesso per il sesso. Freud aveva ragione: con uno smartphone in mano l'Homo Sexus è diventato "una sorta di Dio profetico", onnipotente o quasi. Prima i posseduti dalla tecnologia erano maestri del porno virtuale e dell'onanismo digitale. Oggi invece, grazie alla democratizzazione della tecnologia, qualunque signore o signaora può surfare, chattare, geocalizzare, rimorchiare alla ricerca del sesso facile.

"Trova un gay gratis vicino a te!", promette Grindr. Promessa mantenuta. "C'è sempre un gay nelle vicinanze", conferma Richard, 28 anni, regolare utente. Grindr rivendica 4 milioni di utenti in 192 paesi di cui un milione mezzo negli Usa, la Francia al terzo posto con 157 mila abbonati. La versione gratuita limita la geolocalizzazione fino a 200 metri. Un anno dopo il suo lancio la stampa britannica ha definito questa app la nuova rivoluzione sessuale: "Questo sito è fatto per favorire la scopata. Si acchiappa di più su Grind che nella vita normale", spiega Damien, 25 anni.

Nessuno si imbarazza di comunicare a Grindr la propria identità e le proprie preferenze. Le foto sono indispensabili. I messaggini non sono indispensabili ma la misura del cazzo è molto apprezzata.

Lunedì 10.43, Parigi. Il primo tizio è un giovane nero, torso nudo, appena a 26 metri da noi. Nessuno pseudonimo, né soprannomi. "Vieni e si vedrà", indica il suo slogan. Il prossimo è a 37 metri. "Grindr è nello stesso tempo uno strumento di fascinazione, una grande piattaforma del sesso dove la consumazione è immediata ma può diventare un'avventura romantica", risponde Richard. Che può arrivare a farsi con questo sistema tre uomini a settimana ma c'è qualcuno che ne fa tre al giorno.

La reputazione di Grind non ha tardato a penetrare nel mondo etero. Racconta Richard: "Io ho molte amiche che si sono iscritte. Questo le fa divertire, vanno a caccia e giocano con i ragazzi". La consumazione sessuale è senza complessi a ulteriore dimostrazione che i modi di vivere la sessualità tra etero e omo si sono ormai compenetrati. In tre anni le ap di rimorchio per smartphone sono moltiplicate: OkCupid Locals, Badoo, RDVmobile, MecACroquer, Yuback, Meetphone, etc.

Quest'ultime promettono "di aprire le porte di una nuova era, quello dell'incontro immediato e geolocalizzato. Ormai l'incontro digitale si vive in mezzo alla strada!". Nel settembre 2011, Joel Simkhai, il fondatore di Grindr, ha lanciato Blendr per gli etero. Invece di dichiarare il contenuto sessuale, viene vendutndr come un mezzo per farsi nuovi amici. "Grindr è stato fondato sull'assunto di essere gay. Blendr può essere l'incontro di una sera o semplicemente per conoscere nuove persone".

La sfumatura ha le sue ragioni. Per Toron, di Yuback, "è una sfida portare le donne su questi app. L'approccio femminile può essere memo liberato degli uomini". Quindi l'amore per le donne, il sesso per gli uomini, un clichè che non muore mai. "Io ho conosciuto e scaricato Blendr dalla mia rete di amici. La loro facilità di incontrare e di consumare mi rendeva curiosa e invidiosa", confessa Aude Lea, trentenne.

Bastano 5 minuti per constatare che l'applicazione non è affatto uno strumento per costruire un progetto di vita. "Ciao, dove sei? .... E' eccitante sapere che siamo vicini.... Mandami una foto e c'incontriamo stasera... Io sono simpatico, 77 chili, grosso cazzo".
Il grosso sesso è un ritornello gettonatissimo in queste conversazione.

Avviso ai collezionisti. "Adoro il 21esimo secolo", si entusiasma Speedy "per l'aspetto surrealista del rimorchio, dritti allo scopo, non siamo obbligati ad essere originali, vediamo una foto e basta".

A parte le chat che possono durare notti intere, il resto è diretto, carnale, crudo.

In un cafè dei quartiere-bene, un tipo 38enne: "Non mostro mai il mio volto prima dell'incontro, ma solo il mio grosso attrezzo". Pierre è un bancario: "Lo faccio con tutte le ragazze. Inizio con una foto in slip, poi mi scopro poco a poco. Alcuno son o impaurite, altre attirate".

A quest'ultime, da sempre appuntamento nello steso caffè, Le Canard come segno di riconoscimento. E poi decidono se "voglio utilizzare il mio grosso attrezzo" o passare oltre. Assicura che funziona: "Ho ricevuto di ragazze in ufficio, spesso a seno nudo , e poi mi chiedono una foto".


2- GRINDR, NON SOLO SESSO
Marshall Sella Sella - http://gadget.wired.it/news/applicazioni/2012/05/17/grindr-non-solo-sesso-34778.html

Ho rimorchiato maschi con l' iPhone. È semplicissimo. Mentre passeggio o ammazzo il tempo in un caffè, tiro fuori il telefono e tocco il logo giallo e nero a forma di maschera di Grindr ( iPhone, iPad: gratis; versione Xtra: 0,79€; Android: gratis; BlackBerry: gratis), un'app che permette agli uomini di usare il gps per incontrare altri uomini che si trovano nelle più o meno immediate vicinanze. Lo schermo si trasforma in una scacchiera di fotografie, un esercito di ragazzi che si trovano nel raggio di un paio di chilometri, molti di loro vicinissimi: distanza 12 metri, distanza 30 metri, distanza 140 metri.

Le fotografie mostrano vari tipi; tizi che si sforzano di apparire super-fighi e annoiati; torsi nudi, depilati o irsuti; tipi che si ritraggono davanti allo specchio del bagno, ragazzi che si definiscono "duro" e/o "ben dotato" e che sciorinano allegre proposte tipo "Sveltina di ottima qualità, non fare la femminuccia". Basta toccare la foto che ti piace e, se il tipo è online, parte la chat. Si tratta sempre di dialoghi ridotti all'osso (tutti fatti di "Come va?" e "Ci sei?") che ricordano il teatro dell'assurdo alla Harold Pinter. In molti casi, la rapida chat finisce concordando un luogo per l'incontro, comodo per entrambi, visto che, per la natura stessa del gioco, siamo vicini.

Grindr mi permette anche di guardare un puntino blu (che rappresenta il sottoscritto) su una mappa, mentre passeggia qua e là. Quando un tipo interessante è così gentile da mandarmi la sua posizione esatta, anche io lo visualizzo sulla mappa, sotto forma di una puntina da disegno rossa. Tendenzialmente so che posso aspettarmi una cosa sola quando il mio puntino e la sua puntina si incontrano: che il tizio non assomigli granché alla minuscola foto del profilo. Ne deriva quindi uno show muto, in cui ci scambiamo gesti silenziosi da un lato all'altro del bar, prima in maniera interrogativa e poi, con quello strano finto riconoscersi, come se, oh, quanto tempo, quanti ricordi, e cose del genere. E poi arrivo al punto: cado dalle nuvole e gli chiedo cosa diavolo è realmente questa applicazione. E confesso: "Sono etero".

Il team di Grindr, nei giorni di settembre in cui inizia questa storia, stava lanciando una nuova applicazione, Blendr, non soltanto per gay, ma per tutti. È un'idea folle, non so se può funzionare. È davvero questo il modo in cui gli uomini e le donne etero desiderano incontrarsi? Ed è proprio questo che volevo scoprire. Per essere un utente di Grindr (che vuol dire tritacarne), al contrario che con Match.com, eHarmony, OkCupid o con qualsiasi altro sito di dating online, non c'è bisogno di registrare nome o password, non c'è neppure bisogno di uno pseudonimo. Su Grindr, è permesso scrivere un profilo di 120 caratteri e caricare una foto, ed è più o meno tutto quello che si ha per attirare quel primo sguardo digitale. Per fare in modo che nessun utente di Grindr si potesse sentire imbrogliato, ho scelto un nick inequivocabile, che facesse subito capire che fossi un giornalista.

La chat è la droga di chi entra in Grindr. Più che un passatempo, l'app è una dipendenza portatile. Gli utenti ci passano una media di 90 minuti al giorno, e non necessariamente in un'unica sessione. Sono online almeno otto o nove volte. Nella mia esperienza, la cifra non è realistica. Dovrebbe essere dieci volte tanto. Non volevo arrivare fino alla nevrosi di chattare anche camminando, così ho deciso di andare meno in giro. E controllavo i miei ragazzi diverse volte all'ora. Dovevo sempre avere l' iPhone sotto mano. È pratica comune tra gli utenti Grindr stare alla larga da certe fregature: chiunque non metta neppure una foto, che sia anche falsa o ridicolamente vecchia, va evitato a tutti i costi; stesso trattamento meritano quelli che usano tutti i 120 caratteri del profilo per auto-celebrare il proprio aspetto da figo.

La faccenda comunque mi disorienta: il nostro cervello non è fatto per elaborare centinaia di storie in pochi mesi. È sconcertante svegliarsi in una stanza d'albergo a Los Angeles, alle 3 del mattino, e leggere che un uomo che si chiama "Orso per Te" è a meno di quattro metri, quando neppure le pareti della camera sono tanto vicine.

Quando ho conosciuto Joel Simkhai, il 35enne fondatore di Grindr e Blendr, si è offerto di venire a prendermi al mio albergo di L.A. per portarmi a pranzo da qualche parte. Joel entra nella hall e si volta rapidamente, per due volte. C'è un ristorante perfetto qui, perché spostarsi? Così ci sediamo a un tavolo. "Mi piacciono le cose vicine", mi dice. Simkhai non è uno di quei nerd che vivono da reclusi. Lui non è così. È elegante e socievole. Nel mondo dell' iDating, è una specie di rockstar. La sua vita però non è sempre stata così scintillante.

Una volta era un ragazzino solitario di Mamaroneck, New York, che ancora usciva con le ragazze, non in modo molto convinto, pur avendo cominciato a usare le prime chat gay. Nel giugno 2008, quando Apple ha lanciato l'iPhone 3G, ogni patito di tecnologia di questo Paese ha visto i suoi sogni realizzarsi. L'app store significava tutta una nuova industria, anzi migliaia di nuove industrie. Simkhai, che all'epoca vendeva abbonamenti a riviste online, pensava da un po' a come utilizzare il gps per aiutare le persone a incontrarsi. "Forse ero solo egoista", dice. "Forse ero io a voler incontrare qualcuno in questo modo".

Grindr è stata lanciata nel marzo del 2009, con un investimento iniziale di 5000 dollari. Attualmente, ogni secondo, c'è una media di 45mila uomini che lo utilizzano in ogni paese del mondo, tranne le Isole Nauru e Tuvalu ( "In Corea del Nord c'è almeno un utente", sostiene Simkhai). Gli utenti totali superano abbondantemente i due milioni. Il mio iPhone mi permette di entrare in contatto con un gran numero di uomini, un ventaglio veramente ampio, che va dall'utilizzatore saltuario fino a quello compulsivo. Proprio quello che sto diventando io.

Un bel giorno, chattando, ho incontrato Patrick, sassofonista. La foto sul suo profilo lo mostrava in smoking, per le strade di New York. Patrick, come raramente succede, ha questa bizzarra caratteristica di essere più bello di persona che in fotografia. Adora flirtare online. È il suo hobby. "Quando l'iPhone è uscito, è stato un'enorme rivoluzione per i siti gay", mi dice, "e sta in una mano". A un certo punto, Patrick cominciò a passare fin troppo tempo su Grindr, più di quanto fosse sensato fare. La situazione stava diventando talmente seria e preoccupante da farlo decidere di abbandonare Grindr per un anno intero. Ma è tornato. Lo fanno tutti.

In una bella giornata di sole, al Gay Pride di Manhattan, ho incontrato Tim e Steve. Sono la coppia di sposi più famosa di Grindr. Si sono messi insieme una sera, sull'app, quando Steve, dall'Inghilterra, era andato in vacanza a Sydney. Molti utenti li considerano la coppia ideale e su una chat ho anche sentito dire che Steve e Tim, in un certo senso, "si sono sposati su Grindr".

Il team Grindr ha la mania della riservatezza. Joel Simkhai era così ossessionato dalla segretezza di Blendr che non avrebbe mai rivelato il nome a nessun esterno prima del grande lancio. Tutti lo chiamavano utilizzando il segretissimo nome in codice: progetto Amicus. Dimenticate gli aggiornamenti di status dedicati alle foto del bebè e agli auguri di compleanno. Su Blendr potete dire a chiunque sia sull'app e nelle vicinanze cosa vorreste fare e che siete pronti a farlo adesso. Il "poke" assumerà un significato completamente diverso.

L'azienda è nella bella casa di Simkhai, sulle colline di Hollywood. È un luogo piccolo per le decine di persone che ci lavorano. Circa 140 metri quadrati. Una vecchia buganvillea si arrampica sul legno scuro della casa. Lontano, immersa nella foschia, si può scorgere la prima metà della famosa scritta "Hollywood". Dentro, quasi tutti sono online, con le cuffie alle orecchie. Tutto quello che si sente è il suono delle dita sulla tastiera e il continuo trillo delle suonerie. Nel momento in cui parlano tra loro, o per segretezza o per abitudine, utilizzano combinazioni criptiche di abbreviazioni e numeri. Simkhai preferisce lavorare su un gigantesco Mac in giardino, dove può anche tenere d'occhio Coco, il suo yorkshire terrier. "Il cagnolino maschio con un nome da femminuccia", dice in modo divertito e ironico. Di tanto in tanto prende Coco in braccio e lo accarezza mentre formula le sue teorie. Sembra l'esatto opposto di un cattivo di James Bond.

All'interno dell'ufficio, continuo a riferirmi alla nuova app come al "Grindr per eterosessuali", ma vengo costantemente corretto: " Amicus", mi viene ricordato, "è per tutti!". Le ambizioni di Simkhai non sono meno grandiose di quelle di Apple. Per lui Blendr non è una sordida app da rimorchio e neppure un servizio di dating, ma qualcosa di immenso: il nuovo luogo di incontro del XXI secolo. " Amicus cambierà il modo in cui le persone incontrano altre persone", ripete. "Cambierà il mondo".

Una tranquilla confusione e la speranza per questa gloriosa innovazione riempiono l'ufficio, ma nonostante questo c'è sempre nell'aria una domanda. Blendr sarebbe stato veramente interessante per tutti? O, meglio, Blendr sarebbe stato veramente interessante per le donne eterosessuali? In realtà, questa domanda sembra aleggiare solo finché io sono nell'ufficio. Il team Blendr considera la questione risolta. "Abbiamo parlato con tantissima gente, con tante persone diverse", spiega Simkhai. "Inoltre", dice toccandosi il petto, proprio sul cuore, "ho un ottimo istinto". Scott Lewallen, ex direttore creativo di una linea di crociere per gay e co-fondatore dell'app, spiega di aver considerato attentamente le opinioni degli amici e delle sorelle, che hanno definito l'idea come "una figata".

Sottolineo che Grindr è dedicato a un mercato di nicchia compatto, ma Lewallen cita un'umanità molto più ampia. "Le persone sono animali sociali", mi spiega. "Vogliono interagire e incontrare nuove persone". Se lo confrontiamo con altri siti o applicazioni di incontri, Grindr, dal punto di vista del linguaggio, sembra uscito dagli anni '50. La parola più scabrosa nell'elenco delle opzioni "looking for" (cosa cerco) è "dates" (appuntamenti), mentre le altre sono "chat", "friends", "networking" e "relationship" (relazioni stabili). Ho chiesto a Lewallen di fare un esempio del linguaggio utilizzato su Blendr che non avrebbe potuto essere usato su Grindr; in generale, ho chiesto quali sono le differenze che anche loro osservano nel gergo degli uomini gay e in quello usato da tutti. Lewallen si sofferma a pensare. "Be'", dice allegramente, "invece di dire "uomini", diciamo "persone"! Ma non vogliamo farci intrappolare nella disputa ragazzi-contro-ragazze".

In realtà ero piuttosto confuso su quello che avrebbe potuto succedere dopo. Sicuramente volevo che il mio telefono mi permettesse di incontrare nuove ragazze carine e vicine a dove abito, che avessero voglia di baciarmi e lasciarsi baciare. Non c'era però modo di sapere se, una volta nella mischia, Blendr sarebbe diventato banale e addomesticato quanto Facebook, che è talmente mite e mansueto da poter includere la tua vecchia zia e la maggior parte delle tue ex tra i tuoi amici. Oppure se sarebbe diventato come Craigslist, una specie di violento Far West degli annunci erotici. Anche gli utenti Grindr erano divisi sulla questione. La metà pensava che Blendr potesse diventare "la più grande piattaforma di dating della storia". L'altra metà affermava, in modo schietto, che "le donne non scopano in questo modo".

Nella vita, però, ci sono cose (momenti, persone) che fanno rinascere la tua fiducia per le cose per cui l'avevi persa. Nel mio caso è stato un fotografo. Chiamiamolo Peter. Peter mi ha ricordato perché Grindr mi era piaciuto all'inizio (come un drogato ama le metanfetamine). Peter aveva un atteggiamento pacato, distante e trasognato, e una testa rasata dalla forma perfetta. Ci siamo incontrati e, dopo pochi minuti, ha fatto una cosa che non avevo mai visto fare: si è sporto appena in avanti e ha ammesso serenamente: "Il mio profilo dice 41. In realtà ho 44 anni!".

 

Da tutto quello che poi ho visto e sentito, la sua onestà non ha mai vacillato. "Grindr per molti versi mi ricorda Facebook. Era un modo per non sentirsi così... così isolati. Lo uso ancora per parlare con qualcuno del mio palazzo. Magari è al bar del quartiere, vedo dov'è e posso invitarlo a casa". Peter mi racconta di un perfetto incontro da gps su Grindr. La maggior parte delle volte è più semplice inserire la richiesta "Al caffè all'angolo tra 20 minuti?", ma questa volta dopo aver chattato con un tipo a Central Park, Peter ha acceso la mappa. Mentre camminava il puntino blu (Peter stesso)ondeggiava sullo schermo, quasi come un ballerino di danza classica, come fanno tutti i puntini, finché non ha toccato la puntina rossa (un ragazzo).

La storia mi è piaciuta. Perché, come tutti sanno, la parte più bella di Grindr non è il sesso anonimo, oppure il sogno di Simkhai, quello di una bella amicizia. È tutto in quel localizzatore. Forse un giorno tutti potranno guardare tutti i puntini dei propri amici girare per la mappa della città oppure del quartiere, senza margine di errore. Nessuno ha ancora capito se potrebbe essere divertente o una cosa da brividi, ma tutti vogliono scoprirlo. Così, nella comunità composta di puntini familiari che passeggiano in lungo e in largo, tutti potranno sentirsi finalmente meno... isolati.

 

 

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