"HO LE SPALLE COPERTE, NON POTETE FARMI NULLA" - ERA QUELLO CHE DICEVA IL SUPER-MELONIANO PAOLO PETRECCA NEI CORRIDOI DI "RAINEWS 24", CHE DIRIGEVA, PRIMA DI ESSERE SFIDUCIATO DALLA REDAZIONE - DOPO LA TELECRONACA PIENA DI ERRORI ALLA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELLE OLIMPIADI, PETRECCA E' DIVENTATO LO ZIMBELLO DI MEZZA ITALIA (E SALTA FUORI IL SOPRANNOME AFFIBBIATOGLI DAI COLLEGHI "PATAPETRECCA", PER LE PATACCHE CHE RIFILAVA A CHI SI INFORMAVA SU RAINEWS) - MAESTRO NELL'OSCURARE SERVIZI SCOMODI A PALAZZO CHIGI E SPECIALISTA NEL RIFARE I CONNOTATI AI TITOLI ("DELMASTRO ASSOLTO"), MINACCIAVA I GIORNALISTI CHE BOCCIARONO IL PIANO EDITORIALE: "VI CONVIENE VOTARE A FAVORE, HO I VERTICI DALLA MIA PARTE" - DE ANGELIS: "LA SUA TELECRONACA ALLE OLIMPIADI SEMBRAVA UNA PUNTATA DELLA GIALAPPA'S, VERI NUMERI UNO DELLA SATIRA. SERGIO ZAVOLI, NICCOLÒ CAROSIO E BRUNO PIZZUL SI STANNO RIGIRANDO NELLA TOMBA"
1 - PETRECCA, IL PLURI-SFIDUCIATO CHE SI CONSIDERA INTOCCABILE "HO LE SPALLE COPERTE"
Estratto dell'articolo di Giovanna Vitale per "la Repubblica"
Gliel'hanno sentito ripetere tante volte nei corridoi di RaiNews24, la redazione guidata per tre anni e mezzo fino alla sfiducia, la prima di una lunga serie, che dieci mesi fa gli fruttò una contestatissima promozione per evitargli la rimozione: «Ho le spalle coperte, non potete farmi nulla».
Perché Paolo Petrecca — ribattezzato dai colleghi "Patapetrecca" per assonanza onomastica con le patacche rifilate al pubblico pagante (il canone) pur di omettere gli scivoloni ed esaltare le gesta della premier e dei suoi Fratelli — ha questo di bello: non le manda a dire.
Fiero della sua antica militanza missina, rivendicata senza pudore, si considera un intoccabile e in fondo lo è: indiscusso precursore dell'avanzata della destra nel cuore dell'informazione pubblica. Il primo giornalista targato Meloni a scalare le gerarchie interne, imposto direttore delle all news dalla leader dell'allora unico partito d'opposizione: nell'autunno del ‘21, in base alle ferree regole della lottizzazione, a lei spettava una testata e Giorgia scelse lui. [...]
GHALI - CERIMONIA APERTURA OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA
Maestro nell'oscurare servizi scomodi, come quello sui fuori onda piccanti dell'ex first gentleman Andrea Giambruno o sul ministro Lollobrigida che fermava i treni. Specialista nel falsificare i titoli: celeberrima l'assoluzione di Delmastro per il caso Cospito, trasmessa per ore a caratteri cubitali, mentre era solo la richiesta del pm. Infatti a sera il sottosegretario finì condannato e la notizia relegata in fondo.
Gaffe e manipolazioni che fanno rivoltare la redazione, ma non scalfiscono l'autostima del direttore. «Non potete farmi nulla», il mantra. Ribadito pure all'indomani della bufera scatenata dall'incredibile scelta di aprire il Tg di RaiNews, la sera delle elezioni francesi, con il Festival delle Città identitarie in cui si esibiva la compagna Alma Manera.
cerimonia apertura olimpiadi invernali
Petrecca se ne stava lì, seduto lì in prima fila, a godersi lo spettacolo in quel di Pomezia, mentre tutte le tv del pianeta mandavano i risultati dello scrutinio che rischiava di costare la presidenza a Macron. Il giorno dopo, pioggia di accuse, sindacati sul piede di guerra, ma lui impassibile: nessun mea culpa, né offerte di scuse, solo la sicumera di chi sa di avere spalle coperte e una madrina troppo influente per temere di perdere il posto.
La fedeltà al partito prima che al giornalismo; la propaganda anteposta al dovere di informare; amici, mogli e parenti sopra ogni cosa. Pur di essere utile alla causa, che non è solo politica: è sua personale. E così ai comizi della premier trasmessi in tempo reale e versione integrale, pure se il palco non è una sede istituzionale ma quello di Atreju, via via si aggiungono gli interventi altrettanto fluviali della sorella Arianna.
kirsty coventry sergio e laura mattarella
Un intero canale Rai piegato a dependance di palazzo Chigi con propaggini in Via della Scrofa, quartier generale dei Fratelli italici. E quando a marzo dell'anno scorso i "suoi" redattori non ne possono più e lo sfiduciano a stragrande maggioranza, Patapetrecca non fa un plissé. Bussa alle solite porte e si trova un'altra poltrona. Non in un sottoscala o un garage, bensì al comando della blasonatissima RaiSport, orfana di Jacopo Volpi appena andato in pensione.
Perché lui ha le spalle coperte. Gli interni, ben più esperti e competenti, molto meno. Siccome tuttavia la fama lo precede e il curriculum conta, anche in un'azienda occupata manu militari dalla maggioranza di governo, la redazione si ribella. Il piano editoriale del neo-direttore viene bocciato. Quello si arrabbia. E passa alle minacce: «Vi conviene votare a favore, tanto ho i vertici dalla mia parte».
alma manera paolo petrecca (2)
Dopo una ventina di giorni lo ripresenta: bocciato di nuovo. Contando la batosta di RaiNews, fanno tre mozioni di sgradimento in tre mesi. Un record. Destinato a restare negli annali. Ma il meloniano tira dritto. [...]
2 - RAI, UN DISASTRO CHIAMATO PETRECCA
Estratto dell'articolo di Alessandro De Angelis per “la Stampa”
Sembrava una puntata della Gialappa's, veri numeri uno della satira. E, se tale fosse stata, non c'è che dire: esilarante sin dalle prime quattro parole, roba che è impossibile sbagliare, almeno quelle, perché è come dire «buonasera» a mezzogiorno. «Benvenuti allo stadio Olimpico», si presenta proprio così Paolo Petrecca, aprendo la telecronaca inaugurale dei Giochi, non proprio la fiera della salsiccia a Roccacannuccia. E va bene che tutti gli stadi diventano «olimpici» dopo, però le gare ancora ancora non sono iniziate e, soprattutto, siamo a San Siro.
paolo petrecca foto di bacco (1)
Vabbè, uno dice: sarà l'emozione iniziale, ma rotto il ghiaccio si riprende. Niente da fare. Segue una raffica di strafalcioni. Confonde Matilda de Angelis con Mariah Carey, che proprio siamesi separate dalla nascita non sono. Quando capisce chi è, la ribattezza in diretta: Matilde e non Matilda. E scambia pure Kirsty Coventry, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, con la figlia di Sergio Mattarella. Avrà pensato: lo accompagna sempre la figlia, chi vuoi che sia?
Matteo Salvini e Paolo Petrecca
Se avesse avuto barba e baffi, avrebbe detto lo stesso. Ecco i brasiliani «che hanno il ritmo nel sangue», e poi gli atleti della Macedonia, «composta come la frutta da popoli diversi» (sic!). Ci mancava solo «la pallina di crema sopra, che è la morte sua». Aiuto, sulle rappresentazioni di Verdi, Rossini e Puccini, parte anche il riflesso patriottico: «Se Puccini si fosse chiamato bianchini…». Quello sovranista invece gli parte su Ghali, manco nominato, perché avrebbe voluto parlare in arabo.
Che dire, oltre che Sergio Zavoli, Niccolò Carosio e Bruno Pizzul si stanno rigirando nella tomba? Che ha avuto poco tempo per studiare visto che il commentatore prescelto, Auro Bulbarelli è stato rimosso per decisione dello stesso Petrecca.
Colpa grave: aver dato la notizia che Sergio Mattarella sarebbe arrivato sul tram con Valentino Rossi, manco avesse detto che il suo nome compariva nei file di Epstein. Forse altri conduttori in giro non c'erano tra ferie, impedimenti vari, influenze e il nostro non ha potuto sottrarsi al sacrificio, nonostante ci siano norme che sconsigliano la sovrapposizione tra ruolo editoriale e conduzione.
La spiega, di cotanta performance, è nello stesso sfavillante curriculum dell'attuale direttore di Rai Sport, sin da quando guidava Rainews e, appena nominato, come primo atto andò a Civitavecchia a presentare il libro della premier «Io sono Giorgia»: la sera delle elezioni francesi aprì col Festival delle città identitarie, dove si esibiva la compagna; non pervenuta su quel tg la notizia, se non dopo la rivolta del cdr, del treno fermato da Francesco Lollobrigida o dei fuorionda di Andrea Giambruno; in compenso, dirette fiume su Giorgia Meloni, ogni volta che è possibile, in spregio a interrogazioni parlamentari, esposti all'Agcom, proteste varie.
Insomma, è la solita storia: il primato della fedeltà sul merito, nell'ambito di una lottizzazione cui la Rai non è mai stata estranea ma che ha raggiunto davvero picchi senza precedenti. Prima che, causa amianto, la sede di Viale Mazzini fosse chiusa, erano finiti i posti al garage per direttori e vice, per quanti ne sono stati nominati. [...]
Paolo Petrecca Alma Manera
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paolo petrecca e vincenzo parrinello foto mezzelani gmt085

