LA BOLLA DEI MESSAGGI VIA WEB - LA HOLDING SECONDA E' GENEROSA CON SILVIO BERLUSCONI - RISANAMENTO, PAROLA AL TRIBUNALE - TELECOM NON CAMBIA STATUTO - POSTE NEL MIRINO UE

LA HOLDING SECONDA E LA CEDOLA A BERLUSCONI
A.F. per il "Sole 24 Ore" - Buona la seconda. Se da tre delle società personali di Silvio Berlusconi non sono arrivati dividendi per le tasche dell'ex premier, l'ultima delle sue casseforti, cioé la Holding Italiana Seconda, si è dimostrata a sorpresa più generosa. Nei giorni scorsi la società che detiene il 15,7% di Fininvest ha staccato un assegno da 3,5 milioni per il suo azionista unico: una scelta comunque in linea con la nuova politica parsimoniosa della casa, visto che i restanti 11,5 milioni di utili societari sono stati messi a riserva, ma in controtendenza rispetto alla strategia adottata dagli altri tre veicoli del Cavaliere che hanno mantenuto in cassa tutti i 45 milioni di profitti complessivamente realizzati nel 2013.

I risultati delle holding sono nettamente migliorati grazie alla decisione di Fininvest di pagare alla famiglia un dividendo da 94 milioni nonostante il rosso registrato l'anno prima: di questa cifra, una sessantina di milioni ha preso la direzione di Arcore mentre il resto è andato alle società dei cinque figli.

RISANAMENTO, LA PALLA AL TRIBUNALE
C.Fe. per il "Sole 24 Ore" - Ormai la palla passa al Tribunale. Non poteva essere altrimenti nella diatriba per il controllo di Risanamento e dei suoi palazzi parigini. Luigi Zunino, l'ex-patron del gruppo immobiliare finito in dissesto nel 2009 con una procedura di 182 bis, ha fatto ricorso per sospendere la vendita degli immobili francesi di Risanamento a Chelsfield decisa dal Cda del gruppo immobiliare in gennaio.

Ieri il Cda di Risanamento ne ha preso atto e si è attivato tramite i legali affinché il Tribunale decida rapidamente sull'istanza. Ora Mario Notari, l'esperto che il 21 febbraio ha già redatto una prima perizia sulla possibilità di cedere i palazzi parigini alla luce del 182 bis, dovrà integrare il parere alla luce dei nuovi elementi. Fra questi l'opposizione del Banco Popolare a rifinanziare il debito: il Poc da 270 milioni dove la banca guidata da Pierfrancesco Saviotti è seconda creditrice dopo Intesa.

DA WHATSAPP A KAKAO, I MESSAGGI RISCHIANO LA BOLLA
Massimo Sideri per il "Corriere della Sera" - Sirgoo Lee è un ragazzo coreano paffuto e simpatico che amministra Kakao Talk, il servizio più importante di chat in Corea del Sud. Lunedì scorso Lee ha parlato al Mobile World Congress di Barcellona nello stesso panel del nuovo multimiliardario del momento, Mr WhatsApp, Jan Koum. In teoria Lee avrebbe dovuto mostrarsi, se non sconfitto, perlomeno preoccupato dall'avanzare della portaerei WhatsApp che ora potrà beneficiare delle spalle coperte da Facebook (non poco considerando che non esiste ancora un modello di business sostenibile per questi servizi). Invece Lee, evidentemente ottimo uomo d'affari, era anche esaltato.

E aveva ragione: dopo il momento dei social network è l'ora delle chat. Kakao è appena stata valutata 2,4 miliardi di dollari. Non male considerando che fuori dalla Corea del Sud il servizio è poco conosciuto. Non è solo una questione di momento d'oro (oltre a WhatsApp anche l'israeliana Viber è stata appena acquistata dalla giapponese Rakuten per 900 milioni), ma anche di sicurezza.

Dopo lo scandalo delle spiate delle Nsa Usa, ogni area geografica e di mercato tenderà a privilegiare la propria. Così Line è forte soprattutto in Giappone (350 milioni di utenti). WeChat in Cina. Telegram, nuovissima, in Europa (permette addirittura di innescare l'autodistruzione dei messaggini una volta inviati, stile SnapChat). Benvenuti nella prossima bolla.

TELECOM NON CAMBIA LO STATUTO: "PIÙ INDIPENDENTI IN CONSIGLIO"
F. Sp. per "la Stampa" - Nessuna modifica allo statuto di Telecom Italia. L'annunciata revisione della governance si limita a una serie di raccomandazioni ai soci in vista delle liste per il rinnovo del cda, all'assemblea convocata per il 16 aprile. Su proposta dell'ad Marco Patuano, il consiglio invita gli azionisti tra le altre cose a ridurre il numero dei consiglieri tra gli 11 e i 13 membri, ad «assicurare la presenza di una chiara maggioranza», nelle liste, «di candidati che si qualifichino come indipendenti».

Suggerisce «un assetto di deleghe basato su un presidente non esecutivo» che si augura venga scelto tra gli indipendenti «affinché rappresenti una figura di garanzia per tutti gli azionisti». Ma viene bocciata la proposta di Lucia Calvosa (l'unica a votare a favore) di far nominare il presidente direttamente dall'assemblea. Di qui l'ira dei piccoli azionisti dell'Asati, in un primo tempo convinti da alcune dichiarazioni che l'elezione diretta fosse passata: «Per noi è una grande delusione - dice il presidente Franco Lombardi -, ancora una volta sono stati fatti gli interessi di Telco».

Intanto si raffredda l'idea di uno spezzatino di Tim Brasil: il cfo di Telefonica, Angel Vila, ha detto che il gruppo crede «nei benefici del consolidamento» sul mercato ma «affinché questo genere di operazioni si materializzino occorre che una serie di elementi vadano al loro posto e, in definitiva, questo è estremamente difficile e complesso».

CONTRATTI DA 380 MILIONI PER ALENIA E AGUSTA
Lui. Gra. per "la Stampa" - Alenia Aermacchi e AgustaWestland, entrambe società del gruppo Finmeccanica, hanno firmato ieri contratti di vendita di aerei ed elicotteri per un totale di 380 milioni di euro. L'Alenia fornirà al Ministero della Difesa polacco otto velivoli da addestramento avanzato M-346 Master.

Il valore di questa commessa è di 280 milioni considerando non solo gli aerei in sé ma anche il supporto logistico negli anni a venire, l'addestramento per i piloti e per i tecnici e la fornitura di un apparato di addestramento a terra. Dopo Italia, Singapore e Israele, la Polonia è il quarto cliente dell'M-346. Nlla stessa giornata di ieri AgustaWestland ha firmato un contratto del valore di circa 100 milioni di euro con la società irlandese Milestone Aviation Group per la fornitura di cinque elicotteri AW139 e tre AW189. La Milestone ha già acquistato dalla società di Finmeccanica un totale di 31 elicotteri.

LE POSTE NEL MIRINO DELL'UE PER AIUTI DI STATO
Da "la Stampa" - L'Unione europea si prepara a tirare fuori il cartellino giallo per ammonire le Poste italiane per possibili aiuti di Stato. L'Antitrust Ue sta per aprire un'indagine preliminare sul miliardo di euro (990 milioni per la precisione nel 2013) che ogni anno il ministero dell'Economia versa a favore del trattamento pensionistico (la quiescenza) di una parte del personale delle Poste.

«É necessario svolgere un'indagine approfondita su questo tema - ha detto ieri Joacquin Almunia, commissario Ue alla Concorrenza - I servizi della Commissione non sono mai stati informati in passato su questo tipo di trasferimento» dal Tesoro all'Inps. Le Poste che hanno avviato i primi passi verso la privatizzazione, con la quotazione in Borsa prevista per quest'anno, rischiano una procedura d'infrazione dall'Ue per aiuti di Stato. Un tipo di sanzione che ha già colpito la Royal Mail, le Poste inglesi.

 

 

 

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