“MI AUGURO CHE L’AULA INTRODUCA LE PREFERENZE” - I CAMERATI D’ITALIA SI SPACCANO SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, IL GABBIANO FABIO RAMPELLI CHIEDE LE PREFERENZE E SOSTIENE CHE “LA NOSTRA POSIZIONE È CHIARA DA SEMPRE”. MA CHIARA A CHI? - DA FAZZOLARI ALL’ASTRO NASCENTE FRANCESCO FILINI, TUTTI I PARACADUTATI DI FRATELLI D’ITALIA CHE RIMARREBBERO A CASA CON LE PREFERENZE – E GIUSI BARTOLOZZI, LA ZARINA DI VIA ARENULA, CHE I I PRONOSTICI DANNO PER CANDIDATA PER UN SEGGIO IN PARLAMENTARE CON FDI, QUANTE PREFERENZE HA?
Marco Franchi per il “Fatto quotidiano” - Estratti
GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE
Ma Giusi quante preferenze avrebbe? A taccuini chiusi, un interrogativo corre in Fratelli d’Italia, almeno tra i sinceri sostenitori delle preferenze, insomma di chi i voti li ha. Ma poi c’è nel partito anche quello che chiameremmo il fattore G, nel senso di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio che i pronostici danno per candidata per un seggio in Parlamentare tra i banchi naturalmente meloniani.
Dove coabitano politici di antico conio e certe preferenze e altri che no, non ne hanno. Anche nella Fiamma magica meloniana.
A partire dal potente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, nato a Messina e residente a Fiumicino, ma eletto senatore nel 2022 in Puglia e nella legislatura precedente in Piemonte, all’epoca in cui era solo responsabile del programma di Fratelli d’Italia.
Ma ha avuto il bisogno del paracadute anche l’astro nascente Francesco Filini, coordinatore dell’ufficio studi di FdI, legatissimo a Fazzolari. La sua penna sforna documenti e slogan che ogni giorno sono la stella polare per i parlamentari che intendano aprire bocca in pubblico sui fatti del giorno.(...) Però anche questo pezzo da novanta del melonismo di lotta e di governo ha avuto bisogno dell’aiutino: nato a Roma è stato eletto nella circoscrizione Veneto, nel collegio plurinominale di Chioggia.
GIOVANBATTISTA FAZZOLARI AL SENATO - FOTO LAPRESSE
E forse sarà per questo che fanno impressione le parole affidate ieri al quotidiano dei vescovi Avvenire dal padre nobile Fabio Rampelli sotto la cui ala sono cresciute Giorgia e la sorella Arianna. “Mi auguro che l’Aula, esprimendosi liberamente, introduca le preferenze per ridare agli elettori il potere di scegliere non solo il simbolo o il premier, ma anche il proprio rappresentante. Chi vuole la democrazia voterà per le preferenze; chi preferisce le liste decise nelle segreterie di partito dovrà poi avere il buonsenso di tacere”, ha detto il vicepresidente della Camera, sostenendo che “la nostra posizione è chiara da sempre”. Ma chiara a chi?
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E tanto chiaro non deve essere nemmeno alle nuove leve se è vero che Fabio Roscani, ossia il presidente di Gioventù Nazionale, è stato eletto alla Camera da fuori sede: romano pure lui, gli è stato assicurata l’elezione nel plurinominale Abruzzo, lì dove è stata fatte eleggere anche la marchigiana ed ex 5 Stelle Rachele Silvestri.
Paracaduti d’oro in una regione blindata e quintessenza dell’era meloniana: è lì che a Marco Marsilio è riuscito il bis alla regione e soprattutto si affermava a L’Aquila Pierluigi Biondi, amico stretto di Giorgia, che tra le tante opzioni ha scelto simbolicamente di risultare eletta.
Ma senza paracadute nel collegio uninominale.


