2025daviddidonatello

I DAVID DEI GIUSTI - ARIECCOLI I DAVID DI DONATELLO! IN UNA STAGIONE NON PARTICOLARMENTE FORTUNATA, IL CINEMA ITALIANO SCEGLIE I SUOI CAMPIONI DELLA STAGIONE - I CINQUE CHE SI DIVIDONO LE NOMINATION AL MIGLIOR FILM E ALLA MIGLIORE REGIA SONO, CON POCHISSIMA FANTASIA, “BERLINGUER. LA GRANDE AMBIZIONE”, “IL TEMPO CHE CI VUOLE”, "L'ARTE DELLA GIOIA", "PARTHENOPE" E "VERMIGLIO" - QUESTI CINQUE ELETTI NON SONO GRANDI FILM EPOCALI, VA DETTO, MA BEN RAPPRESENTANO LO STATO ATTUALE DEL CINEMA ITALIANO. MALATICCIO. NON SONO NEANCHE I FILM PIÙ AMATI DAL PUBBLICO…

Marco Giusti per Dagospia

 

elio germano berlinguer la grande ambizione

Era già tutto previsto… Arieccoli i David di Donatello! In una stagione non particolarmente fortunata del nostro cinema, vedi il disastro dell’Oscar, il disastro di tanti film italiani costosi inutilmente spiaggiati in sala, il disastro dei nostri film ai festival di Cannes e in parte a Venezia, dove almeno è stato premiato con il Leone d’Argento “Vermiglio” di Maura Delpero, vedi soprattutto la ridicola guerra al tax credit e agli autori di sinistra da parte dell’allora ministro Genny Sangiuliano, proprio durante i giorni di Venezia clamorosamente rottamato col caso Boccia e rapidamente sostituito con l’azzimato Giuli, il cinema italiano sceglie i suoi campioni della stagione.

 

il tempo che ci vuole di francesca comencini

I cinque campioni che si dividono le nominations al miglior film e alla migliore regia sono, con pochissima fantasia, “Berlinguer. La grande ambizione” di Andrea Segre, un ritratto di Berlinguer ben poco rivoluzionario ai tempi dell’Affare Moro con Elio Germano bravissimo ma con la parrucca non proprio perfetta, “Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini, serio dramma autobiografico della regista e dei suoi rapporti col padre nella Roma tossica degli anni ’70,

celeste dalla porta, daniele rienzo and dario aita in parthenope photo by gianni fiorito

 

L’arte della gioia”, kolossal televisivo tutto al femminile diretto da Valeria Golino tratto dal romanzo-fiume di Goliarda Sapienza con la nuova stella Tecla Insolia e le sempre in formissima Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, “Parthenope” di Paolo Sorrentino con la new entry Celeste Dalla Porta, che non è stato per nulla amato a Cannes dalla critica internazionale, ma almeno era stato scelto in concorso, e “Vermiglio” di Maura Delpero, forte del Leone d’Argento a Venezia e della candidatura italiana agli Oscar, ma che alla fine si è rivelato non così forte.

film familia 8

Si poteva scegliere qualcosa di diverso? Magari “Familia” di Francesco Costabile, che infatti ha fatto incetta di nomination tra gli attori. Questi cinque eletti non sono grandi film epocali, va detto, ma ben rappresentano lo stato attuale del cinema italiano. Malaticcio. Non sono neanche i film più amati dal pubblico, ma “Diamanti” e “Il ragazzo dai pantaloni rosa” sono stati considerati un po’ troppo facili e acchiappapubblico. Questa cinquina dimostra bene però una tendenza, quella del cinema al femminile, visto che su cinque registi, tre sono donne.

 

l'arte della gioia 4

Detto questo sarà, presumo, un “Parthenope”, cioè Freemantle, contro tutti, soprattutto contro “Vermiglio”, targato Rai. Fra i due preferisco “Parthenope”, almeno c’è Napoli, c’è il mare, c’è anche lo scudetto. “Vermiglio” ha dalla sua Tommaso Ragno e la grande fotografia di Mikhal Krichman. Che non è poco. Tra le attrici, praticamente, abbiamo le protagoniste di ben quattro dei cinque migliori film. La Celeste Dalla Porta di “Parthenope”, la Martina Scrinzi di “Vermiglio”, la Ramona Maggiora Vergano di “Il tempo che ci vuole”, la Tecla Insolia di “L’arte della gioia”. La quinta attrice, fortissima, è la Barbara Ronchi di “Familia”.

diamanti di ferzan ozpetek 8

 

Con poca fantasia tra le non protagoniste ritroviamo due attrici di “L’arte della gioia”, Valeria Bruni Tedeschi e Jasmine Trinca, Luisa Ranieri nel suo ruolo più stracuilt di sempre, la Greta Cool che adora il sesso anale di “Parthenope”, la Tecla Insolia di “Familia” e la Geppi Cucciari di “Diamanti” di Ferzan Ozpetek, che almeno ci fa fare qualche risata. Stessa situazione tra i migliori attori. L’Elio Germano di “Berlinguer. La grande ambizione”, il Tommaso Ragno che parla veneto di “Vermiglio”, il Fabrizio Gifuni in versione Comencini padre di “Il tempo che ci vuole”, il Silvio Orlando professore di “Parthenope” oltre al Francesco Gheghi di “Familia”.

vermiglio, la sposa di montagna

Tra gli attori non protagonisti Roberto Citran di “Berlinguer”, Francesco Di Leva di “Familia”, Peppe Lanzetta di “Parthenope”, Guido Caprino di “L’arte della gioia” e Pierfrancesco Favino di “Napoli-New York”. A scorrere l’elenco delle nominations ben risalta l’impatto di “Familia” di Francesco Constabile, candidato anche per la sceneggiatura non originale.

 

GLORIA!

Fra gli esordi si segnala ovviamente la Margherita Vicario di “Gloria!”, che ha candidature anche per la musica e la migliore canzone, Edgardo Pistone di “Ciao, bambina”, Loris Lai di “I bambini di Gaza”, Gianluca Santoni di “Io e il secco”, Neri Marcoré di “Zamora”. Trovo interessante lo scontro fra direttore della fotografia, Daniele Ciprì di “Hey, Joe” contro la Daria D’Antonio di “Parthenope” e “Mikhal Krichman” di “Vermiglio”.

il treno dei bambini

 

Interessanti anche le new entries nelle nomitations per le migliori musiche, Colapesce per “Iddu”, Iosonouncane per “Berlinguer”, Thom Yorke per “Confidenza”, la Vicario per “Gloria” oltre al più classico Nicola Piovani per “Il treno dei bambini” di Cristina Comencini. Un film totalmente snobbato. Come “Iddu” o “Hey, Joe”. Banalissime le nomination dei migliori film stranieri, “Anora” di Sean Baker, “Conclave” di Edward Berger, “Giurato numero 2” di Clint Eastwood, “La zona d’interesse” di Jonathan Glaser, addirittura “Perfect Days” di Wim Wenders.

grand tour

 

Sembra l’elenco dei film preferiti degli spettatori del cinema Eden di Roma. Magari è quello il cinema romano che vota ai David. Ovviamente non compare né “Grand Tour” di Miguel Gomes, che figura pure come film “italiano”, né, incredibilmente, “Challengers” di Luca Guadagnino. Chevelodicoaffà? Il cinema italiano non cambia.

 

Miglior film

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Il tempo che ci vuole
  • L’arte della gioia
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior regia

  • Andrea Segre, Berlinguer. La grande ambizione
  • Francesca Comencini, Il tempo che ci vuole
  • Valeria Golino, L’arte della gioia
  • Paolo Sorrentino, Parthenope
  • Maura Delpero, Vermiglio

Miglior attrice protagonista

  • Barbara Ronchi, Familia
  • Romana Maggiora Vergano, Il tempo che ci vuole
  • Tecla Insolia, L’arte della gioia
  • Celeste Della Porta, Parthenope
  • Martina Scrinzi, Vermiglio

Miglior attore protagonista

  • Elio Germano, Berlinguer. La grande ambizione
  • Francesco Gheghi, Familia
  • Fabrizio Gifuni, Il tempo che ci vuole
  • Silvio Orlando, Parthenope
  • Tommaso Ragno, Vermiglio

Miglior attrice non protagonista

  • Geppi Cucciari, Diamanti
  • Tecla Insolia, Familia
  • Valeria Bruni Tedeschi, L’arte della gioia
  • Jasmine Trinca, L’arte della gioia
  • Luisa Ranieri, Parthenope

Miglior attore non protagonista

  • Roberto Citran, Berlinguer. La grande ambizione
  • Francesco Di Leva, Familia
  • Guido Caprino, L’arte della gioia
  • Pierfrancesco Favino, Napoli-New York
  • Peppe Lanzetta, Parthenope

Miglior sceneggiatura originale

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • El Paraiso
  • Gloria!
  • Il tempo che ci vuole
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior sceneggiatura non originale

  • Campo di battaglia
  • Familia
  • Il ragazzo dai pantaloni rosa
  • L’arte della gioia
  • Napoli-New York

Miglior esordio alla regia

  • Edgardo Pistone, Ciao bambino
  • Margherita Vicario, Gloria!
  • Loris Lai, I bambini di Gaza
  • Gianluca Santoni, Io e il secco
  • Neri Marcore, Zamora

Miglior direzione della fotografia

  • Campo di battaglia
  • Dostoevskij
  • Hey Joe
  • L’arte della gioia
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior produttore

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Ciao bambino
  • Gloria!
  • Vermiglio
  • Vittoria

Miglior casting

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Familia
  • Gloria!
  • L’arte della gioia
  • Vermiglio

Miglior compositore

  • Iosonouncane, Berlinguer. La grande ambizione
  • Thom Yorke, Confidenza
  • Margherita Vicario e Davide Pavanello, Gloria!
  • Colapesce, Iddu
  • Nicola Piovani, Il treno dei Bambini

Miglior canzone originale

  • Knife Edge, Confidenza
  • DiamantiDiamanti
  • Atoms, Familia
  • Aria!, Gloria!
  • La malvagità, Iddu

Migliori scenografie

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • L’arte della gioia
  • Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
  • Parthenope
  • Vermiglio

Migliori costumi

  • Gloria!
  • L’arte della gioia
  • Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior trucco

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • L’arte della gioia
  • Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior acconciatura

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Gloria!
  • Le dèluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior montaggio

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Dostoevskij
  • L’arte della gioia
  • Parthenope
  • Vermiglio

Miglior suono

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Campo di battaglia
  • Gloria!
  • Parthenope
  • Vermiglio

Migliori effetti visivi – VFX

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • L’arte della gioia
  • Limonov
  • Napoli-New York
  • Parthenope

Miglior documentario

  • Duse – The Greatest
  • Il cassetto segreto
  • L’occhio della gallina
  • Lirica Ucraina
  • Prima della fine, gli ultimi giorni di Berlinguer

Miglior film internazionale

  • Anora
  • Conclave
  • Giurato n.2
  • La zona d’interesse
  • Perfect Days

Miglior cortometraggio

  • Matteo Tortone, Domenica sera
  • Nicola Sorcinelli, La confessione
  • Andree Lucini, La ragazza di Praga
  • Giulia Grandinetti, Majoneze
  • Andrea Gatopoulos, The Eggregores’ Theory

David giovani

  • Berlinguer. La grande ambizione
  • Familia
  • Il ragazzo dai pantaloni rosa
  • Il tempo che ci vuole
  • Napoli-New York

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