LA CASTA CON LA LIBRIDINE - GLI SCRITTORI PER CASO (E PER CASH) PROLIFERANO PROLIFICI CONTRO OGNI ORARIO DI LAVORO: “TROPPE PUBBLICAZIONI, COSÌ NON SI LAVORA PIÙ” (DE BORTOLI) - UNA LOGORREA EDITORIALE CHE CONTAGIA GIORNALISTI, CONDUTTORI, SCIENZIATI, GIUDICI... - DAL PROVERBIALE VESPA (744 PAGINE L’ANNO) ALLA RIZZO-STELLA SPA (1200 A 4 MANI, 550 A TESTA IN 4 ANNI), FINO A CAZZULLO, TRAVAGLIO, FLORIS, HACK, ODIFREDDI, CAROFIGLIO...

Elisabetta Ambrosi per "il Fatto Quotidiano"

"Troppe pubblicazioni, così non si lavora più": ha tuonato di recente Ferruccio de Bortoli contro i suoi giornalisti, rei di eccessiva produzione editoriale. Gli ha fatto eco Milena Gabanelli sul Corriere della sera a proposito del magistrato e senatore Carofiglio: "Persona brava e capace, ma il suo primo mestiere è ormai diventato lo scrittore". Oggi si legge sempre meno ma in compenso tutti scrivono, e spesso non è chiaro (neanche a loro), qual è il vero lavoro e quale quello che Primo Levi chiamava "l'altrui mestiere".

I giornalisti di grido sono particolarmente ricercati per la loro capacità di proporre in forma discorsiva ogni genere di argomento. Nessuna redazione è esclusa, a partire da quella del "Fatto quotidiano", e così si va delineando uno strano identikit: quello del visibilmente-esperto-in-qualcosa che usa la sua visibilità per produrre libri e la produzione di libri per continuare a definirsi esperto.

Un circolo tutto mediatico che alla fine produce successi editoriali e mostri culturali: enormi faccioni in copertina; libri di 100 pagine a caratteri gonfiati per quasi 20 euro; un susseguirsi di titoli a gettito continuo (spesso continue variazioni sullo stesso tema), con intervalli ormai ridotti a pochi mesi. In cui i grafo-stakanovisti, però, non riposano, perché promuovono i libri in tv, oppure li trasformano in spettacoli o dvd. Ecco un campione (non esaustivo) di queste creature anfibie, con un piede nel loro lavoro, ma il volto in libreria.

GIORNALISTI - Sarebbe poco elegante proprio su queste pagine fare pubblicità ai titoli di Marco Travaglio. Il furore anticasta d'altra parte moltiplica le energie. Neanche la rabbia di un Masaniello impazzito potrebbe però spiegare la quantità di pubblicazioni della coppia anti-privilegi più famosa d'Italia, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Solo nel 2011 sono usciti, per Rizzoli, Vandali e Licenziare i padreterni.

Dopo La casta (2007) e, a seguire dopo pochi mesi, La deriva, i due scrivono Rapaci e La cricca a firma del solo Rizzo; Il viaggio più lungo, Carmine Pascià e Negri, froci, giudei and co, a firma di Stella. 1200 pagine a 4 mani, più altre 550 circa a testa in soli 4 anni. C'è poi chi decide di aggiungere fatica a fatica: Aldo Cazzullo, autore di best-seller sull'antropologia impazzita del nostro paese come L'Italia dei noantri e Outlet Italia, ha mandato in libreria, pochi mesi dopo l'ottimista Viva l'Italia, un cospicuo numero di copie firmate a penna (si possono ordinare on line) del suo ultimo romanzo Mondadori, La mia anima è ovunque tu sia. Senza costi aggiuntivi: sempre 17 euro per 127 pagine.

Partito timidamente con La Ciurma, nel 2006, il giornalista di Repubblica Antonello Caporale ha appena pubblicato, con Mondadori, Controvento. In mezzo, pioggia o tempesta non importa, Impuniti, Mediocri, Peccatori, Terremoti spa e Controvento appunto (la fatica si è fatta sentire, perché le pagine degli ultimi quattro titoli scalano da 389 a 269 a 204 a 119 pagine, ma resta uguale il prezzo).

Se i vizi della casta sono molti, abbondanti dovranno essere anche le soluzioni. Ci pensa Stefano Bartezzaghi, giornalista specializzato in enigmistica: sette titoli negli ultimi tre anni, per mettere i puntini sulle i, sciogliere i nostri rebus oppure svagare la mente. Sceglie invece il prolifico filone dei vizi e virtù nazionali Antonio Caprarica: negli ultimi 4 anni, oltre la trilogia "..o no!?" (Dio ci salvi dagli inglesi, Com'è dolce Parigi, Gli italiani la sanno lunga tutti seguiti da "..o no!?"), sono usciti un libro sulle gaffe dei potenti, uno sui briganti d'Italia e uno sui granduchi di Soldonia, concludendo con La classe non è acqua (Sperling). Versione assai più chic del filone dell'italianità è Beppe Severgnini, che ci aggiunge pure quello dell'Interistità: solo su questo, 4 titoli e mille pagine.

CONDUTTORI - Ritmo di guerra anche per i conduttori tv. 3723 pagine, targate Mondadori, dal 2005 al 2010 (aspettando a breve il suo prossimo libro), per Bruno Vespa, 744 pagine scritte all'anno circa. Una fatica improba, che per il lettore però significa risparmio (il prezzo a pagina scende). Lo insegue con circa la metà delle pagine, più o meno una pagina al giorno, Giovanni Floris, che scaramanticamente non salta un anno. Dal 2005 al 2011 sono usciti, tutti Rizzoli, Decapitati, Zona retrocessione, Separati in patria, La fabbrica degli ignoranti, Mal di merito, Risiko e Monopoli.

FILOSOFI - Il solito Umberto Galimberti è in buona compagnia. Quella di Maurizio Ferraris, ad esempio, che dalla pubblicazione del suo fortunato Un'Ikea di università, ha mandato alle stampe, senza contare libri scientifici, una decina di pamphlet su temi, ed editori, disparati, dall'ontologia del telefonino a quella delle multe, di Babbo Natale e dell'iPad. New entry dei filosofi grafomani è Michela Marzano, che da quando è stata inclusa tra i cinquanta intellettuali più influenti di Francia nel 2008, ha pubblicato, ma in Italia, sei libri, tra cui Sii bella e stai zitta e Volevo essere una farfalla: 34,5 euro per 360 pagine, 10 centesimi a pagina devoluti a Mondadori.

SCIENZIATI - Tutto comincia dalle stelle, Notte di stelle, Una vita tra le stelle, Perché le stelle non ci cadono in testa?, Dove nascono le stelle, Così parlano le stelle, Il mio zoo sotto le stelle. Gli astri editoriali sembrano essere piuttosto favorevoli per Margherita Hack: oltre venti titoli stellari negli ultimi cinque anni, tra divulgazione, favole, libri a quattro mani e "dialoghi con".

Solo nell'ultimo anno (è entrata nel novantesimo), ha scritto La mia vita in bicicletta e Perché sono vegetariana. Forse però la scelta "veg" favorisce i neuroni, perché anche il suo collega Umberto Veronesi, tre anni di meno, di salute e nutrizione ha fatto un vero trend editoriale. Il matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi, poi diventato Il matematico impenitente, sicuramente è un matematico incontinente, perché dall'albore del nuovo millennio conta più di venticinque libri (più di 5000 pagine vergate) i cui titoli alzano in continuazione la posta: ultimo, Caro papa ti scrivo (Mondadori).

MAGISTRATI - Oltre a Gianrico Carofiglio, a cui tocca, oltre che votare in Senato e scrivere, registrare i suoi titoli di successo in audiolibri (1000 pagine lette da lui), la palma del magistrato più prolifico va a Giancarlo de Cataldo. Dopo Romanzo Criminale, ha scritto oltre quindici libri tra realtà e fiction (quasi tutti Einaudi). Solo nel 2011 i titoli Giudici e In giustizia: il tutto continuando a fare processi.

RELIGIOSI - Se il teologo Vito Mancuso non scherza quanto a pubblicazioni (ma forse c'è lo zampino del coautore, Dio) impossibile non citare l'instancabile Don Gallo: ben nove titoli inediti solo nel 2011 (un record assoluto), che parlano di giovani, vangelo, costituzione, ultimi della terra. Qui, però, il movente che spinge la penna non è né il furor sacro contro la casta, né l'afflato divulgativo. Più semplicemente, i finanziamenti per la sua comunità. Tutta un'altra storia.

 

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