NO LAUREA, NO CRISI (TODOS ARTIGIANOS) - I MESTIERI CHE DANNO ANCORA UN POSTO DI LAVORO SONO LEGATI ALLA MANIFATTURA E ALL’ALIMENTARE: PELLETTAI, PIZZAIOLI, PASTICCIERI, TATUATORI E SARTI

Francesco Paolo Giordano per ‘Il Giornale'

Ventiquattromila nuovi posti di lavoro negli ulti¬mi cinque anni. Prima che vi precipitiate a prenotare il vostro biglietto per Marte, sap¬piate che è successo in Italia. Al¬la faccia della crisi. Perché, no¬nostante tutto, molte professio¬ni¬ resistono allo tsunami dei fal¬limenti, delle chiusure, dei li¬cenziamenti.

Un'arca di Noè pulsante e variegata: pizzaioli, estetisti, tatuatori, pasticceri. Realtà in crescita, portabandie¬ra della voglia italiana di rim¬boccarsi le maniche e reagire. In fondo, affrontare la crisi e bat¬terla è possibile. La situazione lavorativa in Ita¬lia, sia chiaro, rimane tragica. Il tasso di disoccupazione ha as¬sunto contorni spaventosi: si as¬sesta intorno al 13% e schizza fi¬no al 42% per i giovani.

Numeri da far tremare i polsi, ancor più eloquenti se traduciamo questi dati in persone: quasi 3,3 milio¬ni di connazionali senza lavo¬ro. Parlare di emergenza non è un azzardo, ma una via di usci¬ta, anche se stretta e angusta, la si può ancora trovare. Come rende noto la Cgia, che pubbli¬ca la graduatoria delle 20 profes¬sioni artigiane in crescita dal 2009 ad oggi: un rapporto che restituisce un quadro tutt'altro che fosco. E qualche sorpresa: co¬me quella delle atti¬vità di tatuaggi e piercing, che hanno cono¬s ciuto un'esplo¬s ione senza pari.

Rispetto al 2009, i nuovi nego¬zietti di tatuatori sono cresciuti del +442,8%. Nel solo 2013, le nuove attività aperte sono state 464. Perché, in fondo, alle pas¬sioni gli italiani non sanno ri¬nunciare, soprattutto se riguar¬dano l'aspetto fisico. Doman¬da¬te pure all'esercito degli este¬tisti, arrivato a quota 44.000, con 2.269 nuove attività aperte nel 2013. Manicure e trattamen¬ti di bellezza persistono in cima alle esigenze dei più: anche uo¬mini, il cui interesse cresce sem¬pre di più.

In pole posi¬tion, però, re¬sta il cibo d'asporto: pizze al taglio, gastronomie, rosticcerie, friggito¬rie, e così via. In Ita¬lia sono ben 27.543 gli esercizi di que¬sto tipo, nei quali sono impiega¬te quasi 70.000 persone. E il ci¬bo da strada conquista sempre più una sua dignità: la scorsa estate, piadine e hot dog hanno ammaliato tre italiani in vacan¬za su quattro. Sempre in tema, nella top parade delle professio¬ni in crescita spiccano pure pa-sticceri, gelatai e panettieri.

Di quest'ultima categoria, si con¬tano in Italia più di 90.000 lavo¬ratori, ma il primato per la crescita più folgorante spetta ai pa¬sticceri: + 348% è la variazione delle attività ri¬spetto al 2009. Se vi aspettavate un dominio di nuove professioni, siete fuori strada. I programmatori di sof¬tware, i riparatori di computer e i disegnatori grafici entrano in classifica, ma occupano le retro¬vie. Insomma, il miglior alleato per sconfiggere la crisi è ancora la tradizione. Così, ad esempio, si spiega il ritorno dei sarti. Figu¬ra che sembra¬va tramontare, invece si risco¬pre più attuale che mai, con i cir¬ca 15.000 lavoratori del settore.

Degli addetti alle pulizie, poi, gli italiani non riescono pro¬prio a farne a meno. E chi prima pensava di non averne biso¬gno, si è dovuto ricredere: tra il 2009 e il 2013, il settore ha cono¬sciuto un'impennata del +199,1% in quanto ad imprese attive, che oggi sfiorano quota 13.000, per una forza lavoro di circa 38.000 unità. Così come spadroneggiano i conciatori, la cui variazione nel periodo con¬siderato è del + 216,3%, e i serra¬mentisti e i montatori di mobili (+131,6%). Appaiono in cresci¬ta pure giardinieri, tassisti e pro¬duttori di accessori per l'abbi¬gliamento.

E se invece siete stufi dei me¬stieri tradizionali, non manca la pattuglia di chi si è dato all'in¬ventiva più sfrenata per com¬battere la crisi. Professioni nuo¬ve e stravaganti, dal cercatore di palline da golf al collaudato¬re di preservativi, passando per il raccoglitore di sperma di ani¬mali e per lo scrittore dei bigliet¬ti per biscotti della fortuna. Ma, in questi casi, non ci contate più del dovuto. E assicuratevi di avere ancora con voi il biglietto per Marte.

 

 

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