I TELE-CANDIDATI - GORI, TOTI, TIRABOSCHI (E FRECCERO?): ANCHE IN TEMPI DI CASTA E ANTIPOLITICA, IL FASCINO DELLO SCRANNO REGGE ANCORA

Maurizio Caverzan per ‘Il Giornale'

L'ultima sorpresa è il derby tra Giorgio Gori e Luca Tiraboschi per la poltrona di sindaco di Bergamo, si vota in primavera. L'ex direttore di Canale 5 e Italia Uno, nonché fondatore di Magnolia (L'Isola dei famosi è il titolo più noto) e spin doctor accantonato di Matteo Renzi, parteciperà alle primarie del Pd, mentre Tiraboschi, attuale direttore della «rete giovane» di Mediaset, ha fatto capire in un'intervista all'edizione orobica del Corriere della Sera che sta pensando a una lista civica.

La tenzone bergamasca con retrogusto di Biscione è solo l'ultimo prodotto del fascino indiscreto della politica che da qualche anno ha preso a sedurre i televisionari. Direttori di rete, responsabili di telegiornali, mezzibusti, conduttori carismatici, guru della comunicazione. Giovanni Toti che di tg ne dirige addirittura due, il Tg4 e Studio aperto, è l'uomo nuovo della scuderia del Cavaliere, pronto per coordinare Forza Italia, come accredita il tam tam giornalistico. O per altro incarico analogo, dipende dagli equilibri nell'entourage berlusconiano.

Se tutto sarà confermato, Toti al partito e Tiraboschi in lizza a Bergamo, dopo anni di rifiuti di seggi senatoriali da parte di Emilio Fede, Mediaset dovrà coprire in un colpo solo tre caselle dell'organigramma. Nessun problema invece, in Rai, se, com'è probabile, Carlo Freccero si candiderà alle prossime politiche - quando saranno - nelle fila di Sel, partito a corto di leadership dopo le disavventure giudiziarie di Vendola.

L'ex direttore di Rai4, televisivamente nato ad Arcore, è ufficialmente in pensione dall'agosto scorso. Ma con l'irrequietezza che gli conosciamo, di ritirarsi a vita privata non se ne parla. Il suo però è un caso anomalo essendo la carriera giunta a conclusione naturale e la passione per il piccolo schermo tuttora insuperata, come documenta Televisione, pubblicato da Bollati Boringhieri.

In altre situazioni, soprattutto a Mediaset, il format della «discesa in campo» deriva dal compiersi della parabola professionale. Mentre in Rai, tra le cause ci sono incidenti di percorso e collisioni con qualche «editore di riferimento». Perché, gira e rigira, la tv è sempre quella roba lì: marketing, creatività e, nella tv pubblica, politica. Si arriva a un certo punto e poi ci si deve fermare. Così si cercano nuove esperienze, si pensa e si spera di mettere a frutto l'esperienza televisiva come laboratorio o apprendistato formativo. Il primo a lasciare il telegiornalismo per la politica, un seggio alla Camera con Forza Italia, fu Fabrizio Del Noce, figlio del filosofo Augusto, e all'epoca brillante inviato di guerra.

L'esperienza durò un paio d'anni, fino al ritorno in Viale Mazzini: conduzione di Linea verde, direzione di Raiuno e poi di Rai Fiction. Allo stesso periodo risale la nomina di Piero Badaloni a governatore del Lazio nelle liste del centrosinistra. Sconfitto da Francesco Storace alle elezioni successive, anche lui tornerà tra le braccia di Mamma Rai. Più tardi, dopo la breve e dimenticabile esperienza all'Europarlamento, per rimandare in onda Michele Santoro fu necessaria una lunga vertenza giudiziaria. Anche Lilli Gruber rientrò in tv dopo l'intervallo ulivista a Strasburgo, ma scelse La7.

Più fresco e accidentato è, invece, il percorso di Piero Marrazzo: da Mi manda Raitre alla guida della Regione Lazio allo scandalo della frequentazione di una transessuale fino al ritorno su Raidue con un nuovo programma. Carriere politiche ancora in corso invece per David Sassoli, ex mezzobusto del Tg1, europarlamentare e candidato perdente alle ultime elezioni per il sindaco di Roma, e Augusto Minzolini, ora senatore di Forza Italia e fedelissimo del Cav che lo volle al comando del primo tg nazionale e lo ha sempre difeso. Del resto, Berlusconi: non fu proprio lui il primo televisionario a cedere alle sirene della politica? A destra come a sinistra, saranno mica tutti figli della famigerata discesa in campo?

 

 

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