1- “IL FATTO” INCASSA DUE PAGINE DI PUBBLICITÀ BMW, PER LA GIOIA DI SCALFARI E NAPOLITANO. BENE, FINALMENTE UN PO' DI DEMOCRAZIA NELLA MAFIETTA DEI GRANDI INSERZIONISTI. POI UNO VOLTA PAGINA ED ECCO DUE BELLE PAGINE CON "LA FOTO DELLA SETTIMANA SCELTA DA OLIVIERO TOSCANI". CASUALMENTE VI SI CONTEMPLANO DUE CRUCCHI IN CAMICE BIANCO CON LA FACCIONA DI EINSTEIN DAVANTI A UNA BERLINA BMW. SOTTO, IN PICCOLO, "IMMAGINE OFFERTA DA BMW". LA FAMOSA RELATIVITÀ INFORMAZIONE-PUBBLICITÀ 2- QUESTA VOLTA “THE ITALIAN JOB” NON È RIUSCITO AL POKERISTA DRAGO DRAGHI. IL SUO BLUFF È COSTATO 90 MILIARDI IN UN GIORNO ALLE BORSE. E COSÌ ANCHE OGGI, AI GIORNALI ITALIANI, TOCCA SEPARARE I FATTI DALLA BAVA E STENDERE SULLA PENOSA FACCENDA UN TAPPETINO DI GIUSTIFICAZIONI. COME PER MEDIOSBANCA E LO SCRICCHIOLANTE NEGO NAGEL 3-“LA STAMPA” DEDICA UN’INTERA PAGINA AL SEGUENTE TEME DI SCOTTANTE ATTUALITÀ: “IL CAPPERO, FIGLIO DEL POCO, ANZI DEL NULLA”. MA CHE È, LA STORIA DEL GOVERNO MONTI?

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

1- SUPER-CHI? QUATTRO SCHIAFFI E A CASA...
Questa volta "the italian job" non è riuscito. Al Drago Draghi di "difenderemo l'euro a ogni costo" hanno visto le carte e si è scoperto che in mano aveva solo una coppia di sette. Il suo bluff è costato 90 miliardi in un giorno alle Borse. E così anche oggi, ai giornali italiani, tocca separare i fatti dalla bava e stendere sulla penosa faccenda un tappetino di giustificazioni. Come per Mediosbanca e Nego Nagel, il banchiere pagato per "prendere visione".

2- NON FA SOSTA L'EURO-SUPPOSTA...
"Crollano le Borse deluse dalla Bce. Draghi promette interventi straordinari ma lo spread vola a quota 510" (Repubblica, p. 1). "La Bce affonda i mercati. Draghi cede ai tedeschi: non comprera' titoli di Stato se Italia e Spagna non si rassegnano prima a chiedere aiuti. Monti prossimo alla resa: 'Non so se chiedere lo scudo'. Ora restano due alternative: o la richiesta di sostegno o altri tagli. Bondi ha trovato 10 miliardi di sprechi negli enti locali" (Cetriolo Quotidiano, p, 4). "Draghi sbatte sul muro di Berlino. Borse al tappeto, vola lo spread" (Giornale, p. 2)

Ma a volte una semplice foto vale cento titoli. A pagina 5 della Stampa si vedono Rigor Montis e lo spagnolo Rajoy in una perfetta rappresentazione della confusione europea: "Io andrei a sinistra", "Io invece passerei di là".

In tutto ciò, l'importante non è fare le scelte giuste, ma scegliere le giuste parole d'ordine. Monti: "L'Italia non ha bisogno di aiuti". Ma potrebbe servire "un'azione di accompagnamento per la stabilità finanziaria" (Corriere, p. 5).

Sì, non abbiamo bisogno di nulla, ma abbiamo bisogno dell'"accompagnamento". Poi si passa alle minacce a mezzo Stampa (di Torino): "Con lo spread alto, riforme a rischio". Monti. Livelli molto elevati favoriscono governi contrari all'euro, all'Europa e alla disciplina fiscale" (p. 5). "Il ricatto di Monti: aiutatemi o torna il Cav" (Giornale, p. 5). Libero fiuta l'aria e si rende utile: "Dove portare i nostri soldi. Dopo ieri, il rischio di una tempesta finanziaria aumenta e gli italiani provano a difendere i loro beni. C'è chi li porta oltre confine, ma sui conti esteri scatta una mini-patrimoniale. Da valutare cassette di sicurezza e titoli di Stato in dollari e franchi svizzeri" (p. 2).

3- TRAVOLTI DAI PROPRI TOTEM...
I famosi mercati sono come gli elettori il giorno dopo che ti hanno trombato: "Non hanno capito". Ai nostri pregiati editorialisti, i mercati piacciono solo quando servono a giustificare pesanti ristrutturazioni e riforme impopolari. Ma se solo si azzardano a mettere in difficoltà i Lord protettori di turno, allora diventano triviale speculazione. In prima pagina sul Corriere ("Una svolta incompresa. Però servirà"), Francesco Daveri sancisce: "In questo caso, i mercati hanno torto. Draghi ha dato tutto quello che poteva dare, salvaguardando l'autonomia della Banca centrale europea dati i vincoli politici e istituzionali dell'Europa di oggi".

La Repubblica degli Illuminati getta il culo oltre l'ostacolo e canta epopee mai viste: "Così ‘Super Mario' ha isolato i falchi. Solo la Bundesbank contro la sua linea. Un unico voto contrario all'intervento illimitato sui titoli a breve" (Andrea Tarquini, p. 3).

4- L'UOMO CHE PRENDEVA VISIONE...
Povero Nego Nagel, ormai lo prendono in giro anche sul Cetriolo Quotidiano. "Se il problema era la garanzia della presa visione, Ligresti faceva prima a mandargli una raccomandata, ma evidentemente il problema era più' complesso", ironizza Giorgio Meletti sul giornale diretto da Antonio Padellaro (p. 5).

La sua poltrona scricchiola, ma ad agosto non c'è tempo per una riunione del patto di sindacato di Mediobanca: sono tutti impegnatissimi a salvare la nazione, sulla tolda delle loro aziende. Anzi, più o meno. Ancora il Fatto: "Di Nagel se ne riparla a settembre per salvare le vacanze in barca dei suoi azionisti e perche' manca ancora il nome del suo sostituto. Ma la sua sorte e' segnata. Cosi' come lo e' sicuramente quella di Mediobanca: nel disastro di Fonsai rischia di perdere un miliardo e la faccia".

All'algido Nagel non va meglio sul giornale di casa, dove Luigi Ferrarella racconta sempre nuovi particolari della disfatta professionale sua e dell'avvocato Cristina Rossello, quella che si è fatta registrare di nascosto da Jonella Ligresti. "E l'ingegnere spiegò: la lettera? Un patto tra gentiluomini. Ma niente telefonini. L'avvocato Rossello: il ceo di Mediobanca mi incaricò di verificare la fattibilità della buonuscita". Jonella a verbale: "Nagel disse: ‘La firmo solo se la tiene la Rossello'. Ma non voleva che tenessimo i cellulari" (Corriere, p. 30). Si è visto.

5- PADRONCINO NEI GUAI, CANI DA GUARDIA A (PIAZZETTA) CUCCIA...
Nei giornali ci sono i cronisti e i commentatori. I secondi li riconoscete facilmente da un paio di dettagli: pranzano sempre con ‘qualcuno importante" e prima o poi diventano minimo vicedirettori. Non fa eccezione Massimo Mucchetti, che sul Corriere della Medio-sbanca s'incarica di cavillare e arzigogolare variamente su quella che è solo una gigantesca figura di cacca.

In un solo pezzo ("Le incognite di un brutto affare", p.1), riesce a "dimostrare" che il papello ligrestiano "è un promemoria di lavoro non impegnativo" e che "non è stato attuato". Quindi su che stiamo indagando? Infine "qualunque ne sia l'origine, questo clamore mediatico non giova a Mediobanca. Ma basta a determinare una maggioranza di azionisti contro l'amministratore delegato, magari all'assemblea del 28 ottobre? Sarebbe una novità assai curiosa in un sistema che non ha mai fatto una piega davanti non solo agli avvisi di garanzia, ma anche alle richieste di rinvio a giudizio e addirittura alle condanne dei banchieri".

Qui ha ragione Mucchetti: la fedina penale di Lorsignori è indubbiamente notevole. E sarò per questo comune sentire che sul Giornale Nicola Porro, altro vicepreside, sentenzia: "Mediobanca fa quadrato intorno a Nagel. I grandi azionisti. "Tutto fermo almeno fino a settembre" (p. 20).

6- LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE...
"L'energia placida della Cancellieri conquista Bologna" (Stampa, p. 13). A questi, i titoli del Ventennio gli fanno un baffo.

7- LA POLTRONA SEPARATA DALLA CAZZUOLA...
"Non ho mai avuto una tessera di partito ne' di altra associazione. Di nessun tipo. Nemmeno gonnellini e grembiulini. E questo la dice lunga su quello che mi e' successo". Parola di Carlo Malinconico, che si dimise da sottosegretario di Palazzo Chigi dopo le vacanze all'Argentario pagate dalla Cricca Anemone-Balducci (Cetriolo Quotidiano, p. 8).

8- ULTIME DA UN POST-PAESE...
La Stampa slingotatta dedica un'intera pagina al seguente teme di scottante attualità: "Il cappero, figlio del poco, anzi del nulla" (p. 25). Ma che è, la storia del governo tecnico?

9- FREE MARCHETT IN PUREZZA
Rigore tedesco e solidita' prussiana. Il Cetriolo Quotidiano incassa due pagine di pubblicita' dalla Bmw, per la gioia di Marpionne e della sua Fiat dal braccino corto (pp. 10 e 11). Bene, finalmente un po' di democrazia nella mafietta dei grandi inserzionisti. Poi uno volta pagina ed ecco due belle pagine con "la foto della settimana scelta da Oliviero Toscani". Casualmente vi si contemplano due crucchi in camice bianco con la facciona di Einstein davanti a un Suv della casa tedesca. Sotto, in piccolo, "immagine offerta da Bmw". La relativita' del famoso muretto informazione-pubblicità.

colinward@autistici.org

 

 

 

MARIO DRAGHI ALBERTO NAGEL Mariano RajoyMARIANO RAJOY MARIO MONTIBUNDESBANKCRISTINA ROSSELLO tris09 paolo colonnello luigi ferrarellaMassimo Mucchetti MINISTRO ANNA MARIA CANCELLIERI il sottosegretario carlo malinconico e premier mario monti LA FOTO SCELTA DA OLIVIERO TOSCANI MA PAGATA DA BMW SU IL FATTO QUOTIDIANOLA PUBBLICITA BMW CHE PRECEDE LA FOTO DI OLIVIERO TOSCANI SUL FATTO QUOTIDIANO ANTONIO PADELLARO gsc 71 oliviero toscani

Ultimi Dagoreport

meloni salvini giorgetti orcel giuseppe castagna hugues brasseur bpm

COME SI DICE BANCO BPM IN FRANCESE? - SIETE PRONTI AL LANCIO DI RISO E CONFETTI? IL COLOSSO CRÉDIT AGRICOLE SI PREPARA A CONVOLARE A NOZZE CON LA BANCA CARA ALLA LEGA – IN BARBA AL SOVRANISMO SBANDIERATO DA SALVINI & GIORGETTI (L’OPS DI UNICREDIT FU LIQUIDATA A COLPI DI GOLDEN POWER PERCHÉ… “BANCA STRANIERA”), PER PORTARSI A CASA IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO, I FRANCESI NON HANNO NEMMENO BISOGNO DI APRIRE IL PORTAFOGLI E IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA: CON UN PROGETTO DI “FUSIONE AMICHEVOLE” TRA BPM E CREDIT AGRICOLE ITALIA, LA BANCA GUIDATA (SI FA PER DIRE) DA GIUSEPPE CASTAGNA SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI: BASTA FA CREDERE CHE SIA BANCO BPM AD ACQUISIRE LA CONTROLLATA FRANCESE IN ITALIA ...

salvini ferrovie inchingolo strisciuglio trifone altieri

DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER” DAL SIMBOLO, MA IL CARROCCIO È RIMASTO ORIENTATO AL SUD! A CONFERMA DELL'ALTA ATTENZIONE DEL SEGRETARIO PER IL MEZZOGIORNO, BASTA DARE UN’OCCHIATA ALLE NOMINE – A FARLA DA PADRONE NELLA SPARTIZIONE DEGLI INCARICHI È LA COMPONENTE PUGLIESE: DA TRIFONE ALTIERI A STRISCIUGLIO - E AL NORD MUGUGNANO: SE CONTINUA COSÌ, SALVINI DOVRA' SPOSTARE LA SEDE DELLA LEGA DA VIA BELLERIO ALLA TRAFFICATA VIA SPARANO DI BARI… - VIDEO

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...