CHIST’ SO’ PAZZI - IN BASE A COSA I FAN PRETENDEVANO DI VEDERE IL CORPO DI PINO DANIELE COME SE FOSSE LA SUA ULTIMA PERFORMANCE E LORO AVESSERO PAGATO IL BIGLIETTO? - “ERA UN PERSONAGGIO PUBBLICO, È IL PREZZO CHE BISOGNA PAGARE PER LA FAMA”

Daniele Ranieri per “il Fatto Quotidiano

 

funerali di pino daniele al divino amore  5funerali di pino daniele al divino amore 5

Bisognerebbe chiedere a quegli italiani che hanno protestato davanti alla camera ardente allestita per l’ultimo saluto a Pino Daniele quale articolo della Costituzione credono desse loro diritto di entrarci, nonostante la volontà contraria dei parenti del musicista.

   

Siccome non ve n’è alcuno, deve esistere una legge non scritta, una specie di patto siglato dalla gente all’insaputa di ogni personaggio famoso, in base al quale quest’ultimo, oggetto in vita di ammirazione e affetto, rinuncia per sempre alla dimensione privata della sua esistenza, e in caso di morte i suoi familiari perdono ogni potestà circa il destino delle sue spoglie.

   

napoli, in centomila al flash mob per pino daniele 10napoli, in centomila al flash mob per pino daniele 10

“Vergogna” e “buffoni”, hanno gridato i presenti ai familiari, come si urla ai politici che rubano, contro cui oggi in fondo non protesta più nessuno.

   

Si sa quanto gli interpreti delle emozioni profonde della gente, i cantori dell’amore e del riscatto popolare, diventino patrimonio collettivo e finiscano per appartenere più al pubblico che a se stessi e ai propri cari.

   

Ma al di là di ogni ovvia considerazione sul culto laico del divismo, c’è qualcosa di inedito in questo rito spontaneo del diritto alle esequie, del flash mob “polemico” e del doppio funerale del cantante, voluto per “accontentare” sia Roma che Napoli. Davanti all’ospedale la gente urlava la sua determinata speranza, poi divenuta pretesa, di vedere il corpo di Daniele, di fare esperienza della sua morte, come se fosse la sua ultima performance e loro avessero pagato il biglietto.

pino daniele, l'uscita del feretro  pino daniele, l'uscita del feretro

   

Rimasti fuori perché la famiglia si è accorta che qualcuno scattava selfie, che sono foto con la salma sullo sfondo, i fan rivendicavano il diritto di piangerlo davanti a tutti, come se la pubblicità del dolore fosse un risarcimento, una contropartita dell’averlo seguito in concerto per anni, di averne comprato i dischi.

   

“Non è il modo di comportarsi” ha detto un signore a Repubblica “Pino è un personaggio pubblico, questo è il prezzo che bisogna pagare per la fama”.

   

Per un attimo il teatro dell’addio diventa un abbozzo di lotta di classe da Bagaglino quando compare D’Alema, contestato (anche qui!) perché “casta”, dotato del privilegio di vedere la morte da vicino.

   

Ma quella pretesa è certo il frutto di un equivoco. Non è chiaro quando abbiamo iniziato ad applaudire al passaggio delle bare, invece di fare silenzio.

pino daniele i funeralipino daniele i funerali

   

Non fu l’applauso la forma esteriore dello sconcerto, quando nel 1984 quasi due milioni di persone si riversarono nelle strade intorno a piazza San Giovanni per i funerali di Enrico Berlinguer, ma lacrime, singhiozzi, malori.

   

Da allora per anni Tv e giornali hanno rimbalzato immagini di funerali diventanti eventi mediatici, ormai “comunicati” via social network in modo istantaneo, per una rapida commozione in pausa pranzo.

   

Abbiamo visto “folle commosse” e “file chilometriche” davanti ai feretri di Alberto Sordi, di Mario Merola (con fuochi d’artificio e isterie), di Papa Wojtyla, ma anche di personaggi che in vita non riscuotevano certo il successo delle rockstar o dei pastori di anime, come Gianni Agnelli. Del corpo ormai inerte del vip finalmente vicino, rubiamo l’ultima immagine.

napoli, in centomila al flash mob per pino daniele 9napoli, in centomila al flash mob per pino daniele 9

   

La curiosità vince su ogni altra considerazione e pudore, e tale impulso è il frutto di uno spostamento della passione e della rivendicazione popolare dal campo dei diritti fondamentali a quello del diritto al puro esserci in uno show incessante a cui pensiamo di avere diritto di partecipare in quanto spettatori paganti.

 

napoli, in centomila al flash mob per pino daniele 8napoli, in centomila al flash mob per pino daniele 8

Alla fine della liturgia, si alza sempre una ressa di telefonini, mimesi di un “attenti” in borghese, dito pronto a scattare nel momento più denso di pathos. Dando per assunto che i postulanti della camera ardente siano persone mediamente normali e psichicamente stabili, c’è da chiedersi se siano le stesse che entrano nelle statistiche più negative degli ultimi cinquant’anni in fatto di lavoro, tutele, assistenza sanitaria, libertà di stampa e di espressione, pari opportunità, pensioni. Siccome sicuramente lo sono, fa riflettere che non vadano ogni giorno a protestare davanti ai relativi ministeri con la stessa determinazione, avendo in faccia la stessa rabbia e la stessa sicura certezza di rivendicare qualcosa che gli spetta.

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...