1. UN DISGRAZIATO PAESE IN FUGA DA UNA DISGRAZIATISSIMA REALTA’: MENTRE UN GIOVANE SU DUE NON TROVA LAVORO, MENTRE I FONDI PER LA CASSA INTEGRAZIONE SONO SEMPRE IN BILICO E MEZZA ITALIA È IN MANO AI CREDITORI, I PADRINI DELLA PATRIA DISCETTANO DI SEMIPRESIDENZIALISMO ALLA FRANCESE CON SUPERCAZZOLA A DOPPIO TURNO 2. GENTE CHE NON È STATA CAPACE DI ELEGGERSI UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CON LE SOLITE REGOLE, PUR DI NON AMMETTERE IL PROPRIO FALLIMENTO POLITICO PENSA CHE PER IL FUTURO LA FACCENDA SI RISOLVERÀ PACAMBIANDO LE REGOLE 3. GENTE CHE NON È CAPACE DI FARE UN RITOCCO AL PORCELLUM SI TRAVESTE DA STATISTA E TRACCIA OBIETTIVI AMBIZIOSI SULLA TRASFORMAZIONE DELLA FORMA DI GOVERNO

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - IN FUGA DALLA REALTA'
Mentre un giovane su due non trova lavoro, mentre i fondi per la cassa integrazione sono sempre in bilico e mezza Italia è in mano ai creditori, i padrini della patria discettano di semipresidenzialismo alla francese con supercazzola a doppio turno. Gente che non è stata capace di eleggersi un presidente della Repubblica con le solite regole, pur di non ammettere il proprio fallimento pensa che per il futuro la faccenda si risolverà cambiando le regole.

Gente costretta da Re Giorgio a fare un governo dove convivono Al Fano e il compagno Fassina vuole spingerci verso un sistema bipolare. Gente che non è capace di fare neppure un ritocco al Porcellum pensa di travestirsi da statista e traccia obiettivi ambiziosi sulla trasformazione della forma di governo. Ieri, ministri e capatàz sono andati tutti insieme alla parata militare ma, non vedendoli sfilare tra i carri, si sono dimenticati dei veri problemi degli italiani. E ora vediamo la surreale rassegna stampa di oggi.

Il Corriere delle Elite imbolsite titola rapito a tutta prima: "La partita del presidenzialismo. Napolitano: esecutivo a termine, 18 mesi per le riforme. Spinta di Alfano dopo le parole di Letta sulle regole da cambiare. Sinistra spaccata". Angelino Jolie tracima sul Giornale della Real Casa con poderosa intervista: "Subito il decreto choc per superare la crisi". Sull'elezione diretta del capo dello Stato "arrivano segnali molto confortanti dal Pd, da Renzi, da Veltroni e dallo stesso Enrico Letta" (p. 3).

Sul Messaggero, il solito spettacolo del Piddìmenoelle: "Elezione diretta, Alfano al Pd: ora si può. Da sinistra dure critiche a Letta. Democrat divisi: Renzi, Veltroni, Epifani e prodiani sono favorevoli. Bindi e giovani turchi dicono no. Contrari e critici Vendola e Rodotà. Anche Maroni duro: ‘Un'ipotesi assolutamente inutile" (p. 2). Ci sarebbe addirittura da registrare il gran ritorno di Mortadellone Prodi, secondo la Stampa: "Dietro lo spiraglio sull'elezione diretta il ritorno di Prodi. L'apertura nel Pd dipende da lui. E il premier ci sta" (p. 2).

La Repubblica degli Illuminati non resiste al gioco delle tre carte: "E Letta conferma l'asse con il Colle" (p. 3). Qualcuno avvisi Lettaenrico che quando si parla di ‘governo del Presidente" il presidente è quell'altro.

2 - CAINANI AMARI

A parte confermare l'allenatore Allegri alla guida del Milan, la settimana sarda del Cavaliere ha partorito il ritorno di Bondo Bondi al partito e nuove strategie in caso di rovesci giudiziari. Sul Corriere, "Pdl, piano di rilancio. E torna Bondi. Struttura leggera, social network e fondi via internet: il nome di nuovo in bilico. Il progetto elaborato negli ultimi due giorni da Berlusconi con Verdini, Santanchè e Capezzone" (p. 5).

E la miopia di dedicarsi a grandi progetti di riforme costituzionali quando il governo invece è appeso a un filo emerge dai retroscena tanto di Repubblica quanto del Giornale. "Berlusconi: se la Consulta mi boccia salta tutto. Il 19 si riunisce la Corte costituzionale sul caso Mediaset" (Repubblica, p. 4). "Berlusconi prepara il piano B contro le trappole delle toghe. Il leader del centrodestra pessimista sull'esito dei processi di Milano" (Giornale, p. 2). Anziché cambiare la costituzione, pensate a come arrivare a Natale.


3 - ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI

"Gli uomini e le donne delle Forze Armate e delle rappresentanze dello Stato e della società civile, circondati dall'affetto della popolazione, hanno sfilato in modo impeccabile, ben rappresentando, con la compostezza del comportamento, un Paese orgoglioso della propria storia e determinato a superare l'attuale difficile contingenza" (Re Giorgio II, dal Corriere della Sera p. 3).

4 - UN, DUE, TRE, GRILLINO!
Il movimento internet di Grillomao va alla guerra delle tv con in mano la lista dei buoni (pochi) e dei cattivi (tanti). "La tv nel mirino di Grillo. ‘Noi la occuperemo'. Ma Fico su Rai 3: nessun editto, non capiterà nulla". Intervistato dal Corriere, parla Alberto Airola, candidato grillesco a un posto in Vigilanza: "Basta con i programmi di Vespa e Floris. Report va bene, mi piace anche Iacona. Format stantii, servono novità. Reality e talent show sono beceri". E sui tg, "non dobbiamo nasconderci che a condurre ci sono persone politicamente schierate" (p. 6). Grandissima scoperta, complimenti!

Intanto prosegue il sereno dibattito interno: "Blitz a Roma di Grillo e Casaleggio. Pronta l'espulsione dei dissidenti. ‘I malpancisti oscurano il grande lavoro che stiamo facendo, meglio allontanarli'. Battista: ‘Non mi piacciono questi toni, basta minacciare calci nel culo" (Repubblica, p. 5). Sul Cetriolo Quotidiano, una rivelazione che innescherà nuove purghe interne: "Tredici senatori di Grillo avevano detto sì a Bersani. L'8 aprile il senatore Gotor volò a Palermo per incontrare Sonia Alfano" (pp. 1-2).

5 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Scampoli di realtà su Repubblica: "Persi 674mila posti in 5 anni e ora a rischio altri 123mila. Zanonato: guerra per il lavoro. Letta: già in un prossimo consiglio dei ministri il pacchetto di misure per l'occupazione" (p. 8). Molto bella l'inchiesta su quelli che occupano le case pubblicata oggi dalla Stampa: "Gli italiani in ginocchio che occupano gli alloggi". Sono sei storie vere, tutte da leggere e meditare (pp. 10-11).
Spaccia illusioni il Corriere della Sera. Titolone a tutta pagina: "Il nuovo Fisco? Cambieremo Equitalia" (p. 9). Poi uno va a vedere chi lo dice e scopre che trattasi del sottosegretario Casero.

6 - AGENZIA MASTIKAZZI
Fotonotizia sul Corriere: il ministro ai Beni culturali Massimo Bray in bici alla Reggia di Caserta. "Lo ha documentato su Twitter" (p. 16). E infatti interessa solo lui.

7 - TIPINI FINI
Il Giornale non molla l'osso su Fini e dintorni e oggi azzanna il mitico "Checchino", ex autista fatto deputato. "Soldi ai partiti e bancarotta: nei guai l'uomo ombra di Fini. La Procura chiede alla Camera i tabulati dell'ex deputato Fli Proietti Cosimi. I legami con Bplus e l'affaire Montecarlo. Sospetti su due milioni e il crac della società fallita nel 2007" (p. 10).

8 - AVVISI AI NAVIGATI
Qualcuno avvisi il Banana che lo Squalo Murdoch, con il quale si è riappacificato di recente, gli sta mettendo le corna con l'Ingegner Cidibbì. "Sky-L'Espresso, prove di alleanza. Sul tavolo della trattativa la migrazione di Cielo sul tasto 9 del telecomando al posto di Deejay Tv. Le modalità dell'accordo sarebbero le stesse che hanno portato Repubblica con Feltrinelli a creare la televisione Laeffe. Sul canale in chiaro potrebbero arrivare Olimpiadi, Formula 1 e la MotoGp" (Stampa, p. 23).

9 - UN DISASTRO CHIAMATO ILVA
Su Affari&Sfiganza di Repubblica meritoria analisi di Marcello De Cecco sul caso Ilva. "Crac Ilva, un'altra Montedison. Il peccato capitale dei Riva: zero investimenti e prodotti low-cost. Prima ancora dei giudici e della recessione, a condannare l'impianto è stato un imperdonabile errore di programmazione, quello di puntare sulla fascia bassa del mercato per risparmiare sugli impegni: la concorrenza cinese e indiana ha avuto gioco facile" (pp. 2-3).

10 - ULTIME DA UN POST-PAESE
Il Cetriolo Quotidiano apre uno squarcio sul girone dantesco del recupero crediti. "Confessioni di uno strozzino. ‘Ossessiona il debitore e pagherà'. Un esattore racconta il mondo del recupero crediti, le tecniche per blandire, minacciare e compromettere chi non ce la fa a pagare. Viaggio tra chi deve vedersela con rate, finanziamenti e con chi esige i soldi. Un decalogo per difendersi dagli avvoltoi della crisi. Nelle mani di 18 mila ‘agenti' pratiche per 43 miliardi. Sono i crediti insoluti affidati da banche e società finanziarie a strutture che spesso vessano debitori inermi" (pp. 6-7).

 

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