NEMMENO INTERNET SARA' PIU' UGUALE PER TUTTI - LE LOBBY VOGLIONO UNA RIFORMA DELLA NEUTRALITA' DEL WEB - AZIENDE USA COME DISNEY E NETFLIX SPINGONO PER COMPRARE CORSIE PREFERENZIALI PER VENDERE CONTENUTI AGLI UTENTI. GLI ALTRI DOVRANNO METTERSI IN CODA

Nicola D'Angelo per "il Fatto Quotidiano"

Siamo abituati a pensare a Internet come uno strumento per accedere a tutto quello che ci interessa. Oltre ai social network, alle applicazioni per comunicare o per vedere video e film, la Rete è la forma principale di fruizione di innumerevoli contenuti, soprattutto di tipo informativo e culturale.

La libertà di accedere è stata fin dall'inizio la caratteristica di Internet, ne ha consentito lo sviluppo fino a farla diventare il principale sistema di relazioni economiche e umane del pianeta. Un fenomeno che ha modificato profondamente la nostra società e che è fondato sul principio della net neutrality, la neutralità della rete. In base a esso, quando navighiamo in Rete tutti i provider di Internet, cioè quelli che ci forniscono la connessione, devono consentirci l'accesso ai contenuti che richiediamo in maniera egualitaria e alla stessa velocità, senza alcun filtro o discriminazione.

Un principio fondamentale non solo per lo sviluppo di Internet, ma anche per la libertà di ciascuno di noi, posto che attraverso la Rete sempre più si realizzano forme di partecipazione democratica e opportunità di informazione. Così fino a oggi è stato, però le cose potrebbero presto cambiare.

Gli operatori di telecomunicazioni che forniscono le reti su cui siamo connessi sono sempre più impegnati a chiedere una radicale revisione delle regole della net neutrality. Sostengono che la non discriminazione dei contenuti ha finito per favorire i grandi top player, come Google, che utilizzano il libero accesso a Internet per ricavare molti soldi e occupare la gran parte della capacità trasmissiva, senza peraltro riconoscere ritorni economici anche a chi, come loro, ha sborsato soldi per la realizzazione e il funzionamento delle stesse reti.

Una questione ancora più scottante nel momento in cui le aziende di telecomunicazioni devono compiere un ulteriore sforzo di investimento per realizzare reti di nuova generazione, quelle in fibra ottica a grande capacità di banda.

IL PARLAMENTO EUROPEO RESISTE ALLE LOBBY

Contro la net neutrality sono scese in campo anche alcune forze politiche, per lo più di destra, che in America e in Europa chiedono a gran voce una riforma delle regole di funzionamento di Internet, a partire dalla neutralità e dal copyright. Il potere politico teme infatti sempre più l'effetto critico dell'uso della Rete e ne chiede a gran voce una più rigida regolazione. Per tutte queste ragioni negli ultimi mesi si aperta una grande discussione, le cui tracce sono quasi del tutto assenti in Italia, che ha visto coinvolti in particolare l'Unione europea e le autorità Usa.

Agli inizi di aprile il Parlamento europeo ha approvato un emendamento al prossimo progetto di regolamento europeo sulle telecomunicazioni che salvaguarda la net neutrality e che molti hanno definito storico, a iniziare dagli attivisti sulle libertà della Rete. Al contrario, molte compagnie di telecomunicazioni europee hanno protestato, parlando di un ulteriore regalo agli over the top d'oltreoceano. Punti di vista radicalmente diversi che verrano sciolti dal Consiglio dei ministri europeo che deciderà dopo le elezioni del prossimo 25 maggio.Per il momento le forze del centrosinistra, in alleanza con i liberali, hanno portato a casa il risultato, però non è detto che i rappresentati dei governi la pensino allo stesso modo.

Negli Stati Uniti l'Fcc, cioè la Commissione federale delle comunicazioni, intende invece proporre nuove regole che consentiranno ai fornitori di servizi Internet di offrire una corsia più veloce attraverso la quale inviare video e altri contenuti a quei consumatori disposti a pagare di più. Le norme proposte sono una completa inversione di tendenza per la stessa Fcc sulla neutralità della Rete.

La precedente normativa era molto più favorevole, anche se in parte è stata annullata da una Corte del Distretto di Columbia. Le nuove regole, se approvate, permetteranno a una società di reti come Comcast o Verizon di negoziare con ciascuna società di contenuti, come Netflix, Amazon, Disney o Google, applicando importi diversi per assicurare un servizio prioritario. Questo potrebbe aumentare i costi per le imprese di contenuti, che quindi avrebbero un incentivo a trasferirli ai consumatori come parte dei loro prezzi di sottoscrizione.

IL TRADIMENTO DI OBAMA

I sostenitori della neutralità della Rete temono d'altra parte che il nuovo quadro finirà per potenziare le grandi società e penalizzare le start-up, che potrebbero essere la Twitter o Facebook del futuro. Le nuove proposte, elaborate dalla Fcc americana, saranno discusse nei prossimi giorni. Intanto i Democratici e vari gruppi per i diritti civili promettono battaglia. Forti polemiche sono in corso nel Congresso dove molti non vedono di buon occhio il tentativo di consentire l'approvazione di regole per Internet a due velocità e con diverse opportunità di accesso, soprattutto dopo il grande scandalo delle intercettazioni di massa dell'Nsa.

Molti sono anche delusi dal presidente Barack Obama che in campagna elettorale si era invece dichiarato un forte sostenitore della neutralità della Rete. Durante un forum in Iowa aveva spiegato: "Le lobby che chiedono che i server dai quali riceviamo informazioni debbano filtrare i contenuti e addebitare tariffe diverse vogliono distruggere una delle cose migliori di Internet, la sua incredibile uguaglianza".

 

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