dago popgiornalismo

IL CASO DAGOSPIA – ‘’IL PRIMO ELEMENTO È LA LEGGEREZZA PESANTE. NON C’È VIA PREFERENZIALE O GERARCHIA PRESTABILITA. QUESTO PERMETTE DI MANTENERE UN APPROCCIO LEGGERO, IRONICO, DISINCANTATO, SOTTRATTO A OGNI INCASELLAMENTO IDEOLOGICO’’ - INTERVISTA A SALVATORE PATRIARCA, AUTORE DEL LIBRO ‘’POPGIORNALISMO. IL CASO DAGOSPIA E LA POST-NOTIZIA’’

https://www.letture.org/popgiornalismo-il-caso-dagospia-e-la-post-notizia-salvatore-patriarca/

 

 

14 ANNI DAGOSPIA2

Salvatore Patriarca, lei è autore del libro Popgiornalismo. Il caso Dagospia e la post-notizia edito da Castelvecchi: cosa sono le post-notizie?

Per cogliere il senso del ragionamento relativo alla post-notizia bisogna fare un passo indietro e partire dall’assunto relativo alla sovrabbondanza informativa dei fatti generata dalla rivoluzione tecnologica. La capacità di conservare ogni singolo aspetto del vivere contemporaneo, sia esso personale o pubblico, è alla portata di ciascuno.

 

Popgiornalismo - Salvatore Patriarca

Questo determina un oggettivo spostamento di valorizzazione in ottica informativa: se prima sapere un fatto aveva valore, perché generava quell’asimmetria conoscitiva da poter utilizzare a proprio vantaggio, oggi tale vantaggio di posizione non è più sostenibile. A tal proposito basti pensare alla notizia dell’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl: ci sono voluti giorni prima che filtrassero i fatti, e settimane prima che fosse ricostruito tutto il contesto e la definizione degli effetti. Oggi avremmo dirette social sin dall’istante dell’accadimento.

 

Tale spostamento determina lo slittamento verso la post-notizia. Il fatto rimane il tassello originario del processo informativo e, con esso, il primo atto di trasmissione che è la notizia. La differenza è che questa connessione non equivale più all’informazione. È come se questo nesso primario fosse stato retrocesso a fondamento sul quale poi concresce l’informare, vero ambito di generazione di interesse. Questo di più è la post-notizia, la dimensione connettiva, valutativa, interpretativa, discorsiva, emotiva, che costruisce il mondo significativo dentro la quale collocare i fatti.

DAGOSPIA LETTURA OBBLIGATA - DA IL GIORNALE

 

Quali caratteri contraddistinguono il popgiornalismo?

Qui il ragionamento è ancora più oscillante. Propriamente non ha una natura informativa rispetto alla quale si vada a sostanziare, si tratta più che altro di una modalità, di un atteggiamento complessivo.

Gli elementi principali che animano tale approccio sono, senza criterio gerarchico:

Il superamento di ogni concezione dicotomica che voglia differenziare in maniera presuntiva un alto da un basso. Qui emerge con forza la dimensione di rottura con una visione tradizionale nella quale ogni successone aveva una valenza gerarchica. La politica aveva più peso dell’economia, la cronaca più della cultura. Gli spettacoli più dello sport. Nell’universo pop, dove l’abbreviazione implica un chiaro rimando alla dimensione popolare, avviene una sorta di orizzontalizzazione. Le notizie sono notizie e si misurano per il valore che hanno, per l’impatto che determinano nella vita e l’immaginario delle persone. La puntata finale di Game of Thrones vale quindi di più della nomina di un ministro.

DAGO BY VINCINOcarra DAGO ANNI DAGOSPIA DVD

 

La modifica delle forme di fruizione della dimensione informativa. Se prima valeva l’assunto hegeliano della lettura del giornale come la preghiera laica del mattino e, con l’avvento della televisione, dell’ascolto del telegiornale come preghiera laica della sera, ora nell’era digitale caratterizzata dell’idea di onnipervasività non c’è un tempo per informarsi, perché tutto è informazione.

 

Essere a conoscenza di quanto accada ha perso quel carattere di aggiunta esistenziale che serviva per essere considerato un essere umano di valore, capace di stare al mondo e relazionarsi con esso; conoscere, sapere è diventata la condizione stessa di definizione dell’esserci. Si è sapendo, si partecipa alla società informandosi, ci si relazione agli altri conoscendo. Qui si potrebbe aprire un dibattito sul valore di tali conoscenze, ma sarebbe un ragionamento di tipo assiologico che condurrebbe lontano e avrebbe bisogno dell’esplicitazione di altri presupposti.

Salvatore Patriarca

 

La regionalizzazione dei fenomeni conoscitivi. Quest’aspetto è ancora poco considerato, ma a breve verrà tematizzato con la profondità che richiede. La complessità di dati, fenomeni, capacità significative, costruzioni simboliche e azioni strategiche che contraddistingue ogni singolo aspetto dell’esistere comune si riverbera sull’ambito informativo. Una stagione sportiva come una serie tv, un reality come un evento gossip (come il Pratigate) si portano dentro una serie di implicazioni che li rendono micromondi complessi, dove chi vi entra ha la possibilità di esperire l’intera gamma del sapere necessario allo stare al mondo. Di questi micromondi complessi il popgiornalismo si fa carico, si deve far carico senza pregiudizio alcuno.

 

l'intervento di dago al new college di oxford

In che modo Roberto D’Agostino, col suo sito Dagospia, ha saputo cogliere, sin dagli albori, le possibilità offerte dal mezzo digitale?

Le questioni da affrontare sarebbero molte. Provo a sintetizzare il ragionamento, dividendolo in due grossi ambiti. Il primo riguarda la dimensione strumentale; il secondo fa riferimento alla prospettiva contenutistica.

 

Per fiuto personale, per fortuna o per necessità economica (costi infrastrutturali ridotti rispetto a qualunque creazione di prodotto cartaceo), D’Agostino punta senza tentennamenti sul web. Sceglie il digitale. Accetta quel modello di flusso informativo al quale sin dagli inizi internet ambiva e si lancia in quest’avventura. Questa scelta di campo lo libera da ogni battaglia di retroguardia rispetto alla dicotomia carta stampata/web, notizie pensate/notizie superficiali, permettendogli di essere pioniere nella costruzione di un percorso innovativo e privo di competitori paragonabili – aspetto non secondario dal punto di vista del marketing per la collocazione del prodotto rispetto a un target “autocreato”.

dago con la redazione (giorgio rutelli francesco persili federica macagnone riccardo panzetta alessandro berrettoni)

 

D’Agostino non sceglie soltanto il web, sceglie un web strutturalmente semplice. Dagospia è un sito dall’estetica minimale, dalla scarsa complessità funzionale, dall’assenza di fronzoli. È una sorta di estetica alla Google, dove il primato non è alla gradevolezza, bensì all’efficacia di funzione (nel caso specifico, informativa). In tal modo è riuscito a sottrarsi agli innamoramenti estetici grafici del momento, ha reso l’esperienza su Dagospia qualcosa di semplice, lineare, quasi banale, focalizzando tutta l’attenzione sul contenuto prodotto.

dagospia and friends a oxford

 

E qui si radica l’altra scelta essenziale di D’Agostino: la peculiarità di costruzione del contenuto. La prima e decisiva decisione è quella di inventare l’ambito post-notiziale: prendere notizie già prodotte e decostruirle, esibendone il non-detto, le dimensioni implicate, le possibili connessioni. La declinazione narrativa della pura dimensione informativa è l’intuizione di D’Agostino, il recupero di una dimensione arcaica (historìa, historeìn) che aveva proprio nella capacità di ricostruzione dei fatti la propria specificità significativa. A questo si aggiunge l’allargamento delle fonti informative. Non solo quanto garantito a livello ufficiale, ma anche il supposto, il verosimile, il piano personale dei protagonisti – in poche parole, il gossip. È come un ingrediente capace di legare, di creare nessi laddove non si vedono. Si badi bene i nessi poi vanno analizzati, vanno valutati, vanno cercati i riscontri. Ma intanto si hanno tracce impreviste, prospettive nuove, ipotesi di rimodulazione del reale.

Dago ph Porcarelli

 

E su questo, ancor oggi a quasi vent’anni della nascita, Dagospia fonda il suo vantaggio competitivo rispetto agli altri attori informativi italiani.

 

Quali sono i tratti essenziali dell’approccio popgiornalistico?

L’idea di catalogare quali potessero essere gli ambiti specifici del popgiornalismo si motiva dalla convinzione che il caso Dagospia non debba rimanere qualcosa di isolato. Già oggi molti altri organi d’informazione hanno cercato di replicare vari aspetti dell’universo significativo di Dagospia, senza però riuscire a cogliere i punti nodali che ne caratterizzano la plastica adeguatezza all’era digitale.

pietrangelo buttafuoco e roberto d agostino (7)

 

Il primo elemento è la leggerezza pesante. Nella grande commistione della vita si affronta tutto, non c’è via preferenziale o gerarchia prestabilita. Ogni dimensione si misura dal grado di propagazione significativa che genera. Questo permette, allo stesso tempo, di mantenere un approccio leggero, ironico, disincantato, costitutivamente sottratto a ogni incasellamento ideologico e di affrontare ogni argomento, dando così peso a un’offerta informativa che non si limita affatto ai soli ambiti della curiosità e del pettegolezzo.

 

Dal carattere polimorfo dell’approccio contenutistico scaturisce il secondo elemento, la dimensione inevitabilmente aperta di tale progetto informativo. È sempre un farsi e mai un fare. È sempre una proiezione sul reale in via d’aggiustamento (grazie alla scoperta di una connessione ulteriore che smentisce o conferma una congettura precedente) e mai una granitica presa sul reale. Questa dimensione in divenire è rafforzata dalla stessa modalità di fruizione: un flusso continuo nel quale si succede la miscellanea della vita comunitaria.

DAGO E TIM COOK

 

L’insistita a-morficità ideologica di Dagospia conduce al terzo elemento fondante del popgiornalismo: la libertà dell’utente. In questo rimando all’esperienza del singolo c’è forse la dimensione più innovativa. Il passaggio di Dagospia, a differenza della lettura di un giornale o dell’ascolto di un telegiornale, non è il momento conclusivo del processo conoscitivo. Non è il semplice apprendimento di qualche informazione di cui prima si difettava.

 

roberto d'agostino 4

Viceversa è l’apertura verso una proiezione di significatività, è la spinta a esplorare la validità delle congetture e delle ipotesi connettive elaborate. Informarsi su Dagospia è un processo iniziale, non conclusivo. L’amplificazione di questo inizio è nella scelta dell’utente, non più soltanto ricevente passivo. È nella libertà di costruire il proprio percorso informativo la specificità del popgiornalismo digitale, il vantaggio che esso possiede rispetto ai contenitori che rivendicano la validità del modello d’autorevolezza dell’emittente. E, rispetto alle critiche che spesso si sentono dire sul cattivo uso che l’utente compie nella definizione della propria prospettiva informativa, bisogna ricordare la ricchezza della lingua italiana che differenzia appunto la libertà dall’arbitrio.

 

roberto d'agostino 10

La distorsione personalistica, complottistica, banalizzante del processo innescato dal popgiornalismo non è il prodotto della libertà personale, bensì l’espressione dell’arbitrio soggettivistico che nella presunta forza autofondativa del “secondo me” evita la faticosa ricerca fondativa alla quale obbliga la libertà correttamente intesa.

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