proietti sordi

“IO UN MONUMENTO? MA SE NON SO MANCO ANDA' A CAVALLO” - GIGI PROIETTI SI RACCONTA ALLA VIGILIA DELLA RIAPERTURA DEL GLOBE THEATRE A VILLA BORGHESE – “L’EREDE DI SORDI? NON PUÒ ESISTERE. SORDI È UNA PARTE INTRINSECA DEL PAESE CHE HA RAPPRESENTATO IN UNA FASE STORICA IRRIPETIBILE - LA ROMANITA’? PURTROPPO SIAMO DIVENTATI TROPPO NERVOSI ANCHE NOI. DAMOSE 'NA CALMATA” - DOPO SHAKESPEARE, TOSCA, LA RIDUZIONE TEATRALE DI "CASOTTO", IL SOGNO DI CREARE "RADIO RACCORDO ANULARE” – VIDEO

 

GLORIA SATTA per il Messaggero

gigi proietti un'estate al mare

Per ripartire dopo il lockdown, Gigi Proietti si regala un impegno e un sogno. Il primo, in programma il 29 luglio, è la riapertura (in sicurezza) del Globe Theatre, lo spazio incastonato nel verde di Villa Borghese e da 17 anni punto di riferimento nella vita culturale dei romani.

 

«Ripartiremo con Venere e Adone, un poemetto che Shakespeare scrisse durante la peste di Londra mentre i teatri erano chiusi. La regia è di Daniele Salvo. Spero, visto il momento, che sia di buon auspicio», anticipa il grande attore romano.

 

Il sogno?

«Mettere in piedi Radio Raccordo Anulare, un progetto che mi frulla in testa da anni. Un'emittente gestita da giovani per tenere collegate e informate tutte le zone della città, specie le periferie: il problema, in una metropoli come la nostra, è la comunicazione. I romani devono conoscersi, non rimanere distanti come isole».

gigi proietti casotto

 

Tra i progetti di questo artista a 360 gradi che il 2 novembre compirà 80 anni senza contemplare la pensione, ci sono poi l'allestimento di Tosca e la riduzione teatrale di Casotto, il film di Sergio Citti (1977). Intanto, Gigi racconta sé stesso e il legame con Roma tra riflessioni, ricordi, la consueta ironia. «Io un monumento? Ma se non so manco anda' a cavallo».

 

Come vive il ritorno alla normalità?

gigi proietti jodie foster casotto

«Con un certo ottimismo. Sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno anche se stavolta è un po' difficile: ci terrorizzano annunciando catastrofi sanitari ed economiche per settembre con la seconda ondata del virus. Speriamo di no! Mentre i virologi non si mettono ancora d'accordo, cerco di fare al meglio quello che so fare, per la mia città. Sto dando tutto me stesso al Globe».

 

La gente ha voglia di tornare a teatro?

«A giudicare dai social, c'è grande attesa per la riapertura del nostro spazio che ha sempre fatto il tutto esaurito e rappresenta il mio fiore all'occhiello dopo l'esperienza del Teatro Tenda, la riqualificazione del Brancaccio e il Brancaccino.

 

Il nostro lavoro va difeso a spada tratta, è fragile. Il teatro è pochissimo considerato mentre, come predicava il grande Eduardo, non andrebbe tassato perché non è un business ma un servizio sociale. Quando si è deciso di chiudere i teatri per il virus, non mi è parso di udire l'urlo di dolore proveniente dagli uomini delle istituzioni. Se non fosse così, riaprirebbero il Valle».

 

Come ci siamo comportati, secondo lei, durante la pandemia?

«Molto bene, gli italiani hanno rispettato le restrizioni e lottato insieme contro il virus con grande senso civico».

 

E i romani? Si aspettava che la Capitale fosse così responsabile e disciplinata?

GIGI PROIETTI E MICHELE MIRABELLA NEL FILM BORDELLA

«Ma certo. Roma ha sempre risposto benissimo alle emergenze. Lo ha dimostrato anche nel lockdown pur essendo diventata una grande metropoli con le sue complessità».

 

Quali sono le magagne più grandi della città?

«Facile rispondere le solite buche e la solita immondizia, ma sono problemi antichi. Non a caso già Aldo Fabrizi cantava Buongiorno monnezza».

 

Le hanno mai proposto di entrare in politica?

«Sì, ma ho rifiutato. Meglio essere un discreto attore che un pessimo politico. Accetterei solo se ci fosse un dicastero per le formazioni professionali: vorrei riaprire il Laboratorio per giovani attori, ci penso seriamente e intanto ho proposto all'Accademia Silvio D'Amico di mandare i neo-diplomati a farsi le ossa al Globe».

gigi proietti foto di bacco (1)

 

È cambiata la romanità?

 «Un tempo avrei detto che la nostra prima qualità è la tolleranza, scambiata per pigrizia. Purtroppo siamo diventati troppo nervosi anche noi. Damose 'na calmata».

 

Come si sente in questa stagione della vita?

«Sereno: non mi sembra di aver fatto grossi danni né di aver perso tempo, soprattutto nei confronti della mia città. E voglio lavorare ancora».

 

Ha sassolini, sassi o macigni da togliersi?

«Qualcuno, ma ormai è diventato sabbia. Sono felice, mi sono divertito tanto e penso di aver divertito gli altri. Ho fatto teatro, cinema e avuto il grande successo popolare grazie a serie tv come Il Maresciallo Rocca».

 

gigi proietti walter veltroni francesco rutelli foto di bacco

Il momento in cui è stato più felice?

«Alla nascita delle mie figlie Carlotta e Susanna, nel periodo magico dello spettacolo A me gli occhi please».

 

Con l'età è diventato più tollerante?

«Per certi versi sì. Ma ci sono cose che non sopporto: lo squilibrio perdurante tra ricchi e poveri, le promesse dei politici che da 10 anni ripetono le stesse cose, l'evasione fiscale, la corruzione, la speculazione».

Memorabile il sonetto che lei compose nel 2003, al funerale di Alberto Sordi: vede un suo erede?

«Non può esistere. Sordi è una parte intrinseca del Paese che ha rappresentato in una fase storica irripetibile».

 

ALDO FABRIZI

 L'incubo appena vissuto ci ha resi migliori?

«Ci ha fatto capire che bisogna ripensare il sistema Italia con responsabilità, onestà, consapevolezza. Spero che siamo diventati migliori: per rimanere quelli di sempre, non serviva la pandemia. In bocca al lupo a tutti noi».

gigi proiettigigi proiettialberto sordi il vigileGIGI PROIETTIarbore proiettigigi proietti con la moglie sagitta altergigi proietti giovanni malagomattarella gigi proiettigigi proietti (2)UNA PALLOTTOLA NEL CUORE 3 GIGI PROIETTI MARCO MARZOCCAgigi proiettigigi proietti arbore proietti enrico vanzina e gigi proiettigigi proietti proiettiproiettigigi proietti

 

gigi proietti

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…