john elkann giornalisti repubblica

L’ULTIMO SCHIAFFO DI ELKANN AI GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” – YAKI, CHE STA SMANTELLANDO IL GRUPPO GEDI, SI È PRESENTATO COME SE NULLA FOSSE ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA PER I 50 ANNI DEL QUOTIDIANO FONDATO DA SCALFARI, MA È DOVUTO ENTRARE DAL RETRO PER EVITARE LA CONTESTAZIONE – HA VISITATO LA MOSTRA CON MATTARELLA A PORTE CHIUSE, PRIMA DI TUTTI E POI È SCAPPATO QUANDO SONO ENTRATI GLI INVITATI, COMPRESI I GIORNALISTI CHE ERANO PRONTI A SCANNARLO. ALL’USCITA ELKANN S’È BECCATO FISCHI E URLA: “STAI SCAPPANDO CON I SOLDI”. UN BEL COMMIATO, NON C’È CHE DIRE – IL COMUNICATO DEL CDR…

Comunicato del cdr di “Repubblica”

 

MARIO ORFEO - SERGIO MATTARELLA - JOHN ELKANN - MOSTRA 50 ANNI REPUBBLICA

La presenza di John Elkann ieri all’inaugurazione della mostra sui 50 anni di Repubblica è un vergognoso schiaffo al giornale e alle sue lavoratrici e lavoratori. Un epilogo incredibile: colui che ha comprato il gruppo Espresso sei anni fa, e che lo ha fatto a pezzi anno dopo anno, concludendo l’opera con l’annunciata vendita di “Repubblica” e della “Stampa”, colui che si è detto nauseato del mondo dell’editoria, ha avuto il cattivo gusto di presenziare con tutti gli onori all’evento che ripercorre la storia gloriosa di cui siamo orgogliosi.

 

Tra gli invitati alla presentazione della mostra non c’erano le lavoratrici e i lavoratori di Repubblica: molti di noi però erano fuori dai cancelli, circondati dagli agenti, a manifestare il nostro sdegno per questa situazione surreale e offensiva.

 

rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 4

Come ormai è noto, è in corso una vertenza che riguarda il futuro di 1.300 persone: dopo aver appreso da altri organi di stampa che la trattativa era in chiusura abbiamo chiesto di inserire nell’accordo finale garanzie occupazionali, di pluralismo democratico e la necessaria trasparenza nel condurre la vendita, dopo mesi di silenzi, omissioni, menzogne. Non abbiamo avuto ad oggi alcuna risposta concreta, se non altra vaghezza.

 

Ormai mesi fa abbiamo chiesto a John Elkann un incontro come rappresentanze sindacali del gruppo Gedi. Ci è stato rifiutato, senza nemmeno una risposta formale. Non c’è stata mai l’occasione, per anni, di avere una interlocuzione diretta con lui. La mostra di ieri però racconta una cosa semplice: il valore del lavoro. L’impegno, la dedizione, la passione di tutti quelli che, senza avere ereditato ricchezze spropositate, hanno giorno dopo giorno realizzato un prodotto collettivo che ha fatto un pezzo di storia del Paese.

rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 3

 

Il lavoro è un valore costituzionale, un diritto, che siamo impegnati a difendere. Continueremo a farlo, in prima persona e senza timori reverenziali. Questa è la storia di Repubblica, i valori con i quali siamo cresciuti professionalmente e anche umanamente.

 

Ringraziamo per il sostegno il sindacato dei giornalisti Fnsi, l’associazione regionale Stampa romana, l’Ordine nazionale dei giornalisti e i vertici dei partiti politici del centrosinistra che hanno espresso solidarietà alla redazione e alla nostra lotta. In ballo in questa vertenza non ci sono solo i sacrosanti posti di lavoro, ma anche il pluralismo necessario nel sistema dell’informazione italiana.

 

rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 9

In questi anni ci siamo battuti in numerose occasioni per difendere l’indipendenza del giornale, il rispetto dei valori fondativi di Eugenio Scalfari, quelli di un giornale «un po’ diverso dagli altri: un giornale di informazione, il quale anziché ostentare un’illusoria neutralità politica, dichiara esplicitamente di aver fatto una scelta di campo. E fatto da uomini e donne che appartengono al vasto arco della sinistra italiana».

 

Tutto questo non è in vendita. Disconoscere la propria storia non fa per noi. Lo ribadiamo a Elkann, lo promettiamo alle lettrici e ai lettori. Resta aperta la domanda delle domande, posta ai vertici di Gedi più volte e come da tradizione senza una risposta: caro Elkann, perché nel 2020 ha acquistato questo giornale e questo gruppo editoriale per poi smembrarlo?

SERGIO MATTARELLA CON MARIO ORFEO ALLA MOSTRA SUI 50 ANNI DI REPUBBLICA

 

Perché non ha presentato un piano strategico o d’investimenti in cinque anni, salvo i piani per ridurre i costi e il presidio delle attività industriali in Italia, che pure sta smantellando? Forse un domani gli storici sapranno darci una risposta e sapremo la verità, magari leggendola in una qualche mostra. Di certo la festa di Repubblica non è il posto per Elkann.

RAPPRESENTANTI DEI GIORNALISTI DI REPUBBLICA FUORI DALL INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SUI 50 ANNI DEL QUOTIDIANOCORRADO AUGIAS- SERGIO MATTARELLA - EZIO MAURO - MARIO ORFEO (ALLE SPALLE, JOHN ELKANN) - MOSTRA 50 ANNI DI REPUBBLICA MARIA ELENA BOSCHI - IGNAZIO LA RUSSA - GIANNI RIOTTA - MARIO ORFEO - MOSTRA 50 ANNI REPUBBLICArappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 1rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 2rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 7rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 6rappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 5SERGIO MATTARELLA - MARIO ORFEO - MOSTRA 50 ANNI REPUBBLICArappresentanti dei giornalisti di repubblica protestano contro john elkann foto lapresse 8MARIO ORFEO CON ROBERTO GUALTIERI E SERGIO MATTARELLA ALLA MOSTRA SUI 50 ANNI DI REPUBBLICA

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