giampaolo rossi canzonissima

“LA RAI DEI DILETTANTI ALLO SBARAGLIO PROVA A RILANCIARSI CON CANZONISSIMA'" – ALBERTO MATTIOLI AL VELENO: “LA TV È DIVENTATA L'HABITAT DI GENTE SENZ'ARTE MA PURTROPPO CON LA PARTE: UN AVANZO DI REALITY, UN RACCOMANDATO “IN QUOTA”, UN INFLUENCER. L'ORA DEL DILETTANTE È SEMPRE STATO UN CLASSICO: MA FUNZIONAVA PERCHÉ ERA L'ECCEZIONE, NON LA REGOLA. MA FORSE SONO SOLO NOSTALGIE PER QUELLA TIVÙ SÌ BELLA E PERDUTA. È IL KARMA NAZIONALE, RIMPIANGERE CIÒ CHE SI È DETESTATO. FINIRÀ CHE FRA TRE O QUATTRO OLIMPIADI QUALCUNO DIRÀ: EH, CERTO CHE QUANDO C'ERA PETRECCA…”

 

giampaolo rossi

Alberto Mattoli per la Stampa - Estratti

 

Milly Carlucci annuncia che rifarà Canzonissima, e tutti a ripetere l'ovvio al popolo: non ci sono idee, basta con l'usato sicuro, la Rai è una tivù vecchia che fa programmi vecchi per un pubblico di vecchi, eccetera. Ma sono vecchie anche queste considerazioni. Vale quindi la pena, forse, di farne un'altra.

 

(...)

Certo, in quegli anni l'Italia aveva forse la miglior televisione del mondo (e un cinema e una letteratura e un teatro eccellenti, oltre a moda e design sulla rampa di lancio), però c'è da restare basiti per una concentrazione di talenti che vanno dal grande professionista al vero genio, e perfino a un futuro Nobel. Il punto vero è che allora in televisione si andava perché si sapeva fare qualcosa, per esempio cantare-recitare-ballare-presentare-imitare e talvolta tutto quanto insieme, e lo si sapeva fare bene. La tivù pescava nel mare dello spettacolo le professionalità migliori e le valorizzava. Era un punto di arrivo, non di partenza.

 

Ora, benissimo riesumare oggi Canzonissima, ma a chi la facciamo fare? Per carità, non è che gli italiani siano diventati tutti scemi, anche se talvolta danno quest'impressione, e che i talenti siano del tutto spariti (ce ne sono molti meno, però).

 

canzonissima milly carlucci

Il guaio è che non stanno in televisione, che è diventata l'habitat di gente senz'arte ma purtroppo con la parte: il «personaggio televisivo», appunto, di solito un avanzo di reality, un raccomandato «in quota», un influencer, un opinionista che sa nulla ma parla di tutto e così via.

 

Siamo passati dalle personalità ai personaggi. E del resto, il grande successo di zia Milly non è appunto un programma come Ballando con le stelle, dove dei famosi si esibiscono in ciò per cui non sono famosi?

 

milly carlucci presenta canzonissima

L'impressione è che, dopo la politica, il populismo abbia devastato anche la tivù. Le competenze, il curriculum, gli studi, la gavetta, banalmente il saper fare qualcosa perché magari lo si è imparato, non sono più richiesti, anzi risultano sospetti. Meglio affidarsi a uno di noi, alla gente comune, a qualcuno che parla come mangia, tanto si tratta sempre di aprire la bocca.

 

L'ora del dilettante è sempre stato un classico: ma funzionava perché era l'eccezione, non la regola. Adesso l'eccezione è accendere la tivù e trovarci qualcuno che, effettivamente, sa fare qualcosa. Esattamente come non vorrei essere governato da uno come me, ma da qualcuno migliore di me, e pazienza se non sarà sempre Camillo di Cavour o Alcide De Gasperi, però nemmeno il primo analfabeta che passa per la strada, così vorrei assistere in tivù a prestazioni professionali di professionisti.

 

canzonissima 5

Ma forse sono solo nostalgie per quella tivù sì bella e perduta, per i favolosi bianco e nero di Falqui (e qui davvero, come nel caso dell'omonima benefica pastiglia, basta la parola) e in generale per un'Italia che risultava più seria anche quando si trattava di far ridere. È il karma nazionale, rimpiangere ciò che si è detestato. Finirà che fra tre o quattro Olimpiadi qualcuno dirà: eh, certo che quando c'era Petrecca…

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