LIBRI E GREMBIULI! - AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO CAMPEGGIA UN MEGA STAND DELLA GRAN LOGGIA DI PIAZZA DEL GESÙ. IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE TORINESE (IN PASSATO ACCOSTATO A GELLI): “LA MASSONERIA? E’ UNA COMPONENTE STORICA E CULTURALE DELLA SOCIETÀ ITALIANA” - E L’EDITORE DI CHIARELETTERE ACCUSA: “ECCO PERCHÉ LO SCORSO ANNO IL DIRETTORE ERNESTO FERRERO NON CONSENTÌ LA PRESENTAZIONE DEI DIARI DI TINA ANSELMI SULLA P2…”. LA SMENTITA DI FERRERO: “MA QUALE CENSURA, NON C’ERANO SALE LIBERE”. IN 51MILA METRI QUADRI SPARSI SU QUATTRO PADIGLIONI…

Massimo Novelli per "La Repubblica"

La chiamano operazione "trasparenza e chiarezza", puntano sulla comunicazione "per un recupero di credibilità" e sulla cultura. Pubblicano preziose edizioni delle avventure più esoteriche di Corto Maltese e parlano con orgoglio del ruolo avuto nel Risorgimento e della persecuzione patita durante il fascismo. Il loro punto espositivo al Salone del Libro di quest'anno, d'altronde, è tra i più vasti ed eleganti, molto più grande che in passato: circa 120 metri quadrati, che superano i 105 di un colosso come Amazon.

Si tratta dello stand della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi ed Accettati Muratori della massoneria universale di rito scozzese, obbedienza di piazza del Gesù. In un opuscolo diffuso al Lingotto, oltre a ricordare che "lo scandalo P2", cui era "del tutto estranea" ma che "ne ha ulteriormente compromessa l'immagine", la Gran Loggia elenca "alcuni massoni famosi": da Voltaire a Diderot, da Fermi a Einstein, passando per Mozart e Goethe, Churchill e Dubcek, Washington e Roosevelt, per lo stesso Hugo Pratt, "iniziato il 19 novembre del 1976 nella loggia Hermes", e per John Wayne.

La presenza della massoneria, soprattutto la sua rilevanza nei volumi e la posizione strategica nel secondo padiglione del Lingotto, non lontana da quella della Spagna, non è pertanto passata sotto silenzio. E a qualche editore, come Lorenzo Fazio, responsabile di Chiarelettere, ha fatto ritornare in mente un episodio avvenuto durante la fiera dell'anno scorso, quando si sarebbe dovuto tenere un incontro sul libro La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi, curato da Anna Vinci, che raccoglie le note scritte dall'allora presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'organizzazione segreta di Licio Gelli.

Che cosa accadde? Rammenta Fazio: «Il Salone non consentì la presentazione del libro. Ernesto Ferrero, il direttore, mi disse che non c'era lo spazio per quel tipo di dibattito. Io, pur stupito, ne presi atto, e non volli rendere pubblico il rifiuto per evitare polemiche in quei giorni. Ma adesso, a fronte del grande stand della massoneria, che pure non c'entra nulla con la P2, mi sembra doveroso parlare di quella censura al lavoro della Vinci».

Ferrero respinge le accuse quasi con sdegno: «Ma come si fa a chiamare in causa la censura? Semplicemente non c'era più un posto libero dove tenere la presentazione, era tutto prenotato. Figuriamoci poi se mi metto a raccontare delle frottole a Fazio, che conosco da trent'anni! Sono sospetti davvero bizzarri».

Rolando Picchioni, presidente della fondazione del Salone del Libro, sostiene, invece, «di cadere dalle nuvole». Il suo nome era stato accostato anni fa alla loggia di Gelli, ma lui ha sempre affermato di avere chiarito tutto e di non avere avuto nulla a che fare con la P2. E replica a Fazio: «Una censura per quel libro? Non ne ho mai saputo niente, anche perché non avrei certamente proibito di presentarlo». Nessun problema neppure per lo stand della Gran Loggia d'Italia: «Non vedo stranezze. La massoneria è una componente storica e culturale della società italiana».

 

MASSONERIA RAFFILicio Gelli x LORENZO FAZIOTina AnselmiErnesto Ferrero

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)