little tony

LITTLE TONY, BIG TRIVELLA! "SALTÒ L’INCONTRO CON ELVIS PER UNA SCAPPATELLA” – LA FIGLIA CRISTIANA CIACCI RICORDA IL PADRE E LA SUA PASSIONE PER LE DONNE: “AVEVA CERTI GUSTI, TUTTE TETTONE E CULONE" - A SANREMO 2023 GINO PAOLI RACCONTÒ CHE SUA MADRE LO AVREBBE TRADITO IN CASA MENTRE LUI ERA AL CANTAGIRO: “FALSITÀ SU DUE PERSONE CHE NON CI SONO PIÙ, BASSEZZE. HO CHIESTO LE SUE SCUSE, MAI RICEVUTO NEMMENO UNA PAROLA” – I DISPETTI ALLE AMANTI, LA MIA ANORESSIA DI CUI SI VERGOGNAVA E IL CIUFFO: “COSTRINGEVA A TINGERSI ANCHE I FRATELLI E L’AUTISTA DELLA BAND”

Giovanna Cavalli per corriere.it -Estratti

little tony

 

«Papà aveva tre grandi passioni: musica, donne e motori».

In che ordine?

«A pari merito. Faceva collezione di auto, almeno 10, chiuse nel box riscaldato. Le sue preferite erano la Cadillac Biarritz celeste con due punte e la Eldorado bianca con interni di pelle rossa. Le tirava fuori nelle giornate di sole, schierate a semicerchio davanti al portico. Apriva gli sportelli per fargli prendere aria, le lucidava. Ogni domenica mi portava a fare un giro: “Dai, Cris, andiamo al mare”. Arrivati sul vialetto che conduceva al cancello della villa, mi faceva sedere tra le sue ginocchia e mi insegnava a guidare. Io tenevo il volante, lui i pedali. Avrò avuto 6 anni. E magari era una Ferrari».

 

(...)

Non c’era quasi mai.

«Se fosse stato più presente, sarebbe stato un grande padre. Buono, generoso, allegro. Gli piaceva circondarsi di personaggi assurdi, che giravano per casa. Come un piccoletto che sembrava Carlo Delle Piane, una specie di tuttofare. Papà gli affidava un orologio da riparare, una giacca da smacchiare. Lui non riportava mai niente, se li vendeva. O un omone alto e grosso, che andava chissà dove e tornava, che so, carico di scatole da scarpe. “Belle, ma sono 46 e io porto il 42”. “A Tony, e che per 20 mila lire volevi pure il numero giusto?”.

cristiana ciacci little tony

 

Lui si divertiva come un pazzo. A pranzo la domestica non sapeva mai per quanti apparecchiare. Dall’una alle tre la gente si presentava senza invito. Citofonava e basta, che papà ci fosse o no. Era una mensa sempre aperta. Ha aiutato tantissime persone, gli pagava i conti».

 

Però?

«Però con me purtroppo c’è stato poco. Sempre in giro di qua e di là, miliardi di concerti. Mamma in viaggio. Mi lasciavano con la nonna o la governante. Avevo tutto. Pure una piscina olimpionica in giardino. Ma avrei voluto un fratello o una sorella con cui giocare. Passavo mesi da sola. E questo mi ha causato tanti problemi. Per 12 anni ho sofferto di anoressia. Una malattia che mio padre non ha mai riconosciuto. “Ma che ci vuole? Basta che apri la bocca e mangi”. Ci ho messo tempo a capire che reagiva così per ignoranza. E in certi momenti sì, l’ho detestato».

 

Cantavate insieme.

little tony

«A volte non voleva portarmi sul palco, diceva che ero troppo magra. Mi arrabbiavo. “Almeno mettiti un bolerino che ti si vedono tutte le ossa”. Le gambe restavano più muscolose, ho fatto danza per tanti anni. Ma sopra ero uno scheletro. Non mi ha voluta nemmeno quel 9 marzo del 2013 a I migliori anni di Carlo Conti. La sua ultima apparizione in tv, allora non poteva saperlo. “Porto un’altra corista, così non ci vieni, la gente mi fa domande e io non so cosa rispondere”. Litigammo di brutto».

 

Lo ha perdonato?

«Sì. C’era un grande amore, tra me e mio padre. Per questo ci soffrivo tanto. Siamo nati lo stesso giorno, il 9 febbraio. Stesso carattere».

 

(…)

Con le sue conquiste però, lo ha raccontato lei, non era tenera: «Le ho massacrate».

«È che papà aveva certi gusti… tutte tettone e culone. A ognuna trovavo un difetto: questa è nasona, questa ha una risata brutta, questa parla burino. Una veniva da Teramo, aveva i capelli biondi corti, la chiamavo Nonna Papera. Si portava il cambio: dopo pranzo andava in bagno e tornava con un altro vestito».

 

cristiana ciacci little tony

Dispetti, alle poverette?

«Certo. Una sera, era la vigilia di Natale, che per me e papà era il giorno più importante dell’anno. Tavola apparecchiata con il servizio buono, quaranta posate, otto bicchieri, tutti i parenti. La festa della famiglia, insomma. Invece lui aveva portato quella lì. Carina, per carità, ma non il 24. Dopo cena, parlando con nonna, mia complice, dissi a voce alta: “Certo papà avrebbe proprio bisogno di avere accanto una brava donna di casa, una che pulisce e mette tutto a posto”. “Eh sì, come hai ragione”. Il mattino dopo trovammo la cucina splendente, stoviglie e pentole lavate e impilate. Era stata lei, avrà fatto le sei di mattina».

 

Una le stava simpatica.

«Giovanissima, del Nord. Gli si era appiccicata, non aveva capito che sarebbe stata una frequentazione breve, anche se papà era molto chiaro. Chiamava di continuo sul telefono fisso. Un giorno le risposi: “Lui non c’è, però ti do un consiglio: dimenticati questo numero. Mio padre non ti pensa proprio, sei una delle tante, tu lo vedi come il principe azzurro ma non è così, te lo dico perché ti voglio bene”. Non si è più sentita. Papà si chiedeva: “È sparita, chissà come mai”».

 

Ogni tanto la scambiavano per una sua fidanzata.

little tony giuliana brugnoli

«Beh sì. Ma ne ha avute pure più piccole di me. “Non pretenderai che la chiami matrigna, eh?”».

 

A Sanremo 2023 Gino Paoli raccontò che sua madre lo avrebbe tradito in casa mentre lui era al Cantagiro.

«Falsità su due persone che non ci sono più, bassezze. Ho chiesto le sue scuse, mai ricevuto nemmeno una parola».

 

L’appuntamento (mancato) con Elvis Presley.

«Il suo mito. Per un periodo, da ragazzi, hanno avuto la stessa etichetta discografica. Era riuscito ad ottenere un incontro tramite il colonnello Parker. Ma all’ultimo momento non ci andò. Indovini perché: per uscire con una ragazza appena conosciuta. Rimase il suo grande rimpianto».

little tony giuliana brugnoli

 

Ciuffo rigoglioso e nero.

«Era fissato con i capelli, usciva sempre ben pettinato, ordinato, vestito, mocassini o stivaletti col tacco. Usava flaconi di brillantina. Aveva un bagno gigante in cui teneva duemila prodotti, boccette, lozioni. Costringeva a tingersi pure i fratelli e Maurizio, detto “Il Cinese”, l’autista del pulmino della band, un conducente dell’Atac. “Levati quel grigio, altrimenti ci invecchi il gruppo”. Però lui, per risparmiare, se la faceva da solo: a volte veniva rossiccio, a volte scuro tipo lucido da scarpe».

 

(...)

 

Non voleva che i nipotini lo chiamassero nonno.

«Aveva il terrore di non piacere più al pubblico femminile, di sembrare vecchio. Quando gli ho annunciato di aspettare il primo figlio — ne ho cinque — l’ha presa malissimo: “Che tragedia”. Poi ha capito che l’immagine di nonno rock invece andava forte».

L’ultima cosa che le disse.

«Il giorno prima di morire: “Cris, mi raccomando, cerca di essere felice, perché lo vedi come passa in fretta la vita?”».

CARRA LITTLE TONYRAFFAELLA CARRA LITTLE TONYlittle tony rita pavone mino reitanociacci little tonyLITTLE TONYLITTLE TONYLITTLE TONY E IL FRATELLO ENRICO CIACCI Raffaella Carra e Little Tony 5 - Foto Farabola

 

Ultimi Dagoreport

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…