cairo

‘LO SO, DICONO DI ME CHE HO IL BRACCINO CORTO. FORSE È ANCHE VERO, MA…’ - CAIRO DICE CHE ‘NON È IL MOMENTO GIUSTO DI ENTRARE IN POLITICA, SI RISCHIA TROPPO'. MA CHE NEL NOSTRO PAESE CI SONO ‘180 MILIARDI DI SPRECHI’. NELL'INTERVISTA CESARE LANZA LO RICOPRE DI COMPLIMENTI E LO SCONSIGLIA DI PRENDERE CALABRESI: ‘HO SENTITO CHE POTREBBE ANDARE A GOOGLE, CON UN INCARICO EUROPEO. UN POSTO MAGNIFICO: COMPENSI ALTISSIMI, VIAGGI CONTINUI, RELAZIONI IMPORTANTI ANCHE SE INUTILI’

 

 

Cesare Lanza per “la Verità

 

Appuntamento al Sant Ambroeus, in Corso Matteotti a Milano. Pasticceria e ristorante, ma soprattutto il bar milanese amato da una certa élite di alta borghesia, per l' aperitivo: all' ora di punta puoi trovarci chiunque, anzi «la qualunque», come dicono da queste parti nel gergo meneghino. Mi accoglie un cameriere deferente: «Venga, il dottor Cairo vuole sempre un tavolo d' angolo, se non è d' angolo non si siede... Ma non è ancora arrivato».

Non è ancora arrivato, e arriverà dopo più di mezz' ora. I ritardi di Urbano Cairo sono celebri, così come presumo che siano rare le proteste.

 

URBANO CAIRO CORRIERE DELLA SERA

Quanto a me, non protesto: il patron del Corrierone, di Rcs, del Torino e di La 7 avrà pur qualcosa da fare, più di noi oscuri mortali! E comunque gli ho chiesto io un incontro, come d' abitudine, un paio di volte l' anno. È un uomo schietto, raramente reticente, dunque interessante.

 

Quando finalmente arriva, il tavolo d' angolo lo soddisfa, ma le fronde di una pianta invadente ci disturbano. Subito arriva la proprietaria a scusarsi regalmente e a chiedere se l' illustre cliente abbia bisogno di qualcosa. Cairo da decenni utilizza il Sant Ambroeus come un ufficio per le relazioni: sorride, si alza e allontana la pianta con le sue mani.

 

«Come sta Walter Mazzarri?», gli chiedo subito.

«Bene, anzi benissimo. Ha avuto solo un semplice malore, come può capitare a tutti...».

 

Sei soddisfatto?

«Certo. È un ottimo tecnico, un' ottima persona. Un po' ansioso perché ha grande passione per il suo lavoro».

 

La classifica...

«Il Toro dovrebbe avere molti punti in più. Qualche incomprensione arbitrale, diciamo così. Anche sfortuna. E colpa nostra; potevamo chiudere qualche partita subito, poi finita in pareggio...».

 

urbano cairo

Pentito di non aver ceduto Belotti?

«Si rifarà. Ha il gol nel sangue!».

 

Sai che sono genoano. E ti invidio gli ex genoani che hai in squadra... Ben cinque! Moretti, Rincon, Iago Falque, Ansaldi, Izzo...

«Ottime scelte, tutti molto bravi».

 

Scegliere, decidere. Ecco, hai tante qualità, ma una mi sembra fondamentale.

«E quale?»

 

Sai aspettare il momento giusto. Con pazienza. Ma quando decidi, difficilmente sbagli un colpo.

«Non ci avevo mai pensato».

 

Prima prudenza, poi determinazione: è la storia della tua carriera.

«Addirittura!».

 

tiziana panella urbano cairo myrta merlino

Volevi debuttare con Silvio Berlusconi, da ragazzo, e riesci a farti prendere, a essergli vicino, come desideravi. Poi decidi di andartene, con un certo coraggio. Avevi sfondato nella pubblicità, diventi editore. Passo dopo passo, quanti colpi: i giornali popolari, La 7, il Toro, il Corriere della Sera, Rcs. Non vedo erroracci e neanche errori. Forse anche perché non butti mai un euro. Dicono che hai il braccino corto.

 

«Lo so e forse è anche vero. Ma c' è una verità più profonda. Non sopporto gli sprechi. Tagliare gli sprechi è importante. Mai licenziato qualcuno, non ho mai buttato per strada una famiglia».

 

Beh, qualche licenziamento sì.

«Alcuni dirigenti. Pochi, però. Se un dirigente non segue gli indirizzi editoriali, è inevitabile esonerarlo».

 

E così anche al Corrierone e in Rcs hai rimesso le cose a posto. C' era scetticismo. E anche molta attesa. Come sempre, soprattutto per la direzione del Corriere. Luciano Fontana è il direttore giusto?

romina nizar cesare lanza (3)

«Certo! È bravo. Equilibrato, esperto, lavoratore, diplomatico... Forse non la pensi così?».

 

Non devo insegnare niente a uno come te! Ho un mio metro di giudizio, per valutare lo spessore delle persone.

«E qual è?».

 

Ci sono quelli a cui darei le chiavi di casa, sono pochi; alla maggior parte, no.

«E allora?».

 

A Mazzarri e Fontana darei le chiavi in mano, senza un attimo di dubbio.

«Appunto. È l' espressione giusta».

 

Ti sto facendo troppi complimenti, i soliti noti mi prenderanno in giro. Ma io adoro la qualità, magari in Italia funzionasse così! Perciò ti ho dato il Premio Socrate per il merito. Fatto sta che anche in Rcs e al Corriere hai sistemato i conti.

«Senza un giorno di sciopero. È importante. Abbiamo dovuto mettere qualcosa a posto, tagliare un po', cambiare. Ma il sindacato ti segue, se la politica è giusta».

 

La politica... Prima o poi entrerai in politica.

«Ma no!».

mazzarri frustalupi

 

Ma sì!

«E dai, è un chiodo fisso questa idea, per voi giornalisti».

 

A me sembra inevitabile. Al momento giusto lo farai. Sarò presuntuoso, ma credo di aver capito cosa ci sia, tra le altre cose, alla radice della tua indecisione.

«Sentiamo».

 

Per fare bene in politica bisognerebbe fare il contrario di ciò che la gente vuole sentirsi dire.

«Forse è così».

 

E tu non sei uno che fa sparate, non racconti balle: «musse», come dicono a Genova. Però... Non avrai problemi, come capo di un impero, ma i voti bisogna prenderli.

«E dai, insisti: ti dico che non ho nessuna voglia di entrare in politica».

 

Al momento.

«Al momento. Oggi. Ma anche ieri e domani: nessuna voglia».

luciano fontana

 

Però in Italia ci sarebbe bisogno di mettere a posto i conti, finalmente.

«Questo sì. Nessuno può negarlo».

 

Lo vedi? Ci pensi.

«Che c' entra? Tutte le persone bene informate e di buon senso ci pensano. Ci sono almeno 180 miliardi di sprechi, di costi inutili, di soldi buttati al vento, nel bilancio dello Stato».

 

Hai fatto i conti. Ci pensi!

«Tutti lo sanno...».

 

Ma tu sei quello che si mette lì, a tavolino, zitto zitto, e poi, senza traumi, taglia e taglia...

A questo punto, proprio mentre stavo arrivando al punto, uno sketch inatteso.

Al Sant Ambroeus entra Giancarlo Aneri e si avvicina al nostro tavolo, per salutare Cairo. È atteso a un tavolo accanto al nostro, dove già siedono Sandro Neri, direttore del Giorno, e Umberto Brindani, direttore di Oggi. Aneri è un imprenditore veronese - ottimo il suo prosecco - diventato famoso per aver inventato il premio «È giornalismo»: all' origine i giurati erano, nientemeno, Indro Montanelli, Giorgio Bocca ed Enzo Biagi. Di recente ho scritto di Giorgio Bocca, Aneri mi ringrazia perché ho citato il suo premio.

fiorello con giancarlo aneri michelle hunziker giorgio gori

 

Dico a Cairo: «Tempo fa con Aneri ci vedevamo assiduamente. Poi una volta ho scritto che manco per sbaglio, neanche un solo anno, il premio era andato a un giornalista non dico di destra, ma di centrodestra... Sarà una coincidenza, ma da quel giorno non ci siamo più visti».

 

«Ma non è vero, è la vita che allontana...», mi rimbecca Aneri, sorridendo.

«Ti ricordi» gli chiedo, «l' ultima volta che ci siamo incontrati, solo casualmente?». «In un ristorante romano?». «Esatto. E tu flirtavi con Mario Calabresi...». «È vero! Stimo moltissimo Calabresi, è davvero un grande...», dice Aneri e si lancia in una appassionante sequela di elogi per il direttore di Repubblica. A chiudere, si rivolge a Cairo, fino a quel momento silenzioso, imperturbabile: «Dovresti assumerlo al Corriere, come editorialista», esulta quasi, con convinzione.

 

«Ma no...», obietto. «Ho sentito che potrebbe andare a Google, con un incarico europeo. Un posto magnifico: compensi altissimi, viaggi continui, relazioni importanti anche se inutili...».

BOCCA ANERI E BIAGI PREMIANO ANTONIO RICCI

«Quanto sei velenoso», risponde Aneri e insiste con Cairo: «Al Corriere sarebbe un magnifico editorialista!».

 

E rivolto a me: »Diglielo anche tu...». Sono in imbarazzo e provo a imitare la voce di Totò, come faccio qualche volta: »Posso? Azzardo? Mi garantisci ordunque che non ti dispiace?». Aneri annuisce, il patron del Corriere è sempre sorridente e silenzioso. E allora mi rivolgo proprio a Cairo: «Non fare mai una sciocchezza simile!». Qualche sommessa risata accoglie la mia impertinenza, la cosa finisce lì.

 

Quando ci salutiamo, Cairo si offre di accompagnarmi in auto - sono in ritardo anch' io - al Baretto, dove ho appuntamento con Francesca Moratti, figlia di Gianmarco: per qualche minuto rievochiamo l' amico petroliere, scomparso di recente. «A proposito di conti», dico.

«Gianmarco fin dagli anni Settanta aveva capito in quale baratro si stava cacciando il bilancio del nostro Stato...».

 

E Urbano, che conosce bene anche Francesca, annuisce.

Io insisto con tenacia.

 

Allora, mi dici se entrerai in politica o no?

mario calabresi direttore de la repubblica (6)

«Mi hai detto che so aspettare il momento giusto. Ma la prudenza prevale e mi dice che i rischi sono pericolosi».

 

Una volta mi hai detto che giocavi a poker, perdevi e hai chiesto consigli al giocatore vincente. Hai imparato, hai giocato ancora, ti sei rifatto e hai smesso. Il punto è sempre quello, anche a poker: fare la mossa giusta al momento giusto.

«Non mi piace l' azzardo. Il poker mi intriga, bisogna saper ragionare. Il casinò non mi piace, la roulette è assurda. Non mi conosci, non ho mai più preso le carte in mano. Anche se mi piacerebbe».

 

Se vuoi che organizzi una partitona...

«Caro Cairo», gli dico infine, «per il nostro incontro non avevo pensato a un' intervista, ma la conversazione mi sembra interessante. Non ho preso appunti, non ho registrato niente... Vorrei perciò scrivere qualcosa. Se non ti dispiace». E lui: «Mi fido. Rischierò. Spero però che non ci siano problemi».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…