1. LOREDANA BERTE': ‘’ZERO È STATA LA DELUSIONE PIÙ GRANDE. ORMAI CREDE DI ESSERE DIO’’ 2. ‘’HO AVUTO UNA VITA PIENA E INTENSA, HO SCOPATO SOTTO CENTINAIA DI CIELI AZZURRI E I MIEI 65 ANNI ME LI SONO GUADAGNATI. PERÒ NON ME LI SENTO. HO TANTE CURIOSITÀ INAPPAGATE’’ 3. “NON ESISTE POLITICA, MA SOLO UNA MASSA DI VENDITORI DI MATERASSI, SÌ, TANTI MASTROTA” 4. NUOVO ALBUM DI COVER E DUETTI CON DUE CANZONI INEDITE DESTINATE A FAR RUMORE

Mario Luzzatto Fegiz per “Sette - Corriere della Sera”

 

ZERO CONTI BERTEZERO CONTI BERTE

«Ho capito che non è finita anche quando i titoli di coda sono già passati», proclama una lucida e vivace Loredana Bertè. La maschera tragica di qualche anno fa è sparita; al suo posto una serena consapevolezza. Ma il dolore e la rabbia covano sotto la cenere e sublimano in una forte progettualità. Il suo libro ‘’Traslocando’’ edito da Rizzoli è alla terza ristampa, ma la partita con il grande pubblico sul terreno musicale si gioca in questi giorni con un album dal titolo emblematico ‘’Amici non ne ho... ma amiche sì’’, 17 cover di successi del repertorio Bertè realizzate in duetto con altrettante colleghe fra le quali Patty Pravo (Mi manchi), Fiorella Mannoia (motore del progetto – con Il mare d’inverno e In alto mare), Elisa (E la luna bussò), Alessandra Amoroso (Sei Bellissima), Paola Turci (Luna).

LOREDANA BERTE TRASLOCANDO BIOGRAFIALOREDANA BERTE TRASLOCANDO BIOGRAFIAloredana berteloredana berte

 

L’album contiene due canzoni inedite destinate a far rumore: ‘’È andata così’’ scritta da Ligabue, molto rock, che offre un disincantato bilancio sintetico della travagliata e affollata vita dell’artista, e un’altra, davvero incredibile, intitolata ‘’Il mio funerale’’, ironico brano scritto da lei e da un autore sconosciuto, tal Maburno, sui colleghi che sistematicamente piangono a uso delle telecamere ai funerali. «Vi son di quelli» dice Loredana «che non se ne perdono uno e beatificano l’artista appena deceduto». Esilaranti i versi in cui immagina le proprie esequie: «La mia foto in prima pagina, nome a carattere cubitali... non ve lo perdete! Unica data! Non c’è replica!».

 

loredana berte, platinette e aida cooper loredana berte, platinette e aida cooper

Com’è nato il progetto dei duetti? «Da un’idea di Fiorella Mannoia con la quale condivido, oltre che stima e amicizia, l’astio contro Renato Zero, che ha avuto dei comportamenti discografico-finanziari scorretti nei nostri confronti (per usare un eufemismo). Insomma, niente di meglio di un comune nemico per suggellare l’alleanza e festeggiare così quarant’anni di carriera. Fino ad adesso le coalizioni musicali, tipo quella di Morandi e Baglioni in Capitani Coraggiosi, erano una prerogativa maschile. Per la verità, un uomo nel progetto c’è: Carlo di Francesco, che ha cesellato gli arrangiamenti. Fra i più belli quello di E la luna bussò affidato a Elisa. Fu un reggae ante litteram per il quale abbiamo fatto arrivare dalla Giamaica il percussionista di Bob Marley».

loredana berte mia martiniloredana berte mia martini

 

Dal suo ultimo libro si ha l’impressione che lei tende a vedere il mondo solo attraverso le proprie ferite.

loredana berte renato zeroloredana berte renato zero

«È vero. Tanti anni fa ho litigato con la vita e così, in conflitto con lei, ho vissuto tutti questi anni. No, non ho fatto la pace con il mondo. Purtroppo il tempo non cancella tutto, anzi non cancella niente. Ma i bilanci si fanno alla fine. Io vivo questo momento non come una fine, ma come un nuovo inizio. Ho voglia di fare un sacco di cose, per esempio doppiare un film di Tim Burton, che ne so, La sposa cadavere che era il mio preferito».

 

Un’infanzia davvero infelice, genitori cattivi, un padre descritto come un mostro, gli inizi al Piper Club, un rapporto complesso di amore odio con la sorella Mia Martini morta prematuramente il 12 maggio 1995, una forte personalità passionale e trasgressiva. Nella sua vita due figure maschili fortemente negative: suo padre e Borg. È riuscita a superare queste laceranti esperienze? E c’è qualche uomo che si salva?

«Direi nessuno, a parte Mario Lavezzi. Zero è stata la delusione più grande. Ormai crede di essere Dio».

 

loredana berte roberto bergerloredana berte roberto berger

Qual è stato il suo percorso umano e artistico?

«Ho cominciato a lavorare nelle cantine, quando il Teatro Sistina non ci voleva. Bill Conti e Tito Schipa jr mi portavano in giro per le case discografiche (inutilmente perchè ci cacciavano). Poi andai a Città del Messico e, mentre mi trovavo lì, appresi che stavano mettendo assieme un cast per una versione italiana di Hair. Così decisi di tornare a Roma, non prima di avere fatto una capatina a New York per vedere la versione originale del musical. Imparai la parte a memoria, arrivai al provino preparatissima e mi affidarono il ruolo di Jeanie (che in una scena appare completamente nuda)».

 

loredana berte aida cooperloredana berte aida cooper

«Per gli uomini che ho amato» ricorda Loredana «ho sempre fatto follie. Io amavo le sorprese e decisi di farne una al mio ragazzo di allora, Roberto Berger. Io volavo spesso a Boston dove lui studiava (o faceva finta). Decisi di fargli una sorpresa per il suo compleanno e mi presentai a casa sua infiocchettata come un pacco regalo. Mi ero conciata così sul taxi, con l’autista che mi prendeva per matta. Ma lui non c’era, o meglio probabilmente era con un’altra. Scoprii anche che era ricchissimo, mentre io tiravo la cinghia per volare da lui. Non mi rimase che prendere la mia valigia, disfarmi dei fiocchetti e tornare all’aeroporto. Mai fare sorprese».

loredana berte loredana berte

 

In questi anni difficili chi le è stato vicino?

«Nessuno. La mia famiglia è stata l’agenzia che cura le mie serate».

 

Trasloca spesso?

«Sì, ma inutilmente. Io in qualche modo attiro sempre rumori, calcinacci e risse condominiali: nella casa di via Ariosto a Milano mi allagavano e mi assordavano i vicini del piano di sopra, in una casa di via Compagnoni c’era davanti un cantiere stradale sempre aperto. E indovini dove abito adesso? Proprio davanti al cantiere principale della linea 4 della metropolitana. In passato mi ribellavo spaccando tutto con una mazza da baseball. Adesso metto le cuffiette a tutto volume e sopporto».

 

loredana berte    loredana berte

Com’è nata la collaborazione con Luciano Ligabue per il brano È andata così?

loredana  berte roberto bergerloredana berte roberto berger

«Io non l’avevo mai conosciuto. Ha fatto tutto Fiorella Mannoia. Lui ha accettato di scrivere il brano a condizione di potermi parlare personalmente. E l’incontro c’è stato nell’hotel di Roma dove lui trascorre le vacanze estive. Mi sembra una scelta intelligente invece di farsi deportare in qualche minuscolo atollo della Maldive. Piscina e musei. Ha scritto il brano, l’ho inciso e lui, dopo avermi abbracciato, mi ha detto una cosa bellissima: “Nel tuo canto si avverte la presenza di Mimì”».

loredana   berte roberto bergerloredana berte roberto bergervince tempera, loredana berte e mario lavezzivince tempera, loredana berte e mario lavezzi

 

Che cosa pensa dei talent show?

«Ho partecipato ad Amici e ci ritornerò fra poco. Per me è stata una grande sorpresa. Non pensavo di essere all’altezza, perché è difficile giudicare questi ragazzi. Amici mi piace perché include nella gara anche il ballo. Io sono sempre stata innamorata della danza ed ero pure amica di Bob Fosse. Ho fatto un provino e Maria De Filippi mi ha detto che funzionavo. È un lavoro faticoso, che implica attenzione e gusto per la ricerca. Cerco, anche in caso di bocciatura, di non infierire. Certo, se ti capita uno come Mattia Briga, un figlio di papà presuntuoso che non sapeva fare niente, allora mi arrabbio. Si rifiutava di cantare brani di Celentano, diceva che è roba vecchia. Sì, vecchia, gli dicevo io: 250 milioni di copie vendute in tutto il mondo, colui che ha inventato perfino una lingua inglese maccheronica. Tu a questo gli puoi pulire le scarpe».

 

loredana    berte aida cooperloredana berte aida cooper

Lei è sempre stata una lettrice di giornali, spettatrice di radio e tv. Ha un’idea politica?

«No perché non esiste politica, ma solo una massa di venditori di materassi, sì, tanti Mastrota. Sono tutti in tv e nessuno che lavora. Odio i talk show, per colpa dei quali un film annunciato per le 23 parte alle 0.30 perché Quarto Grado sfora di un’ora e mezzo. Una truffa per lo spettatore, come cambiare in corsa l’orario ferroviario».

 

Lei è rock?

«Io sono nata rock, io sono la quintessenza del rock, ma rock nello stile di vita, no a chiacchiere. Con quell’inferno di famiglia in cui sono cresciuta, rock voleva dire indipendenza».

 

Nel libro Traslocando lei fornisce descrizioni crude, giudizi spietati e taglienti.

mia martini loredana bertemia martini loredana berte

«Ho scritto una prima versione con la pancia, poi l’ho riscritto in bella copia con la testa e con il cuore. Ma nudo e crudo alla Bukowski. Oggi ho qualche acciacco, dopo che mi sono rotta il femore tre anni fa. Ho avuto una vita piena e intensa, ho scopato sotto centinaia di cieli azzurri e i miei 65 anni me li sono guadagnati. Però non me li sento. L’anagrafe non corrisponde a quello che sono io dentro. Ho ancora tante curiosità inappagate».

loredana berteloredana berte

 

Ha ancora voglia d’innamorarsi?

«No, perché trovo così ovvi gli uomini, costruiti più sull’apparire che sull’essere. L’unico che è riuscito a stupirmi nel bene e nel male è stato Borg».

 

Rimorsi e rimpianti.

«Rimorso? Non aver mai detto più spesso a Mimì: “Ti voglio bene”, non aver preso quel telefonino che lei mi voleva regalare e che forse avrebbe potuto rendermi raggiungibile al momento buono. Rimpianti? Non aver fatto più guai di quelli che ho combinato».

 

Freak Antoni (Skiantos) intitolò un suo libro Non c’è gusto in Italia a essere intelligenti. È davvero così?

loredana berte mario lavezzi remo serrangeliloredana berte mario lavezzi remo serrangeli

«Siamo di passaggio, l’intelligenza dovrebbe farci capire l’essenza di questo nostro stato transitorio terreno. Io spero ardentemente che ci sia un’altra vita dove re-incontrare mia sorella Mia Martini. Io credo che debba esistere una seconda possibilità, un girone di ritorno, per rimediare agli errori fatti in quello di andata».

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…