RIDE BENE CHI REED ULTIMO - SOLO DOPO DECENNI RIUSCIAMO A CANONIZZARE I DISCHI DI LOU REED - LA RIEDIZIONE DI ‘WHITE LIGHT WHITE HEAT, GLORIOSO SUICIDIO COMMERCIALE, CHE APRÌ LA STRADA AGLI ANNI ‘70

Alessandro Gnocchi per "il Giornale"

Ci sono dischi che sono gloriosi suicidi commerciali. Lou Reed era un esperto in materia. Dopo la hit mondiale di Transformer (1972) volle incidere Berlin (1973), flop annunciato. Quando tutti si aspettavano l'album del rilancio, se ne uscì con Metal Machine Music (1975), un oceano di rumore in cui annegavano armonie appena percepibili, l'equivalente in rock del monolito di 2001. Odissea nello spazio.

Da quel momento Reed giocò nella serie B delle star, torneo riservato a fuoriclasse seguiti da un pubblico fedele, ma da cui l'industria non si aspetta grandi numeri. Era la fine che voleva fare. Nel 1965 Lou Reed, ex autore a cottimo di 45 giri di successo, decide di interpretare i propri brani e fonda i Velvet Underground insieme con il violista/bassista/ tastierista John Cale. Si aggiungono poi il chitarrista Sterling Morrison e la batterista Moe Tucker. Andy Warhol sposa la causa dei Velvet Underground, che diventano la band della Factory, il laboratorio creativo della New York fine anni Sessanta.

La parola d'ordine è pop (art). Musica senza compromessi, spettacoli innovativi. Trionfo artistico, tonfo commerciale. Il primo 33 giri, The Velvet Underground and Nico
(1967), noto come Banana Album per via della trasgressiva copertina di Warhol, vende nulla. In compenso, come vuole la leggenda, chiunque ne abbia acquistato una copia fonderà una band storica, per desiderio di emulazione.

Al secondo giro, i Velvet, se possibile, fanno di peggio, cioè di meglio, e consegnano all'attonita casa discografica Verve White Light White Heat ( gennaio 1968). Oggi quest'album viene celebrato con una edizione speciale che, oltre a belle foto e un saggio di David Fricke, include un live parzialmente inedito e tutti i brani scartati dalla scaletta definitiva. Materiale fondamentale. Con gli «avanzi» dei Velvet, Reed infatti apparecchierà una parte importante (quella di successo) della carriera solista. Il gruppo comunque esclude tutte le canzoni «normali », appetibili dal mercato, pubblicando invece il materiale intransigente.

Cosa c'è di diverso in White Light White Heat ? Tutto. Siamo nell'estate del 1967. Mentre in California gli hippies festeggiano la summer of love , a New York i Velvet incidono un disco brutale sotto ogni aspetto. Ai coretti della West Coast, oppongono un muro di distorsione senza eguali.

L'obiettivo è un caos organizzato in cui i musicisti suonino l'uno contro l'altro, armati del volume degli amplificatori Vox. Ai sogni di pace e amore, rispondono con l'incubo di Sister Ray , 17 minuti di sesso e violenza. Roba da far sanguinare le orecchie. All'esplosione di colori psichedelici, contrappongono una copertina ispirata da Warhol: il tatuaggio di un motociclista stampato nero su nero (appena si intravede in controluce).

Reed scrive testi perfetti, tra i pochi a reggere la pubblicazione in volume senza provocare imbarazzo in chi legge. È lui stesso a spiegare quali siano le fonti d'ispirazione. Reed dice di aver guardato al free jazz e di aver voluto tradurre nel linguaggio rock le improvvisazioni di Ornette Coleman e Cecil Taylor. Gli esplosivi assolo, i migliori in assoluto di Lou, sono il tentativo di utilizzare la chitarra «come un sax, o addirittura come una intera sezione fiati.
La distorsione serve proprio a questo, oltre a nascondere all'ascoltatore le piccole pause in cui decido quale nuova direzione prendere ».

Come paroliere, Reed guarda a Burroughs ma soprattutto a Hubert Selby Jr, irregolare (vero) della letteratura Usa e voce di New York, in particolare di Brooklyn, dove Lou, morto nel 2013, è nato nel 1942. (I libri di Selby Jr da leggere sono Ultima fermata a Brooklyn e Canto della neve silenziosa , editi da Feltrinelli). Da lì arrivano paranoici, criminali e schizzati protagonisti di A gift e Sister Ray . «C'era un'America selvaggia e interessante di cui nessuno cantava» taglia corto Reed.

L'album sarà un bagno di sangue dal punto di vista delle vendite e anche dei rapporti personali all'interno della band. John Cale verrà costretto alle dimissioni per divergenze non meglio specificate. In compenso reputazione e influenza di White Light White Heat crescono anno dopo anno.

Stessa sorte toccata a tutti gli album dei Velvet, a Berlin e perfino all'«inascoltabile» Metal Machine Music. Segno che il rock può sedersi alla tavola delle arti reputate «maggiori». Senza averne la spocchia.

 

LOU REEDLOU REEDLOU REEDLOU REEDLOU REEDLOU REED

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...