IL MAGO E LA CAPRIA - UN LIBRO SUI SEGRETI E LE BUGIE E LE FOLLIE PER I SENSITIVI DI FELLINI

Raffaele La Capria per il "Corriere della Sera"

Sì, è vero, di libri su Fellini ne sono stati scritti tanti, nemmeno su Giuseppe Verdi si è scritto tanto, gli diceva per provocarlo la Fallaci in un'intervista; ma un libro amoroso come questo di Gianfranco Angelucci Segreti e bugie di Federico Fellini (Luigi Pellegrini editore, pp. 328, € 18) non lo aveva scritto nessuno con la stessa devozione.

Sembra quasi che l'autore parlando del suo amico e maestro parli di se stesso, del proprio «amarcord», con una nostalgia e un rimpianto che ancora gli mettono il cuore in subbuglio. Che vita è stata la sua all'ombra del grande Federico! Che emozioni egli gli deve! Com'era bello e vivo e interessante tutto quello che faceva quando lavorava per lui scrivendo sceneggiature e collaborando con lui in tutti i modi!

Quante persone, cose e fatti passavano davanti ai suoi occhi e occupavano la sua mente quando c'era Fellini, come la realtà si confondeva con la favola e veniva ogni giorno inventata, trasfigurata dal mago: questo si sente leggendo il libro che tanti anni dopo Gianfranco Angelucci gli ha dedicato.

Anch'io ho conosciuto Fellini e c'è stato un tempo in cui l'ho frequentato, e ricordo anch'io com'era bello parlare con lui perché all'improvviso veniva fuori nella conversazione qualcosa che rassomigliava a quell'«ideina» di cui scrive in questo libro Angelucci, un'ideina da cui poi per misteriose e a volte tortuose vie nascevano i suoi capolavori.

Una sera passeggiando mi raccontò di come lui bambino si identificava con la madre, e come una volta dalla sarta la madre, mentre provava un vestito in una stanza, punta da uno spillo gridò: ahi! Il grido arrivò nella stanza vicina dove il piccolo Federico aspettava e lui all'improvviso sentì la puntura e una piccola macchiolina di sangue apparve sul suo braccio.

Se la sta inventando questa storia, pensai, ma poi la misi in un mio racconto.
Federico era un grande improvvisatore, gli piaceva sorprendere: il libro è pieno di queste improvvisazioni e sorprese. Angelucci ci appare come uno spettatore incantato da tutto quel che girava intorno a Fellini, a cominciare dalla moglie Giulietta, cui dedica pagine di delicata attenzione: la descrive sempre lieve e gentile, quando c'erano a casa degli ospiti e le capitava di portare un piatto «le sue movenze seguivano un'invisibile coreografia».

Il rapporto tra Giulietta e Federico era «inestricabile», inestricabile e unico, e forse ne La strada ve n'è un accenno. Il set di Federico era il rifugio di molti sensitivi che arrivavano da ogni parte, «illusionisti e fantasisti», soprattutto maghe come Pasqualina che lui andava a trovare a Porto Civitanova, Luciana «la pericolosa» che prediceva malattie, Barbara Fortuny che abitava nei quartieri alti, e altre più familiari come Claudia che abitava a Palazzo Taverna. Fellini non chiudeva nessuno spiraglio sul mondo che evocavano.

Durante la preparazione del Satyricon, per esempio, ricorse più volte alle doti di Genius, un gay radioestesista; il suo cinema deve molto a questa sua inclinazione. «Federico era un essere di confine, abituato a destreggiarsi sul limitare di un'esistenza irradiata dall'inconscio, appena una sottile parete di carta velina lo separava dal mondo sconosciuto, pertanto veniva raggiunto e spesso disturbato, da tutto ciò che agiva e premeva al di là di quella impalpabile barriera». E quando da quel mondo sconosciuto apparve, con Mastorna, terribile e minacciosa l'idea della Morte, tutto s'inceppò e qualcosa come un presentimento lo fermò.

Non solo Federico frequentava maghi e maghe, era lui stesso a mettere in moto magie quando creava, e lo faceva in modo elementare, da artigiano, con pochi mezzi, come nella famosa sequenza del Rex, la grande nave carica di tutti i sogni che passa vicina e inarrivabile davanti agli occhi attoniti di chi la guarda dalla banchina.

Vale la pena di sentire come Angelucci descrive le riprese: «Gli sono bastati la piscina dello stabilimento e una grande sagoma del transatlantico dipinta su cartone e masonite... davanti alla prua due getti delle pompe idrauliche per simulare i baffi dell'onda... e il muggire di una sirena che accompagnava la prodigiosa apparizione.

Insomma quel memorabile pezzo di cinema fu creato «usando forbici, colla e pezzi di carta», in maniera semplice e artigianale, perché per Fellini «era lecito anche ricostruire la superficie del mare con sacchi di plastica nera della spazzatura, illuminati a luce radente dai riflettori e agitati fuori campo dai macchinisti».

Sono tali e tante le notizie che si ricavano dalla lettura di questo libro, ma è soprattutto il dato affettivo, la fedeltà e la riconoscenza verso il Maestro, quello che colpisce. E poi tutto il resto, tanto che mi vien voglia di fare un elenco di tutte le cose che non sapevo, prima di averlo letto.

Non sapevo bene degli inizi di Fellini, del suo rapporto con Fabrizi, con Rossellini, con la Magnani, non sapevo che Sordi avesse messo tanta fatica a venir fuori, non sapevo fino a che punto arrivava l'ossessione di Fellini per la donna e quante amanti aveva avuto, non sapevo che di Mastroianni diceva «è l'unico attore americano che abbiamo», non sapevo l'origine del nome Paparazzo, e non sapevo tante altre cose, «segreti e bugie», che questo libro mi ha rivelato, e tra tutte, e non ultima, il valore dell'amicizia.

 

Federico Fellinilapresse federico fellini5 federico fellini mario marenco cinec1277GIORGIA MELONI GIULIETTA MASINA Mario De Biasi Federico Fellini Giulietta Masina e Anthony Quinn Venezia cm x x

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…