caso orlandi film di faenza

IL CINEMA DEI GIUSTI - MARCINKUS COME UN GANGSTER CHE FUMA IL SIGARO, INTRECCI TRA MAFIA VATICANA E BANDA DELLA MAGLIANA: ''LA VERITÀ STA IN CIELO'' DI ROBERTO FAENZA HA IL PREGIO DI RIAPRIRE IL CASO ORLANDI - LA RAGAZZA, PROBABILMENTE UCCISA DALLA 'BANDA', È SCOMPARSA IN QUALCHE COLATA DI CEMENTO

Marco Giusti per Dagospia

CASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELOCASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELO

 

Fan del caso Orlandi, del cinema di denuncia alla Damiani-Ferrara e di Chi l’ha visto? questo è il film per voi. Magari non tutto funziona in questo film-inchiesta sul caso Orlandi ideato e diretto da Roberto Faenza, La verità sta in cielo, che lo ha scritto con Pier Giuseppe Murgia e Raffaella Notariale, due autori storici proprio di Chi l’ha visto?, il programma che più volte ritornò sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, ma almeno ha il pregio di riaprire il caso con una tesi forte, che è poi quella della famiglia e del fratello Pietro, e di farlo seguendo un modello di cinema oggi considerato da fiction tv, ma assolutamente di genere.

CASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELOCASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELO

 

In realtà, anzi, Faenza mischia più modelli di cinema di genere, quello, come si è detto alla Damiani-Ferrara, molto seventies, quello dei noir più recenti alla Romanzo criminale, visto che i protagonisti sono Renatino De Pedis e la sua fidanzata Sabrina Minardi, interpretati con grande vigore da Riccardo Scamarcio e Greta Scarano, e quello della ricostruzione alla Chi l’ha visto?, veri e propri piccoli film firmati allora da registi come Alberto Cavallone o Gian Loreto Carboni, molto legati al cinema.

 

E’ curioso, semmai, che questa operazione la faccia Roberto Faenza, che ha toccato il cinema di genere sì, Cop Killer, H2S, ma in maniera più originale. E lo faccia dopo averci dato un altro film-inchiesta, ma televisivo, sul caso di Simonetta Cesaroni.

 

La tesi di Faenza e dei suoi sceneggiatori pistaroli è questa. Emanuela Orlandi è stata rapita da De Pedis e dalla Banda della Magliana, legati sia ai servizi segreti deviati che alla mafia vaticana di Marcinkus, per ritorsione contro Calvi, oltremodo indebitato con loro. I soldi servirono al Vaticano e al papato di Wojtila per appoggiare Solidarnosc in Polonia contro il potere sovietico.

 

La ragazza, probabilmente uccisa dagli uomini di De Pedis, è scomparsa in qualche colata di cemento, magari in una costruzione a Torvajanica, come sostiene l’uomo di fiducia del cassiere della Banda della Magliana. Esisterebbe, infine, un dossier del Vaticano sul caso che era stato promesso agli inquirenti italiani in cambio dell’apertura della bara in Sant’Apollinare dove era stato sepolto De Pedis (e dove si pensava fosse stato nascosto il corpo della ragazza), ma questo dossier non è mai stato consegnato.

EMANUELA ORLANDIEMANUELA ORLANDI

 

Né la giustizia italiana né la giustizia americana sono infine riuscite a arrestare Marcinkus, protetto dallo stato del Vaticano fino a oggi. Ma perché Marcinkus è intoccabile? Perché De Pedis venne sepolto a Sant’Apollinare? Chi erano i veri burattinai di De Pedis?

 

Per raccontare tutto questo in due ore, che sono poche, Faenza parte proprio dalle ricostruzioni di Chi l’ha visto? e dal personaggio della giornalista del programma, Raffaella Notariale, interpretata da Valentina Lodovini, che incontra nei giorni d’oggi un’altra giornalista, di finzione questa volta, Maria, Maya Sansa, che è stata inviata da un’emittente inglese a indagare sullo scandalo di Mafia Capitale e sui rapporti di Massimo Carminati, “Er Cecato”, con la Banda della Magliana.

 

La Notariale racconta a Maria i suoi incontri con Sabrina Minardi, cioè Greta Scarano, già fidanzata di De Pedis, Scamarcio, e la sua verità, per molti versi anche contraddittoria, sul caso Orlandi e sui veri responsabili. Quel che esce non è solo la versione di Faenza e dei suoi sceneggiatori sulla scomparsa della ragazza, ma l’intreccio incredibile che si delinea tra Marcinkus, i poteri politici italiani, la malavita romana nell’arco di più di trent’anni ancora attivi ai tempi di Mafia Capitale. In tutto questo, Faenza vede come un segnale forte di apertura da parte di Papa Francesco aver riconosciuta come morta e non solo scomparsa Emanuela Orlandi.

 

CASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELO -SCAMARCIOCASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELO -SCAMARCIO

Senza entrare oltre nel caso Orlandi, anche se la verità di Faenza verrà forse contestata da chi pensa che Sabrina Minardi abbia detto molte bugie e che un possibile colpevole sia invece il fotografo mitomane Marco Accetti, che giunse a autoaccusarsi, diciamo che il film ci interessa di più quando apre alla ricostruzione della storia Renatino-Sabrina.

 

In realtà vorremmo vedere quel film, cioè un'altra versione di Romanzo criminale con Scamarcio e Scarano protagonisti, belli e dannati. Non solo fra i due c’è parecchia alchimia, ma lì il film recupera anche un mood da poliziesco che ci piace particolarmente, specialmente quando punta sull’erotismo, elemento fondamentale del genere. Funziona meno quando entrano in campo le due giornaliste con gli spiegoni.

 

CASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELOCASO ORLANDI - FILM LA VERITA' STA IN CIELO

Perché non si riesce a raccontare tutta questa complessissima storia con dei riassunti chilometrici di due attrici. Notevole, invece, aver dipinto Marcinkus come un gangster che fuma il sigaro, cosa che ci riporta direttamente al Jude Law Young Pope di Sorrentino e che svela come una delle tendenze del cinema italiano di oggi la Mafia Vaticana. In pratica, pur apprezzando il gran lavoro di ricostruzione che fanno Faenza e i suoi sceneggiatori, sullo schermo il genere finisce sempre per trionfare. Detto questo Scamarcio-Scarano davvero notevoli. In sala da giovedì.

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