boschi renzi maggioni campo orto verdelli rai

E ORA CHE CE FAMO CON LA RAI RENZIANA? - MAZZUCA, CONSIGLIERE D'OPPOSIZIONE: ''BISOGNA DARE VOCE AL 60% DEGLI ITALIANI CHE HA VINTO IL REFERENDUM EPPURE È STATO AZZITTITO IN RAI, NEL DILAGARE DI RENZI E DEI SUOI''. MA CON LA RIFORMA IL POTERE È TUTTO IN MANO A CAMPO DALL'ORTO, E TOCCHERÀ AL PROSSIMO GOVERNO DECIDERE COSA FARE A VIALE MAZZINI. PROBABILMENTE NULLA FINO ALLE ELEZIONI...

 

Giancarlo Mazzuca per il Giornale

 

Giancarlo Mazzuca Giancarlo Mazzuca

Adesso bisogna dare più voce al 60 per cento degli italiani, quelli che hanno vinto il referendum. La maggioranza silenziosa del Paese - come veniva considerato, a torto o a ragione poco importa, il fronte del No - chiede ora alla Rai di voltare pagina e di mettersi completamente al servizio di tutti i cittadini. E con qualche ragione, aggiungo io. Al di là delle assicurazioni che ci sono state date durante la campagna elettorale che è finita come è finita, Renzi & C., sono infatti sembrati eccessivamente sovraesposti nella tv pubblica.

 

FRECCEROFRECCERO

Mi è venuta in mente, a questo proposito, una frase di Leo Longanesi, il romagnolo doc maestro di Montanelli, che diceva «Mussolini ha sempre ragione»: non siamo più nel Ventennio, ma Matteo, stando a certi programmi televisivi, aveva sempre ragione. Ma, come spesso succede, il troppo stroppia e, come molti addetti ai lavori avevano pronosticato, la presenza mediatica incontrollata si è poi rivelata un «boomerang» per lo stesso premier dimissionario e per la ministra Boschi.

carlo freccerocarlo freccero

 

Eppure, non più tardi di due settimane fa, ai tre consiglieri d' amministrazione Rai - Arturo Diaconale, Carlo Freccero ed il sottoscritto - che, sulla par condicio e sulla delicatezza della situazione, avevano chiesto un Cda d' urgenza, era stato risposto picche, come fossimo mosche moleste, perché, ci è stato detto, esiste già un organismo ad hoc, l' Agcom, che controlla il tempo riservato agli schieramenti in campo.

 

arturo diaconalearturo diaconale

Ma, evidentemente, non avevamo poi torto perché, pochi giorni dopo la nostra richiesta, i vertici sono stati comunque convocati proprio sullo stesso argomento dalla commissione bicamerale di Vigilanza Rai.

 

Il problema sul tappeto, in realtà, non è stato tanto il tempo concesso ai due fronti - tot minuti al Sì, tot ai sostenitori del No - quanto, piuttosto, il trattamento delle notizie e il pluralismo dell' informazione radiotelevisiva pubblica. Si è messo, infatti, in atto un sofisticato bombardamento mediatico volto a magnificare l' operato del governo Renzi e a denigrare tutti gli altri. Ci sarebbe pure da ridire sulla collocazione di molti argomenti.

renzi campo dall orto coldagelli sensi dietro le quinte di politics foto fq insiderrenzi campo dall orto coldagelli sensi dietro le quinte di politics foto fq insider

 

Faccio un esempio: allorché si doveva annunciare il calo della produzione industriale, la notizia andava in onda su un tg del pomeriggio, alle 16 e 30, ma quando si è parlato dei dati sulla discesa della disoccupazione, ecco il servizio, in grande evidenza, sul telegiornale delle 20. Smentendo tante piccole furbizie, l' esito del referendum è, comunque, già acqua passata: ora la Rai deve guardare avanti.

 

Se, nelle prossime settimane, il problema del pluralismo dell' informazione resterà assolutamente prioritario - così come possibili redde rationem a prescindere dal cambio della guardia a Palazzo Chigi - il colosso radiotelevisivo dovrà affrontare a stretto giro di posta altre, grandi, emergenze. Bisogna, infatti, sciogliere il nodo del bilancio, sia perché il governo Renzi ha annunciato, anche a fini elettorali, un nuovo taglio, per il 2017, del canone a 90 euro annuali, sia perché è fondamentale razionalizzare i conti Rai.

CAMPODALLORTO RENZICAMPODALLORTO RENZI

 

Poi c' è l' urgenza del rinnovo della concessione che è scaduta ed è necessario trovare qualche via d' uscita alla disposizione dell' Istat che equipara la Rai ad un ente pubblico tout court. Dobbiamo anche risolvere il problema del tetto annuale degli stipendi che include anche i cachet, alcuni favolosi, degli artisti ingaggiati. Tanta carne al fuoco, dunque. Ho sentito Freccero e Diaconale e ci siamo trovati completamente d' accordo: per il bene della Rai, siamo ancora disposti a collaborare a patto che, archiviati gli interessi di Renzi, si cominci davvero a cambiare marcia.

 

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...