luca paolo andrea pucci

“MELONI DECIDA: O DIFENDE I COMICI O LI QUERELA” - LUCA BIZZARRI E PAOLO KESSISOGLU PARLANO DEL CASO PUCCI: "SONO TROPPI I COMICI CHE STRIZZANO L'OCCHIO ALLA POLITICA, CHE SALGONO SUL PALCO DEL LORO ONOREVOLE PREFERITO. LA SATIRA IN TV? NON ESISTE. CI SIAMO NOI, CROZZA, UN PO' DIEGO BIANCHI CON 'PROPAGANDA LIVE'. MA IN RAI È SPARITA. FORSE GLI ULTIMI SIAMO STATI PROPRIO NOI CON QUELLI CHE... DOPO IL TG, CHIUSO PER LASCIARE SPAZIO AI TALK DEL TG2 DI SANGIULIANO” - VIDEO

 

Adriana Marmiroli per “la Stampa” - Estratti

 

Nel pieno del polverone mediatico sollevato dal caso Andrea Pucci a Sanremo, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, ormai da anni dalla ribalta di Dimartedì con Floris su La7, difendono la trincea della satira, come faranno anche stasera. 

luca e paolo imitano leonardo maria del vecchio 4

 

Un vostro commento sull'affaire Andrea Pucci? 

Luca: «Mi sa che sarà una nuova puntata della serie "hanno tutti torto". Tutti a chiedersi: Pucci fa ridere, o no? Nessuno può decidere per gli altri cosa li fa ridere. 

 

A me la sua comicità diverte. 

 

Il suo sedere nudo annunciando l'invito a Sanremo mi ha fato ridere. La risata è cosa davvero soggettiva. Come ogni comico, anche lui ha il suo stile e il suo linguaggio. 

 

Se non ti piace non lo vai a vedere a teatro, oppure cambi canale. Comunque: gliel'ho anche scritto che sbaglia a darla vinta a quattro deficienti su Twitter. E sbagliano ovviamente i politici che si appropriano di queste cose in un ribaltamento dei ruoli. La Presidente del Consiglio che scende in campo in difesa di un comico dopo averne querelato uno... O li difendi o li quereli: decidi. 

luca e paolo imitano leonardo maria del vecchio 3

 

Ma mi pare molto grave anche la sua affermazione: "Se al Festival avesse partecipato Pucci, secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica». 

 

Paolo: «I colleghi non si toccano. L'unico elemento su cui mi interrogo è quanto e quale peso e potere si dà ai commenti "social". Per quanto mi riguarda è un accadimento sovradimensionato». 

 

L.: «Dopodiché si impone un'osservazione: sono troppi i comici che strizzano l'occhio alla politica, che salgono sul palco del loro onorevole preferito, che accettano inviti a convention, manifestazioni e kermesse di partito. Io sullo stesso palco non ci salgo, neanche di uno che mi sta simpatico. Non siamo sullo stesso binario. E poi voglio mantenermi libero di irriderlo quando voglio». 

 

luca e paolo prendono per il culo la petizione contro sergio mattarella 4

Al netto delle ultime polemiche, come va la satira in tv? 

L.: «Direi che non esiste. Ci siamo noi, Crozza, un po' Diego Bianchi con Propaganda Live. Ma in Rai è completamente sparita. Forse gli ultimi siamo stati proprio noi con Quelli che... Dopo il tg, chiuso per lasciare spazio ai talk del Tg2 di Sangiuliano». 

P.:«Non benissimo, ma forse solo perché passata di moda sui canali tradizionali. La nuova ondata di stand up – molto aggressiva e dal linguaggio innovativo – preferisce esprimersi sui social e a teatro. Comunque, a noi va bene, direi: la realtà supera la fantasia e noi dobbiamo solo limitarci a sottolineare fatti desunti dalla cronaca. Così tanti che non ci riesce di stargli dietro». 

I pro: la materia non manca. 

 

E i contro? 

P.: «Ogni volta per stare nei tempi della nostra "Copertina" siamo costretti a tagliare argomenti comunque assai succosi. La velocità: dopo un'ora l'argomento di punta è già bruciato e superato». 

luca e paolo prendono per il culo la petizione contro sergio mattarella 6

L.: «L'accavallarsi dei ruoli: con i politici che non vogliono ombre al loro lavoro di comici. E la relativa ripetitività. 

Ora per rinnovare contiamo molto sulla scissione vannacciana: più che il generale, sulla squadra che si sta formando intorno a lui. Certo, non è bello augurarsi il peggio». 

 

Parliamo un po' della vostra ultima vittima, Leonardo Maria Del Vecchio, per la cui imitazione avete avuto unanimi apprezzamenti. 

P.: «Era già nel nostro mirino, ma era una lettura facile: figlio di papà che si lamenta della sorte, ma intanto dorme su una montagna di dobloni. Poi però ha parlato da Gruber. Altro che non hanno un amico. Questi o hanno solo nemici, o i loro amici sono convinti davvero di quello che dici e fai: "Vai, che fai il botto". E in effetti lui il botto l'ha fatto». 

L. «Le imitazioni in genere sono territorio di Paolo. In questo caso, però, anche se non è il mio mestiere, avrei dovuto farlo io, per una qualche somiglianza. Convinti che qualcuno di quel branco di iene dei nostri colleghi si sarebbe buttato prima di noi, eravamo incerti sul che fare. Poi il doppio nome ci ha illuminati: Leonardo e Maria, due teste in uno». 

 

(...)

luca e paolo prendono per il culo la petizione contro sergio mattarella 2

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