MINETTI, VOCI SU UN FILM HARD - SCHERZI: UNA POSSIBILE LOCANDINA DEL FILM PORNO DI SARA TOMMASI (CHE CI FACEVA OGGI A TERMINI?) - SAPETE PERCHÉ SOLO IERI È STATA COMUNICATO L’ARRIVO DI SAVIANO AL FESTIVAL DELLE IDEE DI ‘’REPUBBLICA’’? - PARA-OMONIMI: QUELLI DELLA RAI LIST - DAGO DISCO- NIGHT - CELENTANO E’ “VIVO>” - ISPETTORI PER MADONNA - LA MUSSOLINI AMA IL NONNO - SCHETTINO COLPÌ DUE VOLTE IL FONDO - FEDE SI SALVA - ARISTON ADDIO? FAZIO PRESENTERÀ IL FESTIVAL MA NON SI SA DOVE…

1- http://www.cadoinpiedi.it/ - Come riporta il blog "Non leggerlo", la foto che vedete è stata da poco scattata in un ristorante situato nel pieno centro di Roma. Alla faccia delle crisi, l'ex ministro Ignazio La Russa si gode in santa pace la sua aragosta. Per carità, nulla di male, o di strano. Con lo stipendio che gli paghiamo può permettersi questo ed altro. Con i tempi che corrono, tuttavia, un po' di buon senso non guasta. Il buon esempio dovrebbe esser proprio della classe dirigente, ma in Italia, purtroppo, non è così.

2- Sapete perché solo ieri è stata comunicato l'arrivo di Saviano a Bologna al Festival delle Idee di Repubblica? Per motivi di sicurezza non può essere annunciato gli spostamenti e appuintamenti dell'autore di "Gomorra" se non una settimana prima.

3- Un leghista a Roma. Venerdì 22 giugno, alle ore 18.00, presso l'Auditorium dell'Ara Pacis in via di Ripetta 190 a Roma, presentazione del libro "Un'eccezione chiamata Tosi". Interverranno l'autore del libro, Stefano Lorenzetto, e il sindaco di Verona Flavio Tosi. Conduce Enrico Cisnetto.

4- Oggi Marcello Junio Clerici, creatore del blog http://retropensieroliberale.blogspot.it/ , si è divertito a pensare a una possibile locandina del film porno di Sara Tommasi, e ha creato questa perla: un immaginario film di Jean Luc Godard, prodotto da Alain Sarde e Ruth Waldburger, dal nome "Seigneuriage". Già pronto per il Festival di Cannes, ha ricevuto l'arduo patronato di Les Inrocks, Casa Pound, Bilderberg, Compro Oro, Gennaro Mokbel e George Soros, i MeetUp di Beppe Grillo e, chiaramente, dello Studio Legale Marra.

5- Carlo Rossella per "il Foglio" - Aspiranti del cda Rai, con curriculum. Fuori dai gangheri Luciano Canfora e Giovanni Sabbatucci, illustri storici. Non sono loro. Sono para-omonimi quelli della Rai List.

6- Dal "Corriere della Sera - Edizione Roma" - Per tutti quelli che non amano la musica techno e preferiscono la disco più morbida, la festa di apertura di Angelina (via galvani 24/a), potrebbe essere l'occasione per un pò di revival. Già dall'aperitivo, sulla terrazza del locale del Monte dei Cocci, ci saranno i dj Roberto D'Agostino, Corrado Rizza e Marco Trani, formazione consolidata e amata da tutti gli appassionati di dance '80...."

7 - Dal "Corriere della Sera" - A 18 anni dalla sua ultima esibizione, Adriano Celentano torna a esibirsi dal vivo in concerto. Il Molleggiato salirà sul palco dell'Arena di Verona per due spettacoli, l'8 e il 9 ottobre. A 74 anni, dopo dischi e programmi di successo e dopo essere stato protagonista all'ultimo Sanremo, Celentano sembra aver ritrovato la voglia di esibirsi. Gli ultimi concerti live del cantante risalgono al 1994. Tre anni dopo, nel 1997, Celentano si era esibito davanti a Papa Giovanni Paolo II al Meeting Eucaristico di Bologna.

8- Dal "Corriere della Sera" - Gli ispettori del Lavoro e i carabinieri del ministero del Lavoro hanno effettuato l'altro ieri a Roma e ieri a Milano dei controlli sulle condizioni di sicurezza e di regolarità delle imprese impegnate nell'allestimento dei concerti di Madonna, contestando violazioni in materia di salute e sicurezza. L'azione di verifica rientra nelle attività programmate nel settore dei pubblici spettacoli, anche in seguito alla morte di due operai ai concerti di Jovanotti e Laura Pausini.

9- Dal "Corriere della Sera - Edizione Roma" - Ancora notti romane per Madonna, dopo il concerto allo stadio Olimpico. Ieri sera si è presentata, in sella a una Vespa noleggiata, al ristorante «La Nuova Pesa» di via Garibaldi a Trastevere. Jeans, giubbotto e l'immancabile mazzo di fiori, la star del pop ha gustato cacio e pepe, gnocchi, mozzarella in pasta sfoglia, insalata di rucola selvatica e funghi e una selezione di dolci. Evidentemente non è a dieta. Per il ritorno, però, ha preferito una più comoda auto con autista, lasciando Vespa e casco al ristorante.

10 - Da "la Repubblica" - «Decide di fare un film hard? Si dimetta». Nel mirino Nicole Minetti, consigliere regionale Pdl in Lombardia, l'igienista dentale indagata nel caso Ruby per favoreggiamento della prostituzione. Stando a una indiscrezione del settimanale Diva e Donna, starebbe pensando di girare un film porno. E questo spinge il Pd a chiederne le dimissioni. «La rivelazione è agghiacciante - attacca in una nota il vicepresidente del Consiglio lombardo, Sara Valmaggi - Minetti fa parte del gruppo di lavoro impegnato da mesi nella stesura di una legge contro la violenza sulle donne ma non vi ha quasi mai partecipato. Preferisce dedicarsi all'hard, lo faccia ma si dimetta dal Consiglio e restituisca dignità all'istituzione. E si dimetta anche Formigoni che l'ha voluta nel listino».

11- Da "la Repubblica" - Mentre la Camera è riunita per votare la fiducia posta dal governo sul ddl anticorruzione, la deputata pdl Alessandra Mussolini, seduta nel suo scranno, firma vecchie fotografie del nonno, il duce. La collega leghista Carolina Lussana le si avvicina e tira fuori da una busta due immagini di Benito Musso-lini, in posa plastica e mentre fa il saluto romano, che la deputata pdl dedica e autografa.

La scena passa inosservata a gran parte dell'aula al lavoro ma non sfugge ai teleobiettivi dei fotoreporter che la immortalano. E le immagini fanno il giro del web suscitando indignazione e polemiche. «Ormai abbiamo oltrepassato il segno. Questo è un episodio molto triste», si scandalizza il democratico Cesare Damiano. «Nel Bundestag non ci potrebbe mai essere un deputato che si chiama Hitler. Dopodiché un po' di sobrietà non guasterebbe», attacca Paola Concia. «E allora? Che c'è di male? È mio nonno», si stupisce Alessandra Mussolini.

12- R. I. per "la Stampa" - La Costa Concordia urtò due volte contro i fondali al largo dell'isola del Giglio. E il comandante Schettino udì distintamente i due colpi. È questo quanto emerge dall'analisi fonica della scatola nera della nave da crociera, in queste settimane sotto esame da parte dei periti nominati dal tribunale. I due colpi si sentono a distanza di qualche secondo.

La ricostruzione dei periti è che il primo colpo avvenne contro scogli che affioravano al largo del Giglio (l'urto che provocò lo squarcio di oltre 70 metri sulla chiglia della nave) e il secondo, più rumoroso, avvenne contro le Scole (lo scoglio di cui un grande frammento è rimasto incagliato nella nave). Compito dei periti sarà anche valutare il comportamento del comandante tra il primo urto e il secondo.

Nel frattempo il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, in accordo con Costa Crociere ha deciso che l'enorme masso da 80 tonnellate ancora incagliato nella nave diventerà il monumento alle vittime del naufragio del 13 gennaio scorso. Non si è ancora deciso dove il monumento sarà posizionato. Una prima ipotesi lo vuole a Giglio Porto, una seconda sott'acqua, dove venne sradicato dalla nave. Nelle vicinanze ci sono già il Cristo degli Abissi e il monumento ai caduti subacquei.

13- Dal "Giornale" - É salva la liquidazione di Emilio Fede: il tribunale civile di Milano ha respinto la richiesta di sequestro dei beni dell'ex direttore del Tg4, a partire dal trattamento di fine rapporto, avanzata dal curato­re del fallimento di Lele Mora. Il curatore sosteneva che il crac dell'impresario era stato causato, tra l'altro, dai versamenti di denaro effettuati da Mora a favore di Fede. Ma il giudice Giuseppina Ester Perfetti, della quinta sezione civile, ha ritenuto che manchi il «grado minimo di certezza» necessario per il sequestro preventivo dei beni.

La vicenda scaturisce dal prestito di due milioni e 750mila euro fat­to da Silvio Berlusconi a Lele Mora, che aveva chiesto il suo aiuto per evitare il fallimento delle sue società. A fare da intermediario della richiesta era stato Emilio Fede. E poco dopo Fede aveva ricevuto da Mora una parte, circa 350mila euro, dei soldi che il Cavaliere aveva versato all'amico in difficoltà.

Per questo, Fede è stato incriminato per concorso nella bancarotta della Lm Management, la società di Mora. Nel frattempo il curatore del fallimento individuale di Mora aveva chiesto che il giudice sequestrasse i beni del giornalista. Ma il giudice scrive che «le somme non risultavano specificamente destinate a risollevare le sorti della ditta individuale Lele Mora», tanto che vennero impiegati da Mora anche per pagare conti del ristorante e acquistare una Mercedes.

14- RS per "il Giornale" - Fabio Fazio, come ha confermato ieri il direttore di Rai Uno Mauro Mazza, condurrà la prossima edizione del Festival di Sanremo. Tuavvia non si sa dove. «Merito» dell'Imu, la tassa meno amata dagli italiani. «L'anno prossimo il Festival di Sanremo lo facciamo al Mercato dei Fiori di Valle Armea» ha detto il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato (Pdl), a margine della cerimonia di consegna della Bandiera Blu a 13 stabilimenti balneari dell'Imperatrice.

Non sarebbe una novità assoluta. Già nel 1990, al Mercato dei Fiori, si tenne la 40 edizione del Festival, targata Adriano Aragozzini. L'annuncio è stato dettato dalla polemica nata tra il sindaco e il patron del teatro, Walter Vacchino, sull'applicazione dell'Imu che il Comune ha messo al 10.6 per mille, il massimo per le attività produttive. Troppo secondo Vacchino. A questo punto il sindaco si è scatenato: «Ieri, in una conferenza stampa, un imprenditore importante di Sanremo si è permesso di dire che gli passa l'Imu da 36 mila a 167 mila euro l'anno,quando questa stessa persona, ha preso 1 milione e 800 mila euro l'anno, per 20 anni, pagati dal Comune di Sanremo.

Se ne dovrà fare una ragione, perché io ai ricatti non ci sto, e il Festival noi lo trasferiamo, un altro anno, in Valle Armea, così lo facciamo anche gratis, con più sponsor e entro 5 anni noi ci facciamo un Palafestival e non ci facciamo menare niente da nessuno, soprattutto da chi pensa di vivere alle spalle del Comune di Sanremo». È più che possibile che la situazione si ricomponga. In questi anni molti sforzi sono stati fatti per tirare a lucido le vie limitrofe all'Ariston. Comunque vada, forza Fabio, che il lavoro quest'anno non si preannuncia facile. Colpa dell'Imu.

 

 

LARUSSA CHE ARAGOSTA!COPERTINA DEL MALE VAURO SU SAVIANO STEFANIA VILLANOVA E FLAVIO TOSISARA TOMMASI SCHERZO-LOCANDINASARA TOMMASI CON CHIAPPA DI FUORI ALLA STAZIONE DI TERNI NICOLE MINETTI PRIMA DEL BUNGA MODELLA PER UN HOTEL DI RIMINInicole minetti Il Duce Segreto - Benny da Libero - Benito MussoliniALESSANDRA MUSSOLINI SCHETTINO E DOMNICA CEMORTAN IN COPERTINA SU CHICosta Concordia fede mora MADONNA PER LE VIE DI TRASTEVEREROBERTO SAVIANO E FABIO FAZIO IN _QUELLO CHE NON HO

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...