alba parietti la madre grazia e il padre francesco

“MIO PADRE NASCOSE LA MALATTIA MENTALE DI MAMMA PER EVITARLE IL MANICOMIO” – ALBA PARIETTI RACCONTA I DISTURBI MENTALI DI SUA MAMMA E LA SCELTA DEL PADRE DI “TENERE TUTTO IN FAMIGLIA” - "IN CASA SI VIVEVA QUESTA SITUAZIONE PARADOSSALE: C’ERA UNA DONNA ALLEGRA E PREMUROSA CHE, NEL GIRO DI POCO TEMPO, DIVENTAVA SOSPETTOSA, AGGRESSIVA, A TRATTI VIOLENTA CON MIO PADRE. LEI SI RIFIUTAVA DI FARSI VISITARE DAI MEDICI. ALL’EPOCA, LE MALATTIE MENTALI LE CURAVANO CON L’ELETTROSHOCK E PER IL RESTO ERA PROIBITO PARLARNE. OGGI NON È PIÙ COSÌ. OGGI POSSIAMO E DOBBIAMO PARLARNE. ED È PER QUESTO CHE HO SCELTO DI…” - IL VIDEO A “LE IENE”

 

https://www.iene.mediaset.it/video/il-monologo-di-alba-parietti_1383255.shtml

 

 

 

Roberta Scorranese per corriere.it - Estratti

 

 

Alba Parietti, com’era sua madre, Grazia Di Pietromaria?

Alba Parietti la madre Grazia e il padre Francesco

«Una donna bellissima. Colta, spiritosa, un’avida lettrice e una raffinata pianista. In casa, se sentivi la Primavera di Vivaldi voleva dire che si era in pace, se invece nell’aria c’era l’Inverno allora si avvicinava la burrasca».

(...) Improvvisamente, diventava un’altra».

 

 

 

Nel corso di questa lunga intervista Alba Parietti si commuoverà più volte rievocando la madre, morta a 78 anni nel 2010. E alla quale, il 18 marzo scorso, ha voluto dedicare un toccante monologo a «Le Iene», incentrato sulla malattia mentale. Perché Grazia — come moltissime altre persone — ha fatto i conti con lo stigma che segna chi attraversa questo mondo di ombre e di demoni nascosti.

 

Alba, cominciamo dall’inizio: di che cosa soffriva esattamente sua madre?

la mamma di Alba Parietti Grazia Di Pietromaria

«Nessuna diagnosi lo ha mai potuto definire, perché lei rifiutava di farsi visitare dai medici. E così in casa si viveva questa situazione paradossale: c’era una donna allegra e premurosa che, nel giro di poco tempo, diventava sospettosa, aggressiva, a tratti violenta con mio padre. Si auto-convinceva che era in atto un complotto contro di lei, dichiarava che i miei amici o noi stessi della famiglia fossimo una specie di Associazione votata a fare del male».

 

Un ricordo che lei si porta dietro sin da bambina?

«Ricordo quando lei e papà ingaggiavano forti litigi. Mio padre — sbagliando, ma oggi posso capirlo — minacciava di lasciarla e allora lei dichiarava che mi avrebbero spedito in collegio. Al solo sentire quella parola scoppiavo a piangere, mi buttavo a terra. A un’amica dissi che mi avevano fatto una puntura che non faceva più sentire dolore. È evidente che cercavo di proteggermi dal dolore psichico traslandolo sul piano fisico. Ancora oggi ho una soglia di sopportazione del dolore altissima».

 

Quanto è stato difficile per lei, Alba?

alba parietti

«Guardi, in questo racconto non voglio essere una vittima. Innanzitutto perché non mi sento tale e poi perché se oggi sono quella che sono — una donna realizzata, una mamma a mia volta e una professionista —, è stato anche grazie a mia madre. Oggi, da adulta, provo a ragionare con lucidità: Grazia era malata, ma all’epoca era difficile fare i conti con le malattie mentali. Vigeva una sorta di “non detto” per cui bisognava “tenere tutto in famiglia” e mio padre ha scelto di fare così per proteggerla. Perché, vede, negli Anni Sessanta l’unica alternativa era il manicomio».

 

 

 

(...)

Con i diari lei ha scoperto che anche sua nonna aveva avuto dei problemi e così suo zio Aldo, il fratello di sua madre.

«Fino ai dieci anni non ho saputo di avere uno zio. Aldo soffriva di schizofrenia, era internato nel manicomio di Collegno. Ricordo quando lo vidi per la prima volta: lo sguardo perso, l’odore di borotalco. Ero poco più di una bambina, non potevo capire, solo oggi affronto con obiettività tutto questo e il dolore mi ha insegnato che, dietro la malattia mentale, si celano sensibilità uniche, menti geniali.

 

Mia madre era raffinata e ironica, mio zio era un intellettuale. Però erano dei malati e i malati sanno essere dei fini manipolatori, seppure inconsapevoli. E all’epoca, le malattie mentali le curavano con l’elettroshock e per il resto era proibito parlarne. Oggi non è più così. Oggi possiamo e dobbiamo parlarne. Ed è per questo che ho scelto di raccontare la storia di mia madre: spero che questo faccia da sprone per le tante persone che stanno affrontando quello che ho affrontato io».

 

 

fabio adami alba parietti

Se dovesse incontrare un familiare di una persona malata, che cosa gli direbbe?

«Che non deve provare vergogna. La vergogna la deve provare chi non mette a disposizione strutture per sostenere sia i malati che le famiglie. Costringere queste persone al silenzio significa ucciderle. Mia madre, come molto spesso succede, fingeva di star bene per non diventare uno scarto della società. E allora dico: aprite il cuore, ascoltate queste persone».

alba parietti 33francesca senette alba pariettialba parietti festa santo versacealba pariettialba parietti melania rizzoli

 

Ultimi Dagoreport

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO…