renzi campo dall orto

PRO-MOSSI A COMPASSIONE - COME SI PLACANO I MUGUGNI PER LE NOMINE ESTERNE DI CDO? FACILE! BASTA UN'INFORNATA DI NUOVI DIRIGENTI. UN DOPPIO DISSANGUAMENTO PER LE CASSE VUOTE DI VIALE MAZZINI: 20 ESTERNI E 20 NUOVI DIRIGENTI (CE NE SONO GIÀ MILLE)

Enrico Paoli per “Libero Quotidiano

 

CAMPO DALL'ORTOCAMPO DALL'ORTO

Sino ad ora sono stati a guardare, aspettando il momento giusto per colpire. Agire senza avere ben chiara la strategia dell' avversario non fa parte della filosofia del cosiddetto «partitone Rai», un cartello politico aziendale composto da Usigrai (il sindacato unico dei giornalisti) e Adrai (l' associazione dei dirigenti di viale Mazzini). Tanta pazienza, alla fine, è stata ripagata.

 

renzi nomine rairenzi nomine rai

E se L' Usigrai, con il sostegno del deputato dem Michele Anzaldi, rischia di far saltare il tavolo diventando strategico, avendo portato il caso delle 20 assunzioni esterne fatte e volute, dall' amministratore delegato, Antonio Campo Dall' Orto, all' attenzione della Corte dei conti configurando il danno erariale, l' Adrai ha «incassato» la promozione di almeno 20 dirigenti, che verranno pescati tra gli attuali dipendenti. Un pacchetto di nomine del quale la Rai non sembra aver particolarmente bisogno. Su poco meno di 12mila dipendenti non giornalisti quasi 600 sono dirigenti.

 

campo dall'orto renzi raicampo dall'orto renzi rai

La Bbc, con il 50% in più di occupati rispetto alla Rai, ha il 20% in meno di dirigenti. Ma il dato più significativo riguarda i giornalisti. Su un totale di 1939 redattori, ben 324, un impressionante 17%, hanno la qualifica di dirigenti. Pochi enti al mondo, pubblici o privati, devono avere un tale rapporto tra dirigenti e non dirigenti. Ne servivano davvero altri 20, oppure si tratta del solito «regalino» elargito dal vertice aziendale in cambio di una politica soft rispetto alle assunzioni esterne? Il dubbio che si tratti della seconda ipotesi è più che concreto.

ANZALDIANZALDI

 

Campo Dall' Orto, ormai considerato un problema anche da Palazzo Chigi dato che il governo aveva chiesto al vertice della Rai solo un «riequilibrio dell' informazione» considerata troppo accomodante nei confronti dell' opposizione, in particolare dei grillini (soprattutto nei talk show e al Tg3) nei giorni scorsi ha incontrato i vertici dell' Adrai, il potentissimo sindacato dei dirigenti di Viale Mazzini guidato dall' ex renziano di ferro Luigi De Siervo, usando il bastone e la carota.

 

Ai dirigenti ha promesso la nomina di 20 nuove posizioni apicali, pescando tra gli attuali dipendenti della tv pubblica. In cambio l' amministratore delegato ha chiesto un atto di non belligeranza da parte dell' Adrai, rivendicando il diritto e la libertà di assumere ancora degli esterni, come e quando lo riterrà utile.

 

Anche l' Adrai, in realtà, aveva posto il problema delle troppe «risorse esterne», sostenendo che l' amministratore avesse realizzato scientificamente lo «spoil system». Per il sindacato puntare sugli esterni significa mortificare quelle «professionalità interne» che hanno permesso alla tv di Stato di «vincere la sfida degli ascolti» e di guadagnare una «centralità» nel sistema della comunicazione.

 

LUIGI DE SIERVOLUIGI DE SIERVO

Obiezioni che Campo Dall' Orto ha «smontato» assicurando che «valorizzerà le donne e gli uomini interni al servizio pubblico». Ha promesso anche il pagamento del premio di produzione che i dirigenti non incassano da almeno 5 anni, «secondo un modello già applicato in altre grandi aziende».

 

Campo Dall' Orto, però, vuole mano libera, perché il «cambiamento» richiede scelte di «discontinuità». E poi «messaggio» ai naviganti: i vecchi direttori, se rimossi dal loro incarico di prima linea, dovranno accettare un nuovo ruolo interno con un grado anche inferiore. Per il prossimo valzer dei direttori dei telegiornali sono tutti avvisati.

 

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...