crosetto big mama luisa corna dubai

MA ‘NDO VAI A DUBAI? DURANTE L'ATTACCO ALL'IRAN, SONO RIMASTI BLOCCATI NELLA CITTÀ DEGLI EMIRATI, IL MINISTRO DELLA DIFESA ITALIANO GUIDO CROSETTO, LA CANTANTE BIG MAMA, IL QUESTORE DI ROMA MASSUCCI E LA SCIO’-GIRL LUISA CORNA – "IL FOGLIO": "NONOSTANTE I MISSILI INTERCETTATI NELL’EMIRATO BRIATORIZZATO DI TURISTI FAI DA TE, ESCORT RUSSE E CAFONALISTI VARI SI STA BENISSIMO, BUSINESS AS USUAL, ANZI DI PIÙ" – GLI INFLUENCER CHE DISCETTANO DI GEOPOLITICA SU TIK TOK "DOPO QUALCHE REEL  SUL CIOCCOLATO DI DUBAI", I RIDER "EROI CHE CONSEGNANO PURE CON CINQUANTA GRADI E ADESSO PURE SOTTO LE BOMBE" – PS: TRA MILANO E ROMA SONO MOLTE LE SCIURE IN APPRENSIONE, RIMASTE “SENZA SERVIZIO”, CON I LORO COLLABORATORI DOMESTICI FILIPPINI BLOCCATI (È QUESTO IL PERIODO IN CUI I CITTADINI E LE CITTADINE DI QUELLO STATO VANNO IN VACANZA, TORNANDO NELLA MADREPATRIA)...

Michele Masneri per “il Foglio” - Estratti

 

dubai

Che ci fanno Big Mama, Crosetto, il questore di Roma e Luisa Corna a Dubai? Sembra una barzelletta del tipo c’erano un tedesco, un italiano, un inglese… Certo, Luisa Corna, mai al posto giusto nel momento giusto. E soprattutto, uno si chiede sempre: ma che ci andrà a fare un turista, italiano o non italiano, a Dubai?

 

(…)

 

Ma, facendo un po’ di indagini, nell’emirato simbolo del cafonal “cap’e pezza”, un regno briatorizzato, si sta benissimo, business as usual, anzi di più. “C’è molto meno traffico che di solito”, mi dice Benedetta Paravia, italiana lì da molti anni, che organizza anche un festival di cinema. “Certo, i missili li abbiamo sentiti, ma sono stati intercettati”.

 

Tranne un paio, uno finito sull’hotel Fairmont sulla celebre isola artificiale a forma di palma, e uno su un altro simbolo immobiliare dell’emirato, il Burj Al-Arab, albergone a sette stelle fatto a forma di vela azzurra nel quartiere di Jumeirah, da non confondere col Burj Khalifa, quello altissimissimo, che sembra il disegno del grattacielo dei sogni di Frank Lloyd Wright, e svetta sui record coi suoi 829 metri.

 

guido crosetto

Sono tutti rimasti aperti e funzionanti. E per far capire bene (anche agli italiani) che è tutto come sempre, l’Emirato o chi per esso ieri ha comprato non una ma due pagine di pubblicità sul Corriere, senza spiegazioni, né niente, solo una bella foto dell’albergone a forma di vela. E gli italiani? “Il governo consiglia di non stare vicini alle finestre, e chi ha case con terrazze o con vetrate dorme in corridoio”, dice Paravia. “Oppure in garage, il garage è perfetto”.

 

Ristoranti come il “Chic Nonna” sono stati chiusi sabato, ma chi aveva organizzato lì dei festeggiamenti li ha continuati a casa, lontano dalle finestre beninteso. Tutto funziona, le spiagge, come la Dubai Pearl, o il Nikki Beach, sono aperte, pure di notte - una trovata recente incoraggiata dal governo contro il caldo, il bagno notturno - e i residenti sono anche contenti di vederle meno affollate. Che poi l’attacco sia arrivato durante il mese di ramadan, cioè mese della pace e della gioia, è una bella ironia. Bloccati da un insolito drone nell’azzurro mare di Dubai.

 

A chi è rimasto bloccato nel favoloso aeroporto, vicinissimo alla città (un quarto d’ora, al netto dei consueti ingorghi), il governo paga vitto e alloggio per tutto il tempo che servirà. Che poi: ramadan. Dubai dei sette emirati è il più libertino, si magna e si beve a tutte le ore, e può capitare la coppia francese (ci sono molti francesi ultimamente) o inglese che gozzoviglia nello stesso ristorante mentre accanto altri rispettosi bevono solo un bicchier d’acqua. 

big mama dubai

 

  

Dev’essere per questo che è il preferito oltre che da seri imprenditori anche da turisti fai da te e escort russe e cafonalisti vari (per chi vuole un emirato penitenziale c’è quello di Sharjah, il più povero dei sette, ha finito petrolio e soldi tanti anni fa, è tutto rimasto agli anni Novanta, lo sceicco è poeta e la figlia sveglia ha trasformato l’emirato in una sorta di Alcova – il format milanese che presenta il design più ganzo tra le rovine – e fa una Biennale scicchissima, amata da Rem Koolhaas).

 

Ma a Dubai, più che biennali, tanti ricchi e aspiranti ricchi, criptovalutisti e AIsti e pure affittatori di Lamborghini per il tempo di un reel (come si faceva a Desenzano negli anni Ottanta, prima di Internet, solo per fare colpo sulle ragazze), solo che qui poi a sbattere e vengono incarcerati.

 

Basta aprire TikTok in questi giorni e spuntano i più improbabili influencer, anzi pardon “creator”, francesi inglesi e anche di Verona, che spiegano la geopolitica locale e mondiale, dopo qualche reel sulle creme di bellezza, o magari sul cioccolato di Dubai, un’altra invenzione recente del geniale emirato.

roberto massucci

 

Il cioccolato di Dubai sono barrettone composte da poco cioccolato e molto altro, soprattutto crema di pistacchio, o pasta fillo, o crema al tè verde, o tahina, pasta di semi di sesamo tostati e macinati. La startup che l’ha inventato solo 5 anni fa si chiama Fix (“freakin’ incredible ‘xperience”) grazie alla giovane anglo-egiziana (ma emiratina per elezione) Sarah Hamouda, ed è un simbolo del nuovo soft power di Dubai.

 

Ogni barretta è fatta a mano e dipinta in diversi colori, accompagnata da giochi di parole burloni tipo Esselunga (“Catch me if pecan”), ha sbalzi speculativi peggio delle criptovalute (17 euro prezzo ufficiale della barrettona, ma online può arrivare fino a 50), e grazie alla sua instagrammabilità è diventata un caso mondiale, tanto che in Gran Bretagna se ne possono comprare al massimo due a testa, e a Milano è introvabile.

 

La Lindt ha lanciato la sua versione, Aldi e Lidl quella low cost, ma gli Emirati hanno fatto causa. In Italia ormai ci sono gelati a questo sapore, e la Maina fa pure un panettone al gusto cioccolato di Dubai. E forse uno “shortage” di Dubai Chocolate sarebbe una conseguenza più sentita a livello mondiale di quello del petrolio e del gas. 

 

  

 

Altre conseguenze meno prevedibili sulle classi medioalte dell’attacco americano all’Iran sono anche lo shortage di filippini. Philippine Airlines, che fa scalo su quell’aeroporto, ha bloccato infatti tutti i voli, proprio in un periodo in cui i cittadini e le cittadine di quello Stato vanno in vacanza, tornando nella madrepatria, compresi molti collaboratori domestici, per cui tra Milano e Roma sono molte le sciure in apprensione, rimaste “senza servizio”, col loro Nelson e la loro Loreta bloccati.

luisa corna

 

Altra categoria italiana a rischio i balneari, per una volta non privilegiati detentori di business castale bensì vacanzieri fuori stagione, che spesso svernano in Tailandia, facendo scalo sempre a Dubai (alcuni pure in Kenya, con alcune compagnie come Kenya Airlines che fanno scalo lì e fino a ieri erano in attesa degli eventi).

 

Forse questa nuova guerra, lampo o non lampo, sarà però uno spottone inintenzionale a Dubai, perché chi ci passa, per sbaglio, ci torna, o ci rimane, come durante il Covid, quando era uno dei pochi posti rimasti aperti, e c’erano vaccini facili, ricordate quegli che andavano a Dubai col pacchetto completo volo, pernotto, Pfizer (tipo in Turchia per il trapianto di capelli più grande moschea e bazar).

 

Ma se in Turchia il ciuffo è economy, tutto a Dubai è business class, volendo: puoi vivere una vita stile Emirates senza mai incrociare un povero, partendo da un visto di ingresso preferenziale, una vita foderata di ottone, marmi scuri lucidi, pelle e similpelle, caviale e champagne, sguardi reverenziali di sudestasiatici. Il paradiso per qualcuno, l’inferno per altri.

 

DUBAI - PRIMA E DOPO ATTACCO IRANIANO

Però qualcuno è rimasto, in questo posto futuribile che non sarà la Toscana o la California ma ha zero reati, zero tasse, molta aria condizionata, anche se non si vota (ma tanto non va a votare più nessuno manco qua) e un parlamento solo simbolico (proprio come qua). E però a differenza di qua appunto non si paga il sessanta per cento di tasse. E, proseguendo coi confronti improbabili, racconta un altro italiano di stanza a Dubai, i rider emiratini sono i veri eroi della guerra lampo o non lampo, che consegnano pure con cinquanta gradi e adesso pure sotto le bombe.

 

GUIDO CROSETTO BLOCCATO A DUBAI - MEME BY VUKIC

Da non confondere, i rider, coi ruler, cioè i regnanti, come li chiamano qua, regnanti 2.0, un po’ Ceo di questo stato postmoderno e distopico e a modo suo fascinoso, insomma la famiglia Al-Maktoum. Tra i rider, si diceva, ci sono le globali Deliveroo e Uber Eats, e la locale Careem, e basta girare per il centro per vedere enormi centrali di smistamento dove sciami di questi lavoratori – tutti asiatici, o africani - vengono “ricaricati” delle mercanzie che poi trasportano sulle loro motorette nere in tutta la città, senza sindacati e senza interrompere mai il servizio neppure sabato sotto i missili (ma con avvertenza agli utenti che le consegne avrebbero potuto rallentare).

 

Speriamo prendano laute mance (in Italia i rider verranno invece presto messi fuorilegge, perché sono schiavizzati, con la conseguenza che sicuramente andranno a fare lavori come notai e direttori di banca). I più paurosi dei turisti e residenti, invece, o chi non vuole dormire in corridoio, in questi giorni scappa: verso il confine con l’Oman, oppure nelle campagne come Hatta, località turistica a 130 km dal centro di Dubai con montagna, un lago artificiale, tutti i tipi di sport possibili, soprattutto la bicicletta, ciclabili e strade per mountain bike, e glamping come a Capalbio. Ma lo sai che alla fine questa Dubai, come direbbe Nanni Moretti, alla fine questa Dubai non è mica male, pure sotto le bombe? 

influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 6guido crosetto collegato dall iphone da dubai alla riunione del governoinfluencer a dubai durante gli attacchi iraniani 3influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 11influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 2STRISCIONE DEI TIFOSI DELLA ROMA SU ROBERTO MASSUCCI BLOCCATO A DUBAIinfluencer a dubai durante gli attacchi iraniani 10influencer a dubai durante gli attacchi iraniani 1

 

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...