paolo graziosi

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - PAOLO GRAZIOSI, CHE SE NE È ANDATO PER COVID A 82 ANNI, LO AVEVAMO VISTO DA POCO IN “TRE PIANI” DI NANNI MORETTI IN UN RUOLO DIFFICILE E AMBIGUO, NE “IL DIVO” DI PAOLO SORRENTINO COME ALDO MORO, SOPRATTUTTO IN “VELOCE COME IL VENTO” DI MATTEO ROVERE COME MECCANICO A FIANCO DI MATILDA DE ANGELIS E STEFANO ACCORSI - MA È STATO SOPRATTUTTO UN GRANDE FINISSIMO ATTORE TEATRALE PERFINO PER TONI SERVILLO IN UNA MEMORABILE E RECENTE EDIZIONE DI “TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA”, 394 REPLICHE IN TUTTO IL MONDO…

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

paolo graziosi 9

Lo avevamo visto da poco in “Tre piani” di Nanni Moretti in un ruolo difficile e ambiguo, ne “Il divo” di Paolo Sorrentino come Aldo Moro, soprattutto in “Veloce come il vento” di Matteo Rovere come meccanico a fianco di Matilda De Angelis e Stefano Accorsi, ne “Il cattivo poeta” di Gianluca Jodice. Il cinema, che aveva visitato di sfuggito grazie all’amicizia con Marco Bellocchio fin da giovane, dai tempi del primo corto di Bellocchio, “Ginepro fatto uomo” del 1962 e di “La Cina è vicina”, 1967, lo aveva riscoperto davvero in questi ultimi vent’anni in un gioco di ruoli sempre diverso, fino a diventare il padre di Dante Alighieri nel suo ultimissimo film, non ancora uscito, il “Dante” di Pupi Avati.

 

paolo graziosi 7

Ma Paolo Graziosi, che se ne è andato per Covid a 82 anni, è stato soprattutto un grande finissimo attore teatrale, per Luca Ronconi, per Peter Stein, per Gianfranco De Bosio, Franco Enriquez, Eduardo, perfino per Toni Servillo in una memorabile e recente edizione di “Trilogia della villeggiatura”, 394 repliche in tutto il mondo, ma anche per Franco Zeffirelli, che lo volle come Mercuzio già nell’edizione del “Romeo e Giulietta” del 1966, per Carlo Cecchi, nel suo “Woyzec” del 1968, col quale fonda poi la cooperativa del GranTeatro.

 

paolo graziosi 6

A teatro fu pure regista, debuttando nel 1983 con tre testi di Cechov. Nato a Montescudo, Forlì, nel 1940, viene respinto nel 1961 agli esami di ammissione dell’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. In qualche modo fu però un bene, visto che, iscrivendosi ai corsi di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, incontra lì Marco Bellocchio, diventandone uno dei suoi attori e amici storici, e Orazio Costa, che lo imposterà per il teatro.

 

paolo graziosi 5

Dopo aver interpretato il corto di diploma di Bellocchio, “Ginepro fatto uomo”, fa il suo vero esordio nel cinema con “La vita provvisoria” di Vincenzo Gamma e Hervé Bromberger e poi, assieme a Stefano Satta Flores e Roberto Bisacco, nel curioso “Gli Arcangeli” di Enzo Battaglia nel 1963.

 

Lo troviamo anche nel film ad episodi diretti da giovani registi legati al Centro Sperimentale, “Gli eroi di ieri… oggi… domani”, diretto da Sergio Tau, Enzo Dell’Aquila, Fernando Di Leo, Franz Weisz. Lo stesso Weis lo dirige poi in “The Gangster Girl”. Ma è grazie al suo ruolo in “La Cina è vicina” di Bellocchio, dove interpreta Carlo, militante del Partito Socialista che aiuta nella scalata politica Glauco Mauri, che diventa uno degli attori del giovane cinema italiano più nouvelle-vaguista.

paolo graziosi 4

 

Eccolo così nello storico “Galileo” di Liliana Cavani, dove fa Lorenzo Bernini, nel più strampalato “Cuore di mamma” di Salvatore Samperi con carla Gravina, nel superpop “Necropolis” di Franco Brocani, in “D’amore si muore” di Carlo Carunchio con la supervisione di Giuseppe Patroni Griffi e in “Cadaveri eccellenti” di Francesco Rosi. E’ attivo anche in tv, sia negli anni ’60, “Zoo di vetro”, Il complotto di luglio” con la regia di Vittorio Cottafavi, sia negli anni ’70-‘80, “Le affinità elettiva” diretto da Gianni Amelio.

 

paolo graziosi 3

Ma il cinema sembra davvero un ripiego rispetto alla sua lunga e continuativa attività teatrale, che lo vede impegnato in produzioni importanti, “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, 1985, “La buona moglie” di Goldoni, 1989, “Glengarry Glenn Ross” di Mamet, 1985. Negli anni’80, così, gira solo un film, “Buon Natale, buon anno” di Luigi Comencini, nel 1989. Sarà ancora Bellocchio a riportalo sul grande schermo con “La condanna” nel 1991, dove interpreta il procuratore capo.

paolo graziosi 8

 

Lo troviamo poi a fianco di Gian Maria Volonté in “Una storia semplice” di Emidio Greco, in “Il lungo silenzio” di Margaretha Von Trotta, “Ambrogio” di Wilma Labate, “Louis, enfant roi” di Roger Planchon, in “Fiabe metropolitane” di Egidio Eronico, “ormai è fatta” di Enzo Monteleone. Il vero ritorno al cinema arriva dopo il 2000, “Il papà di Giovanna” di Avati, Il divo” di Sorrentino, “Nessuna pietà agli eroi” di Paolo Franchi, “Il giovane favoloso” di Mario Martone, il “Pinocchio” di Matteo Garrone, ma anche tanta tv, “Squadra antimafia”, “Il commissario Montalbano”, “Chiara Lubic”.

paolo graziosi 11paolo graziosi 10paolo graziosi 12

Ultimi Dagoreport

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (INIMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

giorgia meloni donald trump jd vance friedrich merz emmanuel macron giorgia s vision libro

MA COME SI FA… E SUL “CORRIERONE’’, COSÌ CARO ALLA FIAMMA MAGICA… EPPOI CHE BISOGNO C’ERA… 24 ORE DOPO CHE MERZ DAL PALCO DI MONACO HA RIDOTTO L’‘’ASSE GERMANIA-ITALIA’’ IN UN ASSE DEL CESSO, SFANCULANDO TRUMP E IL SOVRANISMO MAGA DI VANCE - CERTO, A PALAZZO CHIGI NON HA FATTO ALCUN PIACERE VEDERE IL QUOTIDIANO DI CAIRO ANNUNCIARE L’USCITA AD APRILE NEGLI USA DEL LIBRO ‘’GIORGIA’S VISION’’, IN CUI MELONI È INTERVISTATA DA SALLUSTI, CON LA PREFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO JD VANCE, E CON FOTO DELLA COPERTINA SU CUI COMPARE LA FRASE DI TRUMP: “MELONI È UNA DELLE VERE LEADER DEL MONDO” - EPPURE SONO TRASCORSE APPENA 48 ORE DAL 10 FEBBRAIO QUANDO IL QUOTIDIANO DIRETTO (SI FA PER DIRE) DA LUCIANO FONTANA SPARAVA IN PRIMA PAGINA I SEGUENTI TITOLI: “MELONI-MERZ, SCOSSA ALL’EUROPA”, ‘’UE, LA VOLATA DI ROMA E BERLINO PER DARE PIÙ POTERE AGLI STATI’’…

sabrina colle vittorio sgarbi evelina

“IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – LO DICEVA, NEL 2015, VITTORIO SGARBI, CHE SOSTENEVA: “HO UNA RELAZIONE CON SABRINA COLLE, CHE HO CONVINTO, CONTRARIAMENTE AI SUOI PRINCIPI, CHE IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – ORA VITTORIONE SEMBRA AVER CAMBIATO IDEA DATO CHE VUOLE CONVOLARE A NOZZE CON LA SUA COMPAGNA. MA AL “SÌ” HANNO DETTO NO I GIUDICI CHE, SU ISTANZA DI EVELINA SGARBI, FIGLIA DI VITTORIO, HANNO RICHIESTO UNA PERIZIA PSICHIATRICA PRIMA DEL MATRIMONIO - LA RIFLESSIONE DEL CRITICO D’URTO SULLE NOZZE È STATA CATTURATA NEL DOCUMENTARIO "SGARBISTAN"  - L’INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO, LA MANO FEMMINILE CHE TOCCA IL PACCO A SGARBI MENTRE È STESO A LETTO E IL RACCONTO DI FORATTINI CHE DISEGNAVA SEMPRE SPADOLINI CON IL PISELLINO: "UNA VOLTA MI DISSERO: COME HAI FATTO A..."