NEL BRACCIO DI FERRO MOSCA-WASHINGTON SULL’UCRAINA A VINCERE LA PARTITA È STATA LA CINA: NON SI È INIMICATA LA CASA BIANCA NÉ L’EUROPA E ORA POTRÀ SPERARE D’ACCAPARRARSI UNA FETTA MAGGIORE DEL GAS RUSSO

Ian Bremmer per il "Corriere della Sera" (traduzione di Rita Baldassarre)

Dopo l'annessione russa della Crimea, l'imposizione di sanzioni da parte di America ed Europa, e con la minaccia d'una nuova escalation in Ucraina, irrompe sulla scena internazionale geopolitica l'evento più drammatico dall' 11 settembre. Gli ultimi sviluppi in Ucraina rappresentano il punto di svolta.

I rapporti tra Washington e Mosca erano già tesissimi, ma oggi che la Russia è stata sospesa dal G8 e con nuove sanzioni in arrivo, le comunicazioni si sono completamente interrotte. Si profilano all'orizzonte, inevitabilmente, varie forme di conflitto Est-Ovest, con preoccupanti ripercussioni sia per la sicurezza in Europa, la stabilità in Russia, il futuro dell'Unione Europea e della Nato, sia per i mercati energetici globali. Ma sebbene, con ogni probabilità, le tensioni siano destinate ad aggravarsi, non esistono analogie che possano far pensare a una nuova Guerra fredda, né la situazione attuale rischia di riproporre l'antico scenario. E i motivi sono molteplici.

Innanzitutto, la Russia non ha amici potenti, né la capacità di assicurarsene di nuovi. Quando l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato sulla legittimità dell'annessione russa della Crimea, solo dieci Paesi si sono schierati con la Russia. Il sostegno è arrivato dai Paesi confinanti, soggetti alle pressioni russe (Armenia e Bielorussia) e da vari Stati-canaglia che non godono d'alcun prestigio internazionale (Cuba, Corea del Nord, Sudan, Siria, Zimbabwe).

Aggiungete una manciata di Paesi simpatizzanti - per antica tradizione - in America latina (Venezuela, Bolivia e Nicaragua) e appare chiaro che alla Russia manca ormai la capacità d'attrazione ideologica della vecchia Unione Sovietica. I suoi sostenitori sono accomunati soprattutto nel condividere il malcontento verso l'ordine globale prestabilito, piuttosto che il miraggio d'eventuali soluzioni alternative proposte dalla Russia.

Inoltre, il Pil russo è salito appena dell' 1,3 per cento lo scorso anno e la crescente dipendenza del Paese dalle esportazioni di risorse naturali assicura che l'economia non migliorerà, se non in vista d'un futuro aumento dei prezzi globali. Nel 2007, alla Russia bastava il prezzo del Brent di 34 dollari al barile per pareggiare il bilancio federale; cinque anni dopo, quella cifra era arrivata a 117 dollari.

L'anno scorso, petrolio e gas costituivano circa la metà delle entrate del governo russo. Ad aggravare la situazione, l'economia è controllata da un piccola élite la cui esistenza è legata alle simpatie di Putin. Più d'un terzo della ricchezza totale del Paese è in mano a soli 110 multimiliardari.

Malgrado il suo arsenale nucleare, soggetto alla vecchia regola di distruzione reciproca assicurata, che costituiva l'ago della bilancia tra gli armamenti americani e sovietici, alla Russia manca tuttavia la capacità militare dell'Unione Sovietica. Oggi gli Stati Uniti spendono circa otto volte quello che la Russia può elargire alle sue forze armate. La Russia può permettersi di flettere i muscoli per intimorire i suoi vicini, ma non è più in grado di sfidare il mondo come faceva un tempo l'Unione Sovietica.

La limitazione fondamentale della Russia è la mancata disponibilità della Cina a trasformarsi in un alleato affidabile contro l'Occidente. Pechino ha ben poco da guadagnare, schierandosi in questo conflitto. Pure sperando d'accaparrarsi una fetta maggiore delle esportazioni energetiche russe, la Cina non ha alcun interesse a inimicarsi i suoi principali partner commerciali, come l'Europa e l'America, a favore di Mosca. Anzi, la Cina potrebbe rivelarsi il principale (se non l'unico) vincitore nell'attuale crisi ucraina.

Mentre l'Europa s'affretta a cercare alternative per ridurre la sua dipendenza dal gas russo, i cinesi sanno di poter spuntare prezzi più favorevoli, mantenendo al contempo relazioni pragmatiche con entrambe le parti.

La Cina inoltre è ben contenta che l'attenzione americana in questo frangente sia puntata sull'Europa (e non sull'Asia) orientale. La Cina si muoverà con molta cautela quando la Russia proverà a scatenare una crisi secessionista in Ucraina, poiché s'oppone strenuamente a qualsiasi precedente che possa suscitare simili rivendicazioni d'autonomia nelle sue province più turbolente, quali il Tibet e lo Xinjiang.

In mancanza di una nuova Guerra fredda, la Russia proverà a sabotare i piani di politica estera occidentali. La Russia potrebbe incoraggiare il governo di Bashar Assad in Siria a ignorare le richieste occidentali di distruggere o consegnare i suoi arsenali chimici e potrebbe elargire nuovi aiuti finanziari e militari al suo regime. Ma Assad ha già guadagnato abbastanza terreno per sopravvivere alla guerra civile in Siria e c'è ben poco che la Russia possa fare per rimettere in piedi quel Paese disastrato.

La Russia potrebbe inoltre provare a far saltare i negoziati sul programma nucleare iraniano. Ma non sarà facile per Mosca persuadere Teheran a ritirarsi da un accordo che l'Iran va attivamente cercando per poter ricostruire la sua economia interna, e la Russia non vuole certo scatenare una corsa agli armamenti nucleari in una zona, il Medio Oriente, assai più vicina ai suoi confini che non agli Stati Uniti. In breve, la Russia resta una potenza regionale (raccomandiamo tuttavia al presidente Obama di astenersi dal fare simili dichiarazioni in pubblico!).

 

 

wen jiabao foto di famiglia con il figlio Wun Yunsong la moglie e la figlia Wrn Ruchun Joe Biden Xi Jinping vladimir putin e xi jinping Barack Obama e Xi Jinping si incontrano a Sunnylandsputin obama MILITARI UCRAINI LASCIANO LE BASI IN CRIMEA CON GLI SCATOLONI jpegIN CRIMEA PER PUTIN

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…