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COSI' PAPA' WILLIAMS CREO' LE LEGGENDE DEL TENNIS - NEL FILM "UNA FAMIGLIA VINCENTE", WILL SMITH (DA OSCAR) INTERPRETA IL PAPA' DI SERENA E VENUS: "UNA FIGURA SELVAGGIAMENTE FRAINTESA: NON E' VERO CHE ABBIA ESERCITATO PRESSIONI SULLE FIGLIE. LE HA SEMPLICEMENTE MOTIVATE" - TENACE, IMPETUOSO, ACCENTRATORE E CARISMATICO, AVEVA PROGRAMMATO PER LORO UN FUTURO DI GLORIA STILANDO UNA TABELLA DI MARCIA ARTICOLATA IN 85 PAGINE E... - VIDEO

 

 
Gloria Satta per il Messaggero
 

Una famiglia vincente

Che sia la volta buona? Dopo due nomination andate a vuoto (nel 2002 per Ali, nel 2007 per il film di Gabriele Muccino La ricerca della felicità), ora Will Smith rischia seriamente di agguantare l'Oscar per il ruolo di Richard Williams, il padre-stratega delle campionesse di tennis Venus e Serena Williams, motore propulsivo della loro carriera e principale artefice dei loro strabilianti successi.
 
Un personaggio tenace, impetuoso, accentratore e carismatico, un nero di umili origini e dai modi tutt'altro che raffinati piombato nel mondo bianco e spocchioso del tennis: l'attore, 53 anni e 3 figli, lo interpreta con credibilità e cuore in Una famiglia vincente - King Richard, romanzo familiare e sportivo con la regia di Reinaldo Marcus Green (in sala il 13 gennaio con Warner Bros).
 
LE ORIGINI «Tutto nasce da un'intervista rilasciata da Venus quando aveva 14 anni in cui Richard tiene testa al giornalista invadente difendendo sua figlia», racconta Will, «la vidi per la prima volta 20 anni fa e il viso di quella ragazzina mi è entrato nel cuore cambiando per sempre il mio modo di essere genitore: è così che ho deciso di essere un padre pronto a proteggere i miei figli contro il mondo».
 

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L'attore parla in collegamento dalla California a poche settimane dall'uscita dell'autobiografia-choc Me (Longanesi) in cui ha rivelato di aver avuto la tentazione di uccidere il padre violento per vendicare la madre vittima dei suoi abusi. Ma ora sembra appartenere a un altro pianeta il film di cui sono produttrici esecutive le stesse Venus e Serena. Protagonista della storia è infatti il percorso di vita che, iniziato 25 anni fa, portò le due ragazzine di colore cresciute in quartiere malfamato di Los Angeles a diventare numeri uno mondiali del tennis.
 

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Proprio sotto la spinta costante e inesorabile del padre (oggi 79 anni) che, pur non avendo mai preso in mano una racchetta perché faceva la guardia giurata, prima ancora della loro nascita aveva programmato per loro un futuro di gloria stilando una tabella di marcia articolata in 85 pagine applicate poi con costanza e sacrificio. Ma decisivo nei successi di Serena a Venus è stato anche l'appoggio compatto della madre e delle altre 3 sorelle che nel film vediamo fare squadra intorno alle future campionesse di casa.
 

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IL PERSONAGGIO «Io, che sono un genitore attento e per lavoro lo sono stato nel film di Muccino, ho imparato qualcosa di nuovo dalla figura di Richard - spiega Smith - ho molto studiato la sua figura, soprattutto attraverso le sue interviste e il suo libro autobiografico perché la pandemia ci ha impedito i contatti ravvicinati, e mi sono reso conto che è stato selvaggiamente frainteso: non è vero che abbia esercitato pressioni sulle figlie perché s'imponessero nel tennis, non le ha mai obbligate a giocare né a vincere. Le ha semplicemente motivate senza sosta facendo in modo che si accendesse in loro quel fuoco che avevano dentro. Ho voluto umanizzare quell'uomo ingiustamente demonizzato dal mondo dello sport».
 

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LE REGOLE Nella famiglia Williams esistevano delle regole, aggiunge l'attore, «ma i figli non erano tenuti ad obbedire ciecamente come avveniva invece in casa mia. Il valore principale era la fede che ha consentito alle ragazze di credere in sé stesse e avere successo nello sport». Sorridono commosse Serena e Venus, interpretate rispettivamente dalle giovanissime Demi Singleton, 14 anni, e Saniyya Sidney, 15.
 
«Che emozione ritrovarci sullo schermo, è una sensazione quasi surreale: siamo proprio noi», afferma Venus, oggi 41, già numero uno del mondo e prima afroamericana in quella posizione, 5 trionfi a Wimbledon e innumerevoli altri successi. «Il film è un capolavoro e Will interpreta nostro padre alla perfezione: non ci ha mai imposto nulla, ci ha fatto crescere con l'idea che non poter giocare a tennis fosse una punizione», aggiunge Serena, 40, anche lei numero uno in passato e all'attivo 23 titoli del Grande Slam.
 

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LA MOTIVAZIONE Perché hanno partecipato al progetto coinvolgendosi in prima persona? «Il film contiene un messaggio importante destinato a tutte le ragazze, soprattutto quelle di colore», risponde la maggiore delle Williams, «se credi nel tuo valore, tutto è possibile. E con l'appoggio della famiglia, puoi arrivare dovunque». Le fa eco Serena: «Non bisogna aver paura di pensare in grande come abbiamo fatto noi. Quando esiste la volontà, il cielo non ha limiti».

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