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A MELONI, MELONI E MEZZO – IL NEODIRETTORE DI “LIBERO”, MARIO SECHI, HA LANCIATO LA SFIDA A QUELLO DEL “GIORNALE”, ALESSANDRO SALLUSTI, A CHI È PIÙ MELONIANO – NEL SUO PRIMO EDITORIALE, IL DISASTROSO EX CAPO DELLA COMUNICAZIONE DI PALAZZO CHIGI HA VERGATO UN “PEANA” ALLA SORA GIORGIA – IL NUOVO CORSO TARGATO ANGELUCCI LASCIA COSÌ SALVINI SENZA UN GIORNALE DI RIFERIMENTO

Estratto dell’articolo di Gianluca Roselli per “il Fatto Quotidiano”

 

patrizia scurti mario sechi giorgia meloni

Sarà una gara a chi è più meloniano. Con buona pace di Matteo Salvini. Che rischia di trovarsi senza giornale di riferimento. Sì perché Libero, che negli ultimi anni ha accompagnato l’ascesa del leader leghista, ora, con la rivoluzione nella stampa di destra e l’acquisizione del Giornale da parte degli Angelucci (che ora puntano a La Verità), sembra sterzare nettamente verso Giorgia Meloni.

 

Almeno a leggere l’editoriale del nuovo direttore Mario Sechi, giunto in Viale Majno insieme a Daniele Capezzone. Un peana alla “sora Giorgia”, anche in campo internazionale, perché si sa, Sechi è uomo di economia ed esteri ancor prima che di politica.

 

MARIO SECHI ANGELUCCI LIBERO – POSTER MACONDO

[...] Stavolta, però, nel discorso alla redazione ha evitato lo sproloquio su se stesso, come quello di addio all’Agi, che qualcuno registrò e mandò in giro. “Siamo un’azienda. Il nostro editore non è il governo, la Meloni o Salvini, ma la famiglia Angelucci”, il succo del discorso a Libero. Qui arriva scottato dall’esperienza all’ufficio comunicazione di Palazzo Chigi, non proprio eccellente.

 

Ma tant’è: Sechi si trova a dirigere uno dei principali quotidiani della destra, dove passò già anni fa come vice di Maurizio Belpietro. Con la nuova veste, pure qualche firma. Su tutti Pietrangelo Buttafuoco, Giordano Bruno Guerri e Annalisa Chirico. Rosicherà invece Filippo Facci che, dopo il guaio con Viale Mazzini, perde la rubrica in prima pagina.

 

alessandro sallusti e antonio tajani alla versiliana

Il foglio su cui Meloni punta per parlare alla borghesia e all’establishment sarà però il Giornale, dove sono tornati per l’ennesima volta Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri, con Osvaldo De Paolini vice. La nuova grafica è autorevole e rassicurante, un po’ meno nuovi editorialisti come il vice di Trump, Mike Pompeo, ed Edward Luttwak.

 

L’operazione “anti-Corriere”, però, sembra fallita: agli Angelucci hanno detto no Galli della Loggia, Luca Ricolfi e chissà chi altro. In prima pagina fanno il loro esordio la vignetta di Federico “Osho” Palmaroli e la rubrica di Luigi Mascheroni, che negli ultimi tempi vergava spassosi e informati ritratti. All’interno, la nota politica è affidata ad Adalberto Signore. [...]

mario sechi parla con i giornalisti a palazzo chigi MARIO SECHI IN VERSIONE MARCHESE DEL GRILLO MEME

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