PER DEL NOX RAIUNO NON VALE UNA MAZZA (MAURO) - IL DIRETTORE DELLA FICTION SCARICA SU QUELLO DI RETE I FLOP DI INIZIO STAGIONE (CON L’ECCEZIONE DI “DON MATTEO”): “L'ACCESS PRIME TIME LASCIA IL TESTIMONE ALLA FICTION CON ASCOLTI TROPPO BASSI PER POTER RECUPERARE” - LA REPLICA: IL CROLLO DELLE FICTION INCIDE PIÙ DI OGNI ALTRA COSA - IL CDA APPROVA IL PIANO DI PRODUZIONE (BOCCIATO BARBARESCHI) - SIPRA: 980 MLN DI PUBBLICITÀ, COME PREVISTO (AL RIBASSO) A GIUGNO…

Da "Il Sole 24 Ore"

Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction, ne è convinto: se le sue produzioni non incontrano il gradimento dei telespettatori come era stato previsto, è anche colpa della rete ammiraglia. Ma ambienti di Rai Uno non ci stanno ad accollarsi una parte di responsabilità che non considerano loro.

Secondo Del Noce, ascoltato in consiglio di amministrazione, gli ascolti di Rai Uno inciderebbero negativamente anche sull'andamento delle fiction. L'entourage della rete sostiene esattamente il contrario e cioè che a incidere negativamente sugli ascolti sarebbe soprattutto lo scarso gradimento del pubblico per i prodotti consegnati da Rai Fiction. Unica eccezione, tra le produzioni, Don Matteo.

Del Noce se la prende in particolare con l'assenza di un valido traino e con la cosiddetta parcellizzazione degli ascolti, criticando la collocazione di alcune serie in serate da lui ritenute sbagliate. E a chi gli rimprovera queste considerazioni ribatte, a distanza, con dati alla mano, a partire dalla serata di domenica scorsa, quando dal 14% dell'access prime time la fiction è salita al 22% di share. Lunedì, dice, lo share è passato «addirittura dal 15% al 29%».

Ma su Rai Uno l'access prime time lascia il testimone alla fiction con ascolti troppo bassi per poter recuperare, sostiene Del Noce. Che sottolinea di non essere «entrato in una disamina di risultati della rete, non essendo mio compito farlo e rispettando la consuetudine aziendale di non dare valutazione sul lavoro dei colleghi».

Il cda ha approvato, con 7 voti a favore e 2 astensioni, l'aggiornamento del piano di produzione della fiction per il 2011, ma ha bocciato 'L'Olimpiade nascosta' prodotta dalla Casanova Entertainment di Luca Barbareschi. Assente al momento del voto il consigliere Angelo Maria Petroni, nell'opposizione ci sono state tre astensioni (dei consiglieri Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten e del presidente Paolo Garimberti) e un voto contrario, quello di Rodolfo De Laurentiis.

In cda è stato sentito anche l'amministratore delegato di Sipra (la concessionaria della tv pubblica) Aldo Reali. Che ha presentato i dati della raccolta pubblicitaria, il cui andamento a settembre è positivo, così come la tendenza per ottobre. La Sipra ritiene di rispettare l'obiettivo di una raccolta di 980 milioni di euro per il 2011, rivista al ribasso a giugno rispetto alla previsione di un miliardo e 50 milioni fissata nel corso della gestione dell'ex dg Mauro Masi.

Nel corso della seduta si è anche tornati a parlare dell'addetto alla sicurezza Luciano Campoli assunto dal direttore generale Lorenza Lei. Dopo le polemiche sollevate la scorsa settimana dal consigliere d'opposizione Nino Rizzo Nervo la Lei ha letto e poi consegnato in consiglio il curriculum di Campoli.

 

7l10 fabrizio delnoceMAURO MAZZA LORENZA LEI NINO RIZZO NERVO PAOLO GARIMBERTI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…