anni 80 ottanta

OTTANTA VOGLIA DI REVIVAL - PANARARI: DA ''BOHEMIAN RHAPSODY'' A CELENTANO VERSIONE MILO MANARA VINCE LA NOSTALGIA PER IL DECENNIO CHE NON FINISCE MAI. PURE LA ''GIOVANE'' NETFLIX, TRA ''STRANGER THINGS'' E L'EPISODIO DI ''BLACK MIRROR'' PIÙ FOLLE (''BANDERSNATCH'') È IN PIENA MANIA - A SANREMO C'È BAGLIONI, LA POLITICA LA FANNO CUCCARINI E HEATHER PARISI. E FRECCERO RIPROPONE GRILLO, FUNARI, TORTORA E BENIGNI ANNI '80

 

 

 

 

 

Massimiliano Panarari per ''La Stampa''

ADRIAN

 

C' è un decennio che non finisce mai, a dispetto dello scorrere del tempo. Perché costituisce, letteralmente, uno stato mentale, e un luogo dell' anima.

Sono gli Anni 80, un must, e un fattore di irresistibile nostalgia per l' Italia attuale. Come ci confermano gli spettacoli che vanno per la maggiore e vari fenomeni della cultura pop del momento. L' elenco è praticamente infinito, e comprende prodotti dell' industria dei media tutta made in Italy, oppure tendenze o programmi internazionali pieni di rimandi a quel periodo che ottengono un successo travolgente anche dalle nostre parti.

 

bohemian rhapsody

Si può cominciare con la serie-evento di Canale 5 Adrian , il telefilm di animazione nato dalla sinergia tra Adriano Celentano, Milo Manara e Nicola Piovani: ed è giustappunto difficile trovare qualcosa di più Anni 80 dell' epopea del tele-Celentano. I film di animazione su cantanti e band imperversavano già nei 70, ma è nel decennio successivo che i cartoni animati si tramutano per alcune fasce generazionali in una componente centrale del proprio personale romanzo di formazione; e si tratta infatti di molti degli adulti che oggi decretano il boom di ogni merce culturale e show che profuma di quella belle époque attraverso la quale si entra definitivamente nella postmodernità.

 

stranger things

Se dal salotto di casa ci si sposta in qualche multisala cinematografica, la nouvelle vague si rivela quella dei cicli di film di anime e manga giapponesi che possono sempre contare su un pubblico nutrito. Sul grande schermo ha trionfato Bohemian Rapsody , una pellicola che ha fatto venire qualche mal di pancia ai fan più puristi, ma ha sbancato al botteghino, vero e proprio monumento cinematografico alla musica commerciale così squisitamente Anni 80 dei Queen.

 

heather parisi anni 80

Se veniamo poi al versante dei serial tv per palati sofisticati, è di pochissimo tempo fa l' uscita, salutata da un grande interesse, dell' episodio «Bandersnatch» di Black Mirror , dove tutto - dall' ambientazione d' epoca al soggetto (i videogiochi) - risultava targato Eighties. E l' universo di Netflix ha proposto anche Stranger Things , altra serie collocata in quel periodo.

 

heather parisi adriano celentano

Se passiamo alla musica in televisione, il Festival di Sanremo dell' anno 1 dell' era populsovranista ha come direttore artistico quel Claudio Baglioni (reduce da una telefonata di riconciliazione con Matteo Salvini) che sempre negli Ottanta vide esplodere la propria stella. Da quel decennio sembra inoltre arrivare per direttissima la polemica tra le nemiche (assai poco) amatissime Lorella Cuccarini in vesti sovraniste e Heather Parisi «multicultural».

 

E, a guardare bene, la punta di lancia della Rai sovranista è quel Carlo Freccero che, negli anni Ottanta, era uno dei teorici della neotelevisione. La sua Rai 2 pare un magazzino di simulacri baudrillardiani, risuscitati da quei tempi mediante l' annunciato format dei «grandi della Tivvù», autentici blob delle presenze televisive del passato di Celentano (ci risiamo), Benigni, Funari e Tortora, partendo (guarda un po') con C' è Grillo , in prima serata il 28 gennaio.

claudio baglioni anni 80

 

Ora, si sa che nello show business si ricicla al massimo ogni idea vincente. Ma questo non è (o, per meglio dire, non è soltanto) citazionismo vintage. È un clima di opinione vivissimo e vegeto. Gli Anni 80 identificano il decennio che non finisce mai perché una grossa fetta dell' immaginario degli italiani sembra voler tornare (ovvero, si rivela bloccata e congelata) laggiù, quando ogni cosa era bella, c' era la Milano da bere, la Borsa galoppava e il tubo catodico era diventato improvvisamente coloratissimo ed eccitante.

 

Tutto, in un certo qual modo, vero; peccato che da allora, allo scopo di mantenere uno sviluppo che cominciava a farsi più apparente che reale (altro, ahinoi, che il nuovo miracolo economico vaticinato dal vicepremier Di Maio), sia stata fatta correre all' impazzata soprattutto la spesa pubblica. E, quindi, anche il debito pubblico, che per svariati politici nostrani non rappresenta un problema serissimo, ma una mera scocciatura da levarsi di dosso a colpi di alzate di spalle.

primo cellulare anni ottanta

 

 

Ecco, allora, la nostalgia canaglia di quando tutto sembrava andare per il meglio, e si stabilì il principio dell' irresponsabilità rispetto alle pesantissime conseguenze future. Gli «infiniti Anni 80» sono così la declinazione nell' industria culturale e dello spettacolo di questa retromania, la trasposizione nazionale di quella che Bauman ha chiamato «retrotopia».

Che si sposa alla perfezione con il neopopulismo, aggressiva narrazione di un passato mitizzato e balsamo (risentito e reattivo) per l' età dell' ansia.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…