paola iezzi paola e chiara

“X FACTOR? NON SIAMO GLI STRONZI CHE FERMANO UNA CARRIERA” – ASCESA, CADUTA E RINASCITA DI PAOLA IEZZI, DEL DUO PAOLA E CHIARA, NUOVO GIUDICE DI “X FACTOR”: "CERCHIAMO PERSONE DA COLLOCARE ALL’INTERNO DI UNO SHOW. SPESSO SI GIUDICA L’APPARENZA, È NORMALE ANCHE SE NON È CORRETTO” - IL SUCCESSO? HO PAURA, LO PRENDO CON LE PINZE" – LA ROTTURA CON CHIARA: “L’UNICA VIA PER CRESCERE ERA IL DISTACCO”. E LA PACE SOLO GRAZIE ALLA NONNA - L’AMBIENTE MUSICALE "POPOLATO DA TANTI MASCHI TESTOSTERONICI" E L’INCONTRO AL GAY PRIDE CON… - LIBRO+VIDEO

 

Andrea Silenzi per "la Repubblica" - Estratti

PAOLA IEZZI

Negli anni Novanta un successo travolgente insieme alla sorella Chiara, poi il declino, la dolorosa separazione dalla sorella, un gelo durato dieci anni. La carriera da dj, la vita da artista indie e poi il ritorno. Paola Iezzi è nel pieno della sua seconda vita da star. Adesso, dopo i nuovi successi con Chiara e la biografia Sisters (Rizzoli), è giudice di X Factor. E ha sorpreso un po’ tutti con la sua cultura musicale.

 

Diciamo la verità: nessuno si aspettava questa sua competenza così approfondita.

«Essere underrated e creare sorpresa mi piace. Spesso si giudica l’apparenza, è normale anche se non è corretto. È il pregiudizio di cui siamo vittime un po’ tutti. Ma è un aspetto che persiste nella mia vita».

 

C’è grande sintonia con gli altri giudici, almeno finora. È difficile tenere a bada il testosterone che circola in quel tavolo?

paola chiara iezzi cover

«Sono stata molto fortunata perché potevo capitare in edizioni diverse. È una giuria speciale. Conoscevo tutti, ma si è creata un’alchimia un po’ magica: ho avuto la fortuna di incontrare persone che ascoltano. In generale, l’ambiente musicale è popolato da tanti maschi testosteronici: sono abituata, e poi tratto uomini e donne allo stesso modo. Cerco sempre di pensare all’umanità, siamo una comunità di persone che cercano di fare bene».

 

Come mai conosce lo svedese?

«Durante la seconda ondata del covid ho ricevuto una mail da un agente che lavorava per un’agenzia inglese e svedese. Avevo collaborato anni prima con il produttore di Kylie Minogue, che faceva parte del suo team. Mi ha proposto di andare a Stoccolma per lavorare con lui e altri produttori locali.

 

Qui era tutto fermo causa covid, sono andata a spese mie, ero agitata. Mi sono sentita subito a casa, scrivevo una canzone al giorno. Alla fine sono rimasta nove mesi e mezzo, ho scritto 50 pezzi. Ho rimesso a posto delle cose, ho ripensato alla separazione da Chiara, le persone che lavoravano con me mi elogiavano come mai era successo in Italia. Ho imparato la lingua, una cultura, per me è una seconda casa».

PAOLA IEZZI

 

Achille Lauro ha detto che i ragazzi devono imparare ad accettare il fallimento. Un po’ quello che è successo a lei e Chiara dopo il secondo Sanremo.

«Il successo, soprattutto se arriva quando sei giovane, è un po’ una dopamina (...) Ho paura del successo, lo prendo con le pinze perché amo la sobrietà, anche quando ricevo complimenti. Oggi tutti vogliono stare sul palco, e questo è uno dei problemi della scena attuale».

 

Nella vostra recente biografia “Sisters” emerge una storia umana prima ancora che professionale. Secondo lei il salto nella giostra del successo è arrivato troppo presto?

«Non eravamo alla ricerca del successo, amavamo la musica, volevamo farla.

 

(...) Ci sono voluti anni per seppellire i sensi di colpa, la rabbia, ma l’unica via per crescere era il distacco. Recitare una parte non sarebbe stato bello per nessuno».

 

Per fortuna ci ha pensato nonna...

«Ha insistito per riunirci per un pranzo di Natale. Pochi minuti ed è ripartito tutto».

 

Cosa vorrebbe trasmettere ai ragazzi del programma?

PAOLA IEZZI

«Che il successo non è il solo obiettivo da perseguire. Tutti vogliono la fama, ma bisogna accettare di essere giudicati, sapendo che i giudici non sono infallibili. X Factor non è l’unica possibilità, noi non siamo gli stronzi che fermano una carriera. Cerchiamo umilmente persone da collocare all’interno di uno show».

 

Da poco è uscito il singolo “Il linguaggio del corpo” inciso con BigMama.

«Ci siamo incontrate al Gay Pride, lei ci ha rincorso per farci fare una foto con sua mamma, erano tutte e due nostre fan. L’idea del disco è nata da lì».

paola e chiara 5paola e chiara 4paola e chiara 3paola e chiara 2.txtpaola e chiara 1paola e chiara paola iezzi paola e chiarapaola e chiara al pride di milano 6paola iezzi paola e chiarapaola e chiara al pride di milano 5paola e chiara al pride di milano 4paola e chiara al pride di milano 1paola iezzipaola iezzi jake la furiapaola iezzi (4)paola iezzipaola iezziPAOLA IEZZI

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!