MEDIASET IN THE SKY WITH CHAMPIONS - ORA CHE LA PAY-TV DEL BISCIONE DIVENTA INDIPENDENTE, C’È CHI IPOTIZZA UN’ACQUISIZIONE DA PARTE DI SKY, PER RIPRENDERSI TUTTI I DIRITTI SUL CALCIO, IL PRODOTTO CHE PIÙ SPOSTA GLI ABBONAMENTI

Stefano Righi per il “Correre Economia - Corriere della Sera

 

PIERSILVIO BERLUSCONIPIERSILVIO BERLUSCONI

Uno a zero, palla al centro. La partita si è giocata quest’estate, sul campo dei diritti per trasmettere il calcio in televisione, ma le conseguenze sono destinate a produrre effetti per lungo tempo, sia per gli appassionati, che per i conti economici delle aziende protagoniste. In campo, Sky da una parte, con Fox, Mediaset dall’altra. La pay-tv di Rupert Murdoch contro il polo televisivo creato da Silvio Berlusconi. Il signore della tv a pagamento contro il cavaliere che ha conquistato l’Italia con Canale 5, prima di aprire alla pay per view . 
 

AL RADDOPPIO
Uno scontro milionario, che ha raddoppiato l’impegno economico rispetto agli anni passati per conquistare il boccone più goloso di tutta la torta del calcio europeo, la Champions League . Il torneo, oggi esclusiva Sky, dalla prossima stagione agonistica e per tre anni, sarà trasmesso da Mediaset Premium, che ha perso, in favore di Sky, i diritti sull’ Europa League , la seconda manifestazione continentale.

 

Per riuscirci, Mediaset ha messo sul piatto circa 700 milioni di euro per il triennio, sferrando un colpo durissimo a Sky, costretta a riconsiderare la propria vocazione ad essere «la» televisione del calcio europeo. 

RUPERT MURDOCH RIDE ALLA CONVENTION DI ALL THINGS DIGITAL RUPERT MURDOCH RIDE ALLA CONVENTION DI ALL THINGS DIGITAL


Certo, Sky continuerà a trasmettere i campionati di calcio più importanti (Inghilterra, Francia e Spagna, i cui diritti sono di Fox), oltre alla Bundesliga tedesca (diritti propri), ma il vuoto del martedì e mercoledì rischia di ripercuotersi anche sul piano degli abbonamenti. Ed è proprio questo il piano di Mediaset, erodere abbonati a Sky, offrendo il massimo. In un momento di pesante crisi economica e di protratta contrazione della raccolta pubblicitaria, un investimento come quello di Mediaset sembra preludere a un’evoluzione più ampia dei canali pay di Cologno Monzese.

 

Berlusconi e Murdoch a ArcoreBerlusconi e Murdoch a Arcore

«La situazione è in ebollizione», si limitano a dire dal quartier generale di Mediaset, dove si attende il battesimo di Mediaset Premium Spa, che diverrà operativa il prossimo 1 dicembre, con Telefonica all’11 per cento (per ora). A nove anni dalla nascita, i canali a pagamento di casa Berlusconi faranno così anche formalmente da soli. 
 

PROSPETTIVE
«È una mossa chiara per estrarre valore dall’azienda – sottolinea un osservatore – e magari arrivare a una cessione». Nel caso, la richiesta non sarà banale. Se Telefonica, al netto dell’opzione put in suo favore, ha valorizzato 100 milioni una quota dell’11 per cento di Mediaset Premium, il totale non si discosterà molto dal miliardo di euro. Ma chi può essere interessato?

 

Murdoch e Berlusconi d\'annataMurdoch e Berlusconi d\'annata

Gli indizi conducono ad Al Jazeera, l’emittente degli Emirati arabi, ma tra i candidati c’è anche Vivendi e la stessa Telefonica. Però il vero colpo di scena sarebbe un accordo con Sky, che si riprenderebbe tutto il calcio e tutta l’offerta pay, lasciando Mediaset solo «in chiaro». Ipotesi affascinante, che si sposa senza controindicazioni con il ridisegno delle attività europee di Sky.

 

La piattaforma italiana di Murdoch è infatti avviata a finire sotto lo stesso tetto di BskyB, ovvero un gruppo che controlla direttamente 23 milioni di abbondati tra Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Austria e Italia e che fa dell’offerta sportiva il proprio punto di forza. Fantasie? Forse.

 

Berlusconi e MurdochBerlusconi e Murdoch

«Sarebbe come se, prima di vendere casa, il proprietario si impegnasse in una ristrutturazione molto onerosa», sottolineano da Sky. Perché farlo? Forse per alzare il prezzo. Di sicuro, negli affari, anche televisivi, nessuno può mai dire mai. E la volontà di tornare all’antico, magari facendo cassa con Premium per poi dedicarsi a un ripensamento dei canali in chiaro potrebbe essere più concreta di quanto traspaia.

 

Qualcosa di importante cambierà a breve. Anche perché a Cologno hanno ben chiaro che, nonostante il mercato pubblicitario sia in calo e si equilibri diversamente la bilancia tra reach e targeting , ancora il 63 per cento della raccolta televisiva finisce nelle casse del Biscione. 
 

champions_leaguechampions_league

MERCATO FERMO
Il mercato della televisione a pagamento è molto stressato dalla crisi, in Italia. Gli abbonati non arrivano a 7 milioni (erano 5, sono 4,7 per Sky; meno di 2 per Mediaset Premium), su 23 milioni di famiglie complessive. I margini di crescita ci sarebbero – l’Italia sconta un gap del 25 per cento rispetto agli altri principali mercati europei – ma mancano le precondizioni per crescere.

 

E il rosso è il colore comune dei conti: più inciso quello di Mediaset Premium, che fattura circa 638 milioni e ne perde una dozzina, più diluito (8 milioni), quello di Sky, nonostante un fatturato da 2,86 miliardi di euro. L’uscita di Mediaset dalla pay aprirebbe (forse) ad altri operatori. Il panorama sta cambiando velocemente.

Andrea-ZappiaAndrea-Zappia

 

Telecom Italia, ad esempio, ha un accordo proprio con Sky per allargare, con la Ultra broadband , la base degli abbonati in tutti quei centri dove il segnale non arriva ancora. Si parla di un milione di nuovi clienti in cinque anni. Quanti ne sposterà il calcio? A fronte di un investimento pesante e sulla base dei risultati dell’ultima settimana delle italiane in Champions – e di una permanenza sul massimo palcoscenico che rischia di non superare i tre mesi – la domanda è legittima. La risposta sarà decisiva. 

Fedele ConfalonieriFedele Confalonieri

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE C'È LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...