LA RAI A CHI LA DAI? PER GESTIRE VIALE MAZZINI, RENZI POTREBBE PUNTARE SU CAMPO DALL’ORTO O VINCENZO NOVARI PER IL RUOLO DI AD - COME DIRETTORE GENERALE IN CORSA ELEONORA ANDREATTA - VELTRONI PRESIDENTE

Marco Castoro per la Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

antonio campo dall orto lapantonio campo dall orto lap

 

Il ritorno con il vento in poppa dei democristiani sulla scena politica e nei palazzi che contano non poteva non essere preso in maniera trionfale a Viale Mazzini. Dentro la Rai i dc sono sempre numerosi (ricordate la vecchia formula sulle assunzioni ai tempi del pentapartito?) e dopo essersi esibiti in tanti tuffi carpiati per salire sul carro del vincitore del momento, ecco che finalmente riabbracciano lo scudocrociato.

 

VINCENZO NOVARI VINCENZO NOVARI

Le parole di Renzi, che annunciano come il cambiamento della Rai sia un prossimo obiettivo del Governo, vengono prese come una minaccia. La primavera si annuncia come un periodo di svolta. Tra marzo e aprile si potrebbe andare a dama, anche se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare della politica. Intanto va detto che se Renzi deciderà di cambiare la governance della Rai dovrà fare un decreto ad hoc, altrimenti dovrà operare con la legge Gasparri che non allontana di certo i partiti dall’azienda.

nla 14 vinc novarinla 14 vinc novari

 

 

La struttura manageriale che ha in mente il Governo è molto più snella di quella attuale. Un presidente (carica onoraria e di prestigio), un a.d. con poteri decisionali, un d.g. con poteri esecutivi e un Cda come organo di controllo con 5 consiglieri.

 

IL VALZER DEI NOMI

La rosa dei papabili è ricca di petali. Tutto ruota intorno alla scelta del vero capo azienda, il nuovo a.d., che vede in prima fila Vincenzo Novari e Antonio Campo Dall’Orto. Il primo - dopo aver rilanciato sul mercato Tre Italia, la compagnia controllata da H3g – sta portando a termine la partita più importante: la fusione con Wind. Un’impresa che una volta terminata gli consentirà di uscire dalla compagnia come un trionfatore.

Eleonora Tinni Andreatta Eleonora Tinni Andreatta

 

Il nome di Campo Dall’Orto, è da sempre accostato ai renziani. Di sicuro rappresenta una candidatura molto forte e di prima scelta per quanto riguarda la qualità e la competenza. Per la poltrona di presidente chi meglio di Walter Veltroni può ambire a quel ruolo? Per l’incarico di d.g. (ricordiamolo con poteri esecutivi e non decisionali) la corsa è tra i candidati interni. Ce ne vengono in mente almeno quattro.

 

Su tutti Eleonora Andreatta, il direttore di Rai Fiction che sta vivendo un momento magico con le serie di Raiuno. Seppure viene da pensare che per lei sia molto più prestigioso restare a capo della fiction, un dipartimento che va a gonfie vele e che dà un potere vero, piuttosto che assumere un incarico burocratico. Poi ci sono: Valerio Fiorespino (attuale direttore delle Risorse Umane), Paolo Del Brocco (a.d. RaiCinema) e Luigi De Siervo (a.d. RaiCom). Tre dirigenti interni che si prestano bene al ruolo.

VINCENZO MORGANTE VINCENZO MORGANTE

 

IN RAMPA DI LANCIO

Tra i direttori delle testate giornalistiche chi potrebbe spiccare un bel salto di qualità è Vincenzo Morgante, il responsabile della Tgr (i tiggì regionali), in procinto di passare a capo di una delle due Newsroom, probabilmente quella che unirebbe Tg3 e RaiNews. Ma, vista la stima che il presidente Mattarella nutre nei suoi confronti, non è da escludere che possa arrivare alla poltrona più ambita tra i giornalisti Rai, quella di superdirettore della Newsroom1, che comprende Tg1, Tg2 e Rai Parlamento.

 

Tuttavia, difficilmente il dg uscente Gubitosi riuscirà a decidere anche i nomi dei responsabili. Il suo obiettivo è far passare la riforma dell’informazione in Vigilanza e nel cda, per poi fare le valigie felice e contento di aver tracciato un solco per la nuova Rai. Ma gli ostacoli da superare non sono pochi.

 

VALERIO FIORESPINOVALERIO FIORESPINO

Oltre alla Andreatta ci sono altri direttori che potrebbero ambire a poltrone più prestigiose. Il primo nome che salta alla mente è quello di Massimo Liofredi, il direttore di Rai Ragazzi che ha riscosso consensi con Rai Gulp e Rai YoYo. Per lui potrebbe esserci la direzione di Rai4, una rete che strizza l’occhiolino al pubblico più giovane.   

paolo del broccopaolo del brocco

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)