renzi de luca

1. PER CHI SUONA LA CAMPANIA: CON DE LUCA, PITTIBIMBO E’ FINITO IN UN VICOLO CIECO 2. DALLA SICILIA ALLA PUGLIA, CALABRIA COMPRESA, RENZI NON CONTROLLA IL PARTITO AL SUD 3. I GIORNALI VOLANO BASSO SULLA VICENDA DEL VOLO IN ELICOTTERO DELL'EX ROTTAMATORE

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

VINCENZO DE LUCAVINCENZO DE LUCA

 

1. RENZIE E IL RENZIANO PIÙ RENZIANO DI LUI

Un tribuno del popolo, accusato dalla sinistra di essere “di destra”, rottamatore, castigamatti di sindacati e municipalizzate, parlantina svelta e diretta, non ideologico. Diciamolo, Vincenzo De Luca sarebbe un renziano perfetto, se solo Renzi lo volesse. Invece il premier sembra quasi intimorito dall’ex sindaco di Salerno, che ha appena vinto le primarie per correre come governatore della Campania.

 

 

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

Per fermarlo, Pittibimbo ha investito addirittura su un ex rifondarolo come Gennaro Migliore, che la settimana scorsa ha gettato la spugna. Poi ha fatto appoggiare l’altro candidato, Cozzolino, sponsorizzato da Matteo Orfini e dai Giovani turchi. Senza successo. De Luca ha vinto lo stesso, pure a Napoli. Il suo problema è che ha una condanna in primo grado per abuso d’ufficio e, in base alla legge Severino, se fosse eletto presidente della Regione verrebbe subito sospeso. Lui chiede già a gran voce che venga cambiata la legge, ma Renzie non può permettersi un simile regalo ai grillini, che non aspettano altro per accusarlo di essere un amico dei corrotti.

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

 

In Campania Renzie si è cacciato in un vicolo cieco. Ma più in generale si vede che non è riuscito a prendere in mano il partito al Sud. In Sicilia c’è Crocetta che non risponde a nessuno e lo stesso vale per la Calabria di Oliverio. In Puglia il candidato Emiliano è autonomo e di De Luca abbiamo appena detto. Al Sud Renzie ci va poco, il meno possibile. E sembra quasi che il suo Pd lo imbarazzi. Ma le elezioni in Campania sono una sfida alla sua leadership. O fa finta di niente e lascia campo libero al rottamatore di Salerno, oppure prende in mano la situazione e lo costringe a un passo indietro. La cosa peggiore che si possa fare è far finta di nulla e aspettare che cali la mannaia della legge Severino, lasciando un vuoto di potere. Un vuoto che poteva essere evitato.

renzi alla stazione con cazzullorenzi alla stazione con cazzullo

 

 

elicottero di renzi atterraggio di emergenzaelicottero di renzi atterraggio di emergenza

2. PRIMARIE INDIGESTE

La Repubblica dei renziani titola preoccupata: “Pd, imbarazzo per De Luca. Vince le primarie in Campania ma la legge Severino lo blocca. Se eletto, verrebbe sospeso. Gli avversari: ricontare le schede”. “La mossa di Palazzo Chigi: ‘Nessuno chieda di cambiare le norme anticorruzione” (pp. 2-3). Bel pezzo di Ceccarelli che racconta: “Tra Kafka e i film di Totò, la vittoria a rischio del candidato dimezzato” (p. 4).

 

Sul Corriere, Migliore spiega il suo ritiro e annuncia che sosterrà De Luca “al 101%” (p. 9). La Stampa affronta il problema dell’effettivo controllo del partito: “La rottamazione rottamata. E Renzi non smonta gli apparati. Da Genova a Napoli alla Toscana senza creare nuove élites” (p. 6).

 

 

3. QUELLO CHE ANDAVA SEMPRE IN TRENO…

TITO BOERI TITO BOERI

I giornali tengono bassa la vicenda del volo in elicottero di Renzie per coprire un normale Firenze-Roma. Fa eccezione il Giornale, che attacca in prima pagina: “Renzi vola. In elicottero. La Leopolda dell’ipocrisia. Il maltempo smaschera il premier nel suo volo di Stato da Firenze a Roma. Nulla di male, ma ora la smetta di esaltare la sua sobrietà” (p. 1). Forse tornava da Courmayeur.

 

 

4. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Timidi segnali di miglioramento del quadro economico, ma sulle pensioni ci potrebbero essere novità sgradite. Corriere: “Meno disoccupati, creati 131 mila posti. L’Istat: a gennaio per il secondo mese il tasso dei senza lavoro scende a quota 12,6%. Renzi: bene, ma non basta. Il rapporto debito pubblico-Pil al 132,1%, mai così dal ‘95”. Poi il giornale diretto da Ferruccio de Bortoli intervista Tito Boeri, il nuovo presidente dell’Inps, che dice: “Pensioni in anticipo ma più leggere, a tutti il calcolo di quanto avranno. Uno studio per confrontare gli assegni attuali in caso di passaggio al contributivo” (p. 3). La cosa migliore della pagina è la foto dello chicchissimo Boeri intonata con la pubblicità di Corneliani.

DE BENEDETTI TITO BOERIDE BENEDETTI TITO BOERI

 

 

5. LA BAVA SEPARATA DALLE OPINIONI

La Mummia sicula va in Germania in visita ufficiale e i giornali assistono compunti. Attacco della cronaca del Corriere: “Il presidente non è venuto in Germania a cercare approvazioni. Certo, quando arrivano degli apprezzamenti, com’è accaduto oggi, ne ha piacere e può magari darlo a vedere. Sarebbe però sbagliato confondere i piani della visita’. E’ così che lo staff del Quirinale commenta la tappa d’esordio della prima missione all’estero di Sergio Mattarella, mentre in aeroporto è già pronto il volo per Bruxelles. Il presidente ha ricevuto un’accoglienza calorosa, a Berlino” (p. 5).

MATTARELLAMATTARELLA

 

Segue paginone dedicato alla prima biografia del caro presidente, titolato con coraggio “L’arma della mitezza” (p. 6). Nella presentazione del volume sono ricordati “i suoi interessi di studioso, la sua pratica della moderazione e la sua intransigenza quando sono in gioco valori e principi non negoziabili”. Mattarella santo subito. A proposito, la biografia è firmata da Giovanni Grasso e il Corriere dimentica di dire che è il portavoce di Mattarella

 

 

6. OMICIDIO AL CREMLINO

FLAVIO TOSI MATTEO SALVINI ROBERTO MARONI jpegFLAVIO TOSI MATTEO SALVINI ROBERTO MARONI jpeg

Cala l’interessa dei giornali italiani per l’omicidio di Boris Nemtsov e ne sarà contento Renzie che giovedì deve andare in Russia da Putin. Repubblica: “Le due auto, la fidanzata, le telecamere. Tutti i misteri dell’omicidio Nemtsov. L’amica del leader dell’opposizione ucciso: ‘Non ho visto il killer’. E torna in Ucraina” (pp. 16-17). Giornale: “Caso Nemtsov, test della verità per la donna del leader ucciso. La modella ucraina dice di non aver visto il killer del capo dell’opposizione: ‘E’ successo tutto alle mie spalle’. Probabilmente sarà esaminata col poligrafo” (p. 16).

SALVINI - TOSI  - ZAIA 4c4cb9f2SALVINI - TOSI - ZAIA 4c4cb9f2

 

 

7. AVANTI CON LA SEGA NORD

Pugno di ferro di Salvini in casa leghista. “Salvini commissaria Tosi. ‘Scelga, o la Lega o la sua lista. Sì a Forza Italia, no ad Alfano’. Zaia correrà in Veneto, Dozzo gestirà la Liga. Aut aut al ribelle. Il segretario cauto su Casa Pound: ‘Il Duce? E’ il passato” (Repubblica, p. 6). La Stampa riassume: “Alla fine Salvini ‘licenzia’ Tosi” (p. 4). “Il sindaco: deluso da Maroni, ha tradito il nostro accordo. Ora restare è più difficile” (Stampa, p. 5). Libero dedica alla vicenda la sua prima pagina: “Per niente serenissimi. Bega veneta: Salvini non perdona. Il leader della Lega accontenta Zaia e commissaria Tosi. Il sindaco medita di andarsene ma sarebbe la sua fine”.

 

 

ANGELINO ALFANO BERLUSCONI PASCALE DUDU ANGELINO ALFANO BERLUSCONI PASCALE DUDU

8. ULTIME DA FARSA ITALIA

Piroetta del Banana sulle alleanze: “Berlusconi molla Angelino: ‘Stiamo con i lumbard’. Il leader di Forza Italia boccia l’ipotesi di una coalizione con l’Ncd e il sindaco di Verona” (p. 7). Il Giornale la spiega così: “Berlusconi e il risiko Regionali: con Salvini al Nord e Ncd al Sud. Contatti continui tra i pontieri di Forza Italia e Zaia per trovare l’accordo in Veneto” (p. 3).

 

Dopo il commissariamento del suo partito in Piemonte da parte del Cerchio magico, Manuela Repetti, compagna di Sandro Bondi, abbandona il gruppo di Forza Italia al Senato e si iscrive al Misto. Lo fa con una lettera al Corriere, in cui denuncia “la distruzione di Forza Italia con faide interne il cui unico fine è quello di spartire l’eredità politica di Berlusconi, a cominciare da coloro che gli stanno accanto e che dicono a parole di voler tutelare la sua leadership” (p. 11).

 

 

9. IL GIOCO DELLE TORRI E DELLE RETI

RECCHI RECCHI

Il Corriere continua a far capire che la battaglia su Rai Way è aperta, al di là della legge: “Rai e Mediaset, la battaglia del 51%. L’ente:non scendiamo sotto la soglia. Il gruppo: offerta valida, la legge non fissa tetti. Le torri Wind ad Abertis”. Nel pezzo, si spiega che “Mediaset tecnicamente può modificare l’offerta, magari accettando una quota inferiore nella futura Rai Way-Ei Towers” (p. 12). Su Repubblica si legge che Telecom Italia non rischia provvedimenti coercitivi sulla rete: “Banda ultralarga, via al piano. Il Governo: ‘Niente diktat’. Su Rai Way muro contro muro. Nessuna data per lo switch da rame a fibra” (p. 14).

 

TARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIATARAK BEN AMMAR BOLLORe? PADRE E FIGLIA

Intanto Libero scrive che qualcosa si muove su Telecom. Qualcosa di straniero: “Bollorè guida i francesi alla conquista di Telecom. Orange dichiara interesse per Telecom. L’azienda smentisce ma in manovra con Vivendi c’è il finanziere bretone” (p. 22).

 

 

10. CIAO CIAO MONDAZZOLI?

Cda della Rcs e stop al progetto Mondazzoli. Repubblica: “Rcs, fumata grigia sui libri a Mondadori. Dopo cinque ore il consiglio “ha deciso di aggiornare i lavori al 6 marzo”. Non si è trovata l’intesa per vendere la società. Troppe le voci contrarie: Marchetti e Guarneri (per Rotelli) tra gli amministratori, Pirelli, Intesa Sanpaolo, Cairo e Della Valle tra gli azionisti” (p. 29).  

scott jovanescott jovane

 

Intanto i giornalisti del Corriere scendono in campo contro l’operazione. Ieri si sono riuniti in assemblea e hanno giudicato “una svendita” la ventilata cessione dei libri alla Mondadori. In particolare, i giornalisti denunciano i rischi per tutti di una concentrazione troppo elevata nel settore librario e criticano la clausola che vieterebbe al Corriere di pubblicare autonomamente libri e istant book (Corriere, p. 24). Chissà che questa dei libri non sia l’ultima avventura di Rotolone Scott Jovane. 

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