piotta (1)

PIOTTA A 45 (GIRI) - ''GUARDO I PORNO MA NON LI CANTO PIÙ. LA MIA VITA È CAMBIATA, TANTE PERSONE SONO SCOMPARSE, E CON LA MORTE DI MIO PADRE È NATO IL MIO ULTIMO DISCO. CON VALENTINA STIAMO PROVANDO AD AVERE UN FIGLIO, E SE NON VERRÀ…'' - ''IL POLITICO PIÙ DELUDENTE? D'ALEMA. LA RAGGI? NESSUNO POTREBBE RISOLVERE I PROBLEMI DI ROMA SENZA SOLDI. MI PIACE GENTILONI, E ORA MI DARANNO DEL PIDIOTA''

 

 

 

 Davide Desario per www.leggo.it

 

Squilla il cellulare: «Tommaso? È l'ospedale Gemelli...». E Tommaso risponde: «Va bene, arrivo subito». Ore 16.40 del 5 luglio 2018. Tommaso è Tommaso Zanello, ma per tutti è Piotta. È seduto davanti a me nella redazione di Leggo, parlando di musica e di vita, della sua Valentina e del papà che sta molto male. Quel giorno non è un giorno qualsiasi.

piotta

 

Quel giorno è morto il padre di Tommaso ed è nato Interno 7, il suo ultimo disco. Niente a che fare con gli otto precedenti o forse ne è una sintesi matura. Un disco di chitarre e rap, di bilanci e cassetti riaperti all'interno 7 di via Valsavarance, nel quartiere romano di Conca d'Oro, dove è vissuto con i genitori fino all'università. «Anni belli belli, quegli anni 90 - dice oggi - Erano tempi in cui potevo schierare la nazionale del mio cuore. I miei genitori, gli amici veri come Primo Brown dei Corveleno».

 

È il disco della maturità?

«Sì. È la prova che il tempo passa. Anche se tutti i dischi che ho fatto sono stati sinceri. A venti ho raccontato il rap, il funky e l'allegria di quegli anni. A trenta mi sono buttato più sul sociale e la politica fino a 7 Vizi Capitale che ha fatto da colonna sonora a Suburra. E ora a quaranta abbondanti (45, ndr) più di guardare fuori avevo bisogno di scavarmi dentro. E con queste 14 canzoni mi sono messo a nudo più che mai».

 

Ok, facciamolo anche in questa intervista.

piotta e davide desario

«Sono cambiato. Sono successe tante cose. La scomparsa di Primo Brown, un amico con cui ho cominciato a fare musica. La morte della mamma della mia compagna che per me è stata come una seconda madre (dopo la scomparsa della mia). E poi mio padre che stava male da tempo».

 

La musica ha aiutato?

«Senza dubbio. Il giorno dopo la morte di papà avevo il concerto all'ex Dogana a Roma. È stato difficile, ma ce l'ho fatta. Credo proprio grazie alla musica».

Oggi tutti fanno rap, trap e funzionano soprattutto su YouTube e Spotify. Gli altri arrancano.

piotta supercafone

«Noi a Roma abbiamo dato tanto. Negli anni 90 eravamo una cinquantina di pazzi, visionari che sognavano di portare l'hiphop anche in Italia. Ci deridevano dicendo che non avrebbe mai funzionato. E invece ecco cosa è successo. Il rap fa numeri pazzeschi anche se non passa facilmente in radio. Gli altri rincorrono, a volte in maniera un po' patetica».

 

E i talent in tutto questo?

«A me i talent non sono mai piaciuti. E l'ho anche detto in maniera chiara con il mio disco Nemici, che già nel titolo dice tutto. Sicuramente qualche buon nome negli anni lo hanno tirato fuori: Annalisa, Michielin, Mengoni, Amoroso. Ma sono delle vocalità così abili che sarebbero emerse comunque, anche senza talent. Anzi secondo me sono loro che hanno aiutato i talent».

Il mondo della musica è disorientato. E quello della politica?

«La politica meno. Ha due, tre situazioni che catalizzano l'attenzione dei media e dei voti. Uno su tutti Salvini. Puoi essere d'accordo con lui o meno ma è evidente che in questo momento rappresenta una colonna portante della politica italiana. Nella musica c'è più anarchia, volendo più libertà, puoi sopravvivere pure in micromondi».

 

In tour, che Italia si incontra?

il segreto del giaguaro piotta

«Un'Italia confusa. La gente ti dice una cosa, magari cavalcando l'ultimo slogan politico, ma poi se ci parli e gli fai le domande, ci ripensa. Hanno l'ansia da web: like e dislike, odio e amore. Tutto polarizzato».

È un'Italia sempre più divisa tra Nord e Sud?

«A livello di gusti di moda, musica, video no, perché il web ha accorciato le distanze. A livello politico è un'Italia verde al Nord e gialla al Sud. E a livello economico c'è un traghettamento di posti di lavoro verso il Nord. Tanti ragazzi lasciano il Centro-sud. Da romano questa cosa la soffro tantissimo. Pazzesco».

er piotta e la karl du pigne

 

Già, Roma. In che situazione è?

«È evidente che ci siano delle oggettive difficoltà nella gestione. Ma credo che nessuna giunta di geni potrebbe risolvere i problemi di Roma in così poco tempo, senza soldi o quasi».

Il politico più deludente?

«D'Alema, l'ho trovato così inutilmente spigoloso».

 

E la sorpresa positiva?

«A me Gentiloni non dispiace, ora sul web mi attaccheranno, mi daranno del pidiota. Credo che all'Italia serva qualcuno che urli meno e ragioni un po' di più. Anche se le urla fanno la differenza».

 

Piotta ha ancora la passione per il porno?

«Porno è bello. L'ho detto tanti anni fa e mi piace perché in quel momento della mia vita era così: ero molto più hardcore, scrivevo di Rocco Siffredi e di tante cose divertenti per quella stagione e che non rinnego. Oggi li guardo ancora ma non li canto. Secondo me, la musica deve essere questo. Adoro Jovanotti perché è uno che ha fatto dischi che rispecchiavano la sua età: testi da diciottenne a 18 anni e adesso più maturi».

PIOTTA 3

 

Ultimo film visto?

«Un film porno (e scoppia ridere, ndr). Prima, invece, ho visto Go Home di Luna Gualano che ha vinto un premio alla Festa di Roma».

Ultimo libro?

«Sto in fissa con la saggistica, ho comprato 5 libri americani su Amazon sul marketing digitale, Spotify, Instagram».

Habitué di Amazon?

«No, in realtà preferisco comprare al negozietto sotto casa che dà posti di lavoro».

Una fede al dito.

«È quella di mio padre. Quando lo abbiamo cremato ne ho parlato con mio fratello e l'ho presa io».

 

E un domani chi la metterà?

piotta super cafone

«Una bella domanda. Se arriverà un figlio, la darò a lui. Con Valentina (insieme da vent'anni, ndr) ci stiamo provando ma non vogliamo forzare la natura. Con questo non esprimo giudizi su chi invece cerca altre strade».

tommaso zanella er piottaEr Piotta

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…