1. CONSULTELLUM” O “RENZELLUM” IL PREMIER SPACCONE NON VEDE L’ORA DI FARE IL PIENO ALLE ELEZIONI E SCHIERARE IN PARLAMENTO UN ESERCITO DI DEPUTATI SCELTO DA LUI 2. PITTIBIMBO SEMBRA DESTINATO A RESTARE AL POTERE PER MOLTI ANNI, ANCHE PER L’ASSOLUTA MANCANZA DI VERI AVVERSARI, RIUSCENDO PERFETTAMENTE A PRESIDIARE CENTRO, SINISTRA E DESTRA CON IL SUO MIX DI INTERVENTI DI SEGNO OPPOSTO, COME TESTIMONIA ANCHE LA LEGGE DI STABILITÀ. E RISPETTO A UN ANNO FA, NON C’È NEPPURE GRILLO A FARE PAURA 3. RENZIE STA STRAVINCENDO ED È SEMPRE PIÙ IL FIDANZATO D’ITALIA. ANCHE BARBARA D’URSO DICE CHE IL SUO SOLO DIFETTO È DI ESSERE SPOSATO. PER CHIUDERE IL CERCHIO DEVE SOLO SCEGLIERSI LA LEGGE ELETTORALE PIÙ COMODA ED È NELLA POSIZIONE PER FARLO

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. MORIREMO RENZIANI?

matteo renzi Barbara d'ursomatteo renzi Barbara d'urso

Il premier asfaltatore non vede l’ora di fare il pieno alle elezioni e schierare in Parlamento un esercito di deputati scelto da lui. Al suo arco ha due frecce, entrambe bene appuntite. La prima si chiama “Consultellum” ed è il sistema elettorale attuale, un proporzionale puro con preferenze e sbarramenti. Con un 44-45% si porta a casa la maggioranza e il Pd che alle Europee ha preso il 40,8% non è lontano, specie se si allarga con gli ex di Sel e di Scelta civica. La seconda freccia si chiama “Renzellum” ed è la nuova versione dell’Italicum, senza coalizioni, ma con premio di maggioranza al partito più votato.

 

Entrambe le leggi elettorali sono favorevoli a Renzie, che così può scegliere se andare subito a votare in primavera, oppure riscrivere il patto del Nazareno e andare alle urne nel 2018, dando tempo al Cavaliere di riorganizzarsi un po’. Berlusconi è infatti pronto a discutere del “Renzellum” purché vi sia la garanzia che non si corre a elezioni. I suoi sondaggi sono disastrosi e lui sta sempre aspettando di tornare eleggibile, grazie a una sentenza di Strasburgo.

 

Silvio Berlusconi RUDY  CAVAGNOLI  Silvio Berlusconi RUDY CAVAGNOLI

Comunque vada a finire, il premier spaccone sembra destinato a fare il pieno di voti e a restare al potere per molti anni, anche per l’assoluta mancanza di veri avversari. Inoltre riesce perfettamente a presidiare centro, sinistra e destra con il suo mix di interventi di segno opposto, come testimonia anche la legge di Stabilità. E rispetto a un anno fa, non c’è neppure Grillo a fare paura. Renzie sta stravincendo ed è sempre più il fidanzato d’Italia, visto che anche Barbara D’Urso dice che il suo solo difetto è di essere sposato. Per chiudere il cerchio deve solo scegliersi la legge elettorale più comoda ed è nella posizione per farlo.

 

 

2. IL FIDANZATO D’ITALIA

Vocazione onnivora, più che vocazione maggioritaria. Renzie ha in mano sondaggi ottimi e non vede l’ora di trasformarli in voti veri. “Renzi vuole il nuovo Pd. ‘Il partito della nazione con gli ex Sel e Scelta civica. La minoranza attacca: ‘La Leopolda è un movimento parallelo’. Il segretario nega: ‘Niente correnti e io non sono un usurpatore”. “Il premier punta al 51%. Le simulazioni del voto anticipato” (Repubblica, p. 2). Poi, le novità sulla legge elettorale: Italicum addio, arriva il Renzellum. ‘Premio alla lista e bipartitismo. Con il nuovo sistema ci sarebbe un’unica soglia di sbarramento al 3% e questo piace molto ai piccoli partiti, Alfano in testa” (Repubblica, p. 4).

BARBARA D’URSO 
BARBARA D’URSO

 

Per il Corriere, il nuovo “scarto” del premier serve ad arrivare al bipartitismo (p. 3). Il Cetriolo Quotidiano scrive che “Renzi gioca l’asso pigliatutto. Pesca in Sel, M5S e Scelta Civica. Obiettivo 51%, cambia l’Italicum: premio alla lista e non alla coalizione” (p. 4).

 

L’ultimo strappo di Renzie sulla legge elettorale prende in contropiede Berlusconi: “Berlusconi valuta la svolta: ‘Accetto l’azzardo di Matteo se mi assicura che non si vota” (Repubblica, p. 4). Per il Messaggero, “Italicum, il premio alla lista piace alla sinistra ma irrita FI. Senza l’obbligo di coalizione i centristi possono sfuggire alla morsa del Cavaliere” (p. 5). Prudenza sul Giornale della Real Casa di Arcore: “Italicum, Renzi mette la retro e il patto del Nazareno vacilla. Il premier vuole cambiare la legge elettorale (premio non alla coalizione ma alla lista) e apre la campagna acquisti dei delusi di Sel e Scelta civica. Forza Italia irritata ma non rompe” (p. 4). E certo che non rompe, ha una paura fottuta di restare isolata senza la polizza del Nazareno.

 

 

3. LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE

GRILLO  beppe genovaGRILLO beppe genova

La Stampa intervista Barbara D’Urso, che ci regala le sue acute osservazioni. Le chiedono chi è meglio tra Berlusconi e Renzie e lei se la cava così: “Mah, non saprei. Sono molto eleganti. Berlusconi è più british, col doppiopetto, mentre Renzi è più stile Obama, giovanile, con la camicia bianca”. Poi le fanno notare che il premier ha fatto il 19,1% di share, mentre ad aprile Berlusconi fece l’11,8%. Ma lei non ci casca: “Non ha vinto nessuno, sono due personaggi affascinanti, che sanno parlare di politica semplicemente, per la gente semplice come me” (p. 8).

 

Intervista imperdibile anche sul Giornale, con domandone imbarazzante: “Che cosa le piace di più di Renzi?”. Risposta: “E’ un grandissimo comunicatore. Ed essendo a mia volta una comunicatrice sento una grande empatia con lui” (p. 7). Evviva l’empatia con il caro leader.

 

 

FEDERICO PIZZAROTTI CON LA MOGLIE CINZIA FEDERICO PIZZAROTTI CON LA MOGLIE CINZIA

4. UN, DUE, TRE, GRILLINO

Sempre casino nel Movimento grillino. Se vanno avanti di questo passo finiranno per espellersi tutti a vicenda. Repubblica: “Grillo ora espelle i militanti che chiedono democrazia. ‘Clandestini? Spedirli a casa’. Via i quattro che occuparono il palco al Circo Massimo. Attacco sugli immigrati. E alla Ue un estremista salva il gruppo”. “Base in rivolta, cresce la voglia di scissione. Pizzarotti: ‘Inaccettabile il reato di opinione” (p. 6). Messaggero: “M5S nuove espulsioni e Grillo alza il tiro: ‘I clandestini a casa’. Con un post cacciati i quattro contestatori del Circo Massimo” (p. 6).

 

 

5. PASTICCIACCIO CONSULTA

Si muove qualcosa nella palude che da settimane blocca l’elezione di due giudici costituzionali: “Il Pd archivia Violante. ‘Stallo colpa anche nostra’. Fi, summit sul candidato. Il premier: ‘Camere bloccate e noi siamo corresponsabili’. Tesauro: ‘Fare presto’. Ma il nuovo voto non è ancora fissato. Il premier incontrerà domani i capigruppo Zanda e Speranza per trovare una soluzione. Nella rosa dei candidati Luciani per i democratici, Guzzetta e Sisto per gli azzurri” (Repubblica, p. 9)

Luciano Violante Luciano Violante

 

 

6. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Inizia il braccio di ferro con la Commissione Ue sulla nostra legge di Stabilità. Repubblica: “Deficit, Barroso insiste. ‘L’Italia tagli 8 miliardi’. Ultime correzioni alla legge di Stabilità. Il presidente della Commissione Ue uscente vuole chiedere al nostro governo una modifica del disavanzo strutturale di 0,5 punti per evitarci la bocciatura. Padoan ha previsto invece una riduzione di 1,6 miliardi più una riserva di altri 3,4 in caso di emergenze. Più morbida la posizione di Juncker. Dubbi sulle coperture per il bonus bebè” (p. 10). Messaggero: “Manovra, nodo tagli e bonus bebè. Bruxelles chiede misure correttive. Gli ultimi aggiustamenti fanno slittare l’invio al Colle. I ministeri ancora non sanno quanti fondi perderanno” (p. 2).

 

Già, la D’Urso domenica non gli ha chiesto delle coperture sul bonus bebè, a Pittibimbo.

 

Francesco Paolo Sisto colleggio di difesa Francesco Paolo Sisto colleggio di difesa

Anche il Corriere dà conto del match con Bruxelles, ma con toni più rilassati: “Deficit, partita doppia in Commissione. L’uscente Barroso chiederebbe una correzione dello 0,5%, Juncker punta anche su crescita-flessibilità” (p. 6). La Stampa invece segnala problemi: “Manovra in ritardo. Pressioni dall’Ue per aumentare i tagli. Bruxelles verso la richiesta di risparmi per otto miliardi” (p. 6). Sprezzante il Cetriolo Quotidiano: “Manovra ancora fantasma, ora il Quirinale è irritato. Padoan aveva promesso: ‘Pronta lunedì mattina’. Al Colle l’aspettavano per le 18, ma non s’è vista. Resta da capire cosa hanno votato i ministri” (p. 3).  Delle semplici linee guida?

 

 

7. NON TUTTE LE MARCHETTE VENGONO CON IL BUCO

pier carlo padoanpier carlo padoan

Il mega-favore dei governo ai concessionari stradali ci costa un bel casino con Bruxelles: “La Ue contro lo Sblocca Italia. Verso la procedura di infrazione per le modifiche dei contratti sulle concessioni autostradali. Aperta il 17 ottobre la fase preliminare. Anche l’Antitrust aveva espresso dubbi” (Repubblica, p. 29). L’importante, quando si parla di concessioni autostradali, è sempre riuscire ad evitare le gare.

 

 

8. ASPETTANDO LUCHINO

manuel barrosomanuel barroso

Primi passi per Alitalia-Etihad, aspettando il via libera di Bruxelles. E la nazione è sempre in attesa di sapere se Luchino di Monteprezzemolo sarà il presidentissimo della compagnia aerea. Solo che per questo tocca attendere. Corriere: “Alitalia Etihad rilancia Malpensa. Base per i voli internazionali. Presentati gli aerei Expo con il doppio marchio. Hogan: ‘Montezemolo? Bravissimo, ma è presto per parlare di presidenza” (p. 33). Anche il Giornale riporta la frenata di Hogan con queste parole: “Montezemolo persona meravigliosa, ma è presto per parlarne” (p. 21).

 

 

9. ULTIME DAL MONTE DEI PACCHI DI SIENA

jean claude junckerjean claude juncker

A Siena si soffre sempre: “Esami europei a rischio per Mps. Possibile ammanco da 0,5 a 1,7 miliardi. Ma la banca frena: ‘Solo voci’. Profumo e Viola si giocano il rinnovo. Il titolo ancora giù in Borsa: -1,8%. Il mercato teme un altro aumento di capitale. La vendita delle polizze” (Giornale, p. 20). Sole 24 Ore: “Stress test, Mps sbanda in Borsa. La banca: ‘Nessun riscontro sulle ipotesi di deficit di capitale’. L’Eurotower e l’Eba comunicheranno i dati sugli esami europei ai 130 istituti coinvolti domenica prossima alle 12” (p. 32). Prima tutti a messa. 

giorgio napolitanogiorgio napolitano

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...