A POCHE ORE DAL VERDETTO, L’AMERICA IN BAMBOLA PER BABY AMANDA - È LA "FANCIULLA DEL WEST" VITTIMA INNOCENTE DELLE MALVAGE STREGHE DELL´EST, QUELLE CON LA TOGA DEI GIUDICI DI PERUGIA, ORA IN ATTESA DEL LIETO FINE CHE QUI TUTTI ASPETTANO, CHE LEGIONI DI INVIATI E TELECAMERE AMERICANE RACCONTANO E SI PREPARANO A RACCONTARE COME SE DALLA SUA SCARCERAZIONE IN APPELLO O DALLA CONFERMA DELLA CONDANNA DIPENDESSERO LE SORTI DELL´OCCIDENTE…

Vittorio Zucconi per la Repubblica

È la "fanciulla del West" vittima innocente delle malvage streghe dell´Est, quelle con la toga dei giudici di Perugia. È un melodramma cantato, suonato e rappresentato per un pubblico americano che lo assapora e lo segue avidamente come una "soap story" o uno di quei legal thriller che hanno fatto la fortuna di autori come Grisham, Turow e prima di loro Earl Stanley Gardner.

Amanda come la Minnie pucciniana, è la candida, ingenua, innocentissima ragazza imprigionata nella frontiera selvaggia della macchina giudiziaria italiana ora in attesa del lieto fine che qui tutti aspettano, che legioni di inviati e telecamere americane raccontano e si preparano a raccontare come se dalla sua scarcerazione in appello o dalla conferma della condanna dipendessero le sorti dell´Occidente.

E che i network come la Abc già vendono per 7 dollari e 99 per essere scaricato su iPad e tablet. Un tale dispiegamento di forza, un tale esborso di danaro da parte di "news organization" ormai tutte attentissime al centesimo nei tempi grami per un caso giudiziario oltre l´Atlantico non si era più visto probabilmente dal processo di portata storica di Adolf Eichmann.

Il mostro, lui sì, delle SS, cervello e ragioniere del genocidio ebraico. Dirette satellitari sono previste per l´imminente sentenza pronunciata dalla Corte d´Appello e irradiano servizi quotidiani, soprattutto per gli show del mattino, quelli per casalinghe disperate, per madri che hanno figli ansiose di fuggire la noia della suburbia, il tran tran delle festine di liceo per volare lontano e fare nuove esperienze, come sognava Amanda.

Ritratti lusinghieri ed entusiastici sono usciti su Giulia Buongiorno, l´onorevole avvocato difensore di Amanda Knox, che Rolling Stone ha definito «di categoria superiore rispetto a tutti gli altri avvocati presenti in quell´aula, precisa, puntigliosa, convincente, professionale», in contrasto con il pubblico ministero Giuliano Mignini «corpulento e infiammato, ma sempre elegante» (nell´immaginario americano l´italiano deve essere ben vestito e ben pasciuto) al quale spetta l´inevitabile etichetta di Grande Inquisitore.

Gratta gratta sotto ogni melodramma euro-americano, e il rancore inestinguibile fra Riforma e Controriforma, la dialettica degli stereotipi opposti fra il Puritano e il Torquemada affiora sempre.

Voci, che devono restare voci perché la retorica deontologica della professione giornalistica anglosassone va onorata, dicono che l´asta per assicurarsi la prima intervista esclusiva con la fanciulla del West scarcerata sia già cominciata fra i producers delle reti televisive americane e non è un pettegolezzo il fatto che ai genitori di Amanda Knox, costretti a fare la spola fra l´estremo West, Seattle, e la città umbra, non proprio una gita fuori porta, almeno una network, la Abc, paghi le spese di viaggio e di soggiorno, recuperate con la vendita della Amanda´s story via Kindle, Apple Store, Android Google.

L´Italia, ora che la politica, il governo, il presidente del Consiglio sono ridotti a tristi e in fondo stucchevoli barzellette per i vignettisti e i comici della tarda sera o a corrucciate analisi di finanzieri ed economisti sui nostri sgangherati conti pubblici, è Amanda. La Perugia ventosa e labirintica «costruita per gente molto più bassa di noi» (cito), «l´atmosfera carnevalesca dentro l´aula» (Seattle Post), l´ossessione dei magistrati per le teorie sataniche, capaci di ridurre un uomo, il ragazzo Sottile, a un automa sotto i tacchi della dominatrix americana.

Quella che la stampa tabloid britannica subito marchiò con il soprannome affibbiatole dalle sue compagne di squadra nel soccer, nel calcio giocato da ragazzina: Foxy Knoxy, dove quel foxy sta per agile, furba, sfuggente nella manovra e non per quel "volpino" che, come nell´Amarcord di Fellini, evoca arti ammaliatrici e voglie insaziabili. Perché mentre gli Usa tifano per la Knox, i cugini inglesi tifano contro di lei.

Anche oltre quegli ingredienti irresistibili gettati e ribolliti nel calderone della morbosità che fa audience e titilla il peggio dentro ogni consumatore di tv spazzatura con plastico e ricostruzioni guignol, il sesso, il sangue, il satanismo, la donna insieme agnello sacrificale e macellaio, nella furia dei media americani lanciati contro questo «tribunale popolato da avvocati di provincia» (sempre Rolling Stones che vi ha dedicato un´inchiesta chilometrica) c´è una grande, repressa, inconfessata voglia di vendetta.

C´è la rabbia repressa verso quell´Europa sempre pronta con il ditino alzato ad accusare la giustizia americana di errori mostruosi, di assoluzioni inspiegabili (il caso di O. J. Simpson) di persecuzioni "puritane" come si dice dalla nostra sponda, appunto, (Clinton crocefisso per il sesso orale) di orribili show come la cattura e la vergogna planetaria di Strauss Khan o i dettagli sulle mutandine insabbiate - dentro o fuori? - della vittima di Willy Kennedy Smith posseduta sulla spiaggia di villa Kennedy in Florida.

Una giustizia americana che tronfiamente si vanta di essere la migliore del mondo ma rifiuta di riconoscere di avere mandato, e di mandare ancora, innocenti difesi da avvocaticchi da bar, alla forca.

Ora beccatevi questa, italiani ed europei sussiegosi e presuntuosi, La frenesia degli speciali su Amanda si rincorre sugli schermi di reti satellitari che devono recuperare le spese. Cnn, un tempo regina autorevole del satellite, diffonde ieri un lungo special sui quattro anni di tormenti e ingiustizie, con Amanda che sul sito campeggia con il viso nell´ombra, il profilo acqua, sapone e carcere da "ragazza della porta accanto" ben diverso da quella she-devil, della femmina satanica raccontata nelle requisitoria «barocca» (ecco un´altra espressione che torna in tutti i servizi, accanto a «medioevale», mancano soltanto i Borgia e Machiavelli) del pm.

Sul sito, la faccia di lei campeggia in formato doppio rispetto all´immagine smunta e sinistra del jihadista Anwar al-Awaki, uno degli infiniti aspiranti alla successione di Osama Bin Laden, ucciso ieri. Il contatore degli ascolti e dei contatti dà ragione a Cnn: Amanda è al primo posto e batte il temibile terrorista come anche le notizie di economia e di borsa, di nuovo disastrose. Si viaggia verso una possibile seconda recessione, ma non c´è partita, nel rating, per quella travesty, quella parodia di giustizia messa in scena contro la fanciulla del West martirizzata a Perugia.

È fin troppo facile per tutti gli inviati americani che coronano il sogno di lunghe vacanze italiane pagate legittimamente dall´editore, sforacchiare il caso Knox, la confusa requisitoria, gli indizi, il grottesco trattamento della scena del crimine affidato in prima istanza alla Polizia postale che Time definisce impietosamente «la serie B delle forze di polizia» ben diversa dai professionali carabinieri.

A un pubblico appassionato dalle indagini degli infallibili Csi televisivi, che vide assolvere O. J. Simpson cosparso di macchioline di sangue delle due vittime per dubbi sul passaggio di mano delle provette, che pochi giorni or sono è rimasto sbigottito davanti al verdetto di assoluzione di Casey Anthony, sommersa dalle prove di avere ucciso la propria bambina di due anni e salvata dal «ragionevole dubbio» insinuato dai difensori sempre più bravi degli accusatori, il pensiero che il castello di «fantasie forensi» costruito attorno ad Amanda possa rinchiuderla per almeno dieci anni è incomprensibile.

È un pensiero che farà stampare libri, bruciare Dvd, girare i videoregistratori per rivedersi gli speciali di Cnn, Fox, Abc, Cbs, Nbc, Msnbc, di emittenti locali, che ha fatto esaltare come un eroe il blogger perugino che fin dal primo giorno fu scettico. E porterà alle stelle la prima rete che riuscirà a ottenere - o comprare - la verità di Amanda, la «omicida accidentale» che sognava la vista sui cipressi umbri e ha visto le sbarre della giustizia italiana.

«È vero che sogni sempre di fare sesso?» domandavano le guardie carcerarie alla ragazza, secondo i suoi diari ripresi golosamente anche da Time. Vero, falso, non importa. Amanda è una vittima, una donna, una ragazzina e il verdetto qui è già stato emesso. Un´America perennemente accusata di essere carnefice dall´antiamericanismo, anche quando crollano i propri simboli, finalmente può dirsi, questa volta, vittima. Oggi, qui, siamo tutti Amanda.

 

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